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CUT UP – ‘Wherever They May Rot’

Bellissima copertina e splendida produzione ci accolgono a braccia aperte, prima di essere tagliati a pezzi e gettati nella palude raffigurata nell’artwork. Succoso death metal svedese servito in tavola fumante, marcio e putrescente. Melodie chitarristiche ovattate ed avvolte in un pesante groove, con uno sporadico (e di reminiscenze “blacky”) tremolo picking che (e)segue linee melodiche sinistre, alternato con riffoni di chiara impronta “swedish”. La voce di Andreas Björnson è un perfetto connubio tra bestialità ed equilibrio, laddove le parole sono (quasi) distinguibili, pur vomitate nei padiglioni auricolari dell’ascoltatore. Brani ben definiti, con riff memorizzabili che ci riportano esattamente al punto di partenza in un tripudio di arrangiamenti circolari che permettono di apprezzare a pieno il mood diretto ed intelligentemente ignorante del disco. Assoli dall’appeal thrash metal, spesso armonizzati, rappresentano un plus-valore per un platter che si lascia (ri)ascoltare molto volentieri. In alcuni frangenti il loro concepire il brano death in modo quasi POP (passatemi il termine), senza perdere un minimo di ferale violenza, non può che non farci pensare ai finnici Torture Killer ed al loro riuscitissimo ‘Swarm’. I Cut Up sanno suonare…sanno suonare molto bene e lo dimostrano riuscendo – con una nonchalance annichilente – a fondere sporadici elementi black (subliminali ma distinguibili), brutal death, groove e death’n’roll (o death’n’rot). Un disco che in meno di 40 minuti dice tutto quello che serve, servendoci su un piatto d’argento tutto ciò che più amiamo in un genere come il death metal. Semplici, intelligenti, brutalmente musicali.

Tracklist:
01. From Ear To Ear
02. Necrophagic Madness
03. Behead The Dead
04. Wherever They May Rot
05. Vermin Funeral
06. By Hatred Bound
07. Psychosurgery
08. In The Aftermath
09. Master Dissector
10. Cranium Crusher
11. Raped By The Blade

Line-up:
Andreas Björnson – voce, chitarra
Anders Bertilsson – chitarra
Erik Rundqvist – basso, voce
Tobias Gustafsson – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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