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CRYSTAL VIPER – The Witch Strikes Back

Questa volta i CRYSTAL VIPER si sono fatti attendere. Tra ‘Possession’ e ‘Queen Of The Witches’ sono passati ben quattro anni, un record per la band polacca, che ci aveva abituato a una frequenza ben più serrata. Come leggerete più avanti, i motivi non sono mancati, ma quello che davvero conta è che la band sia tornata al top della forma, come del resto la nostra recensione ha messo bene in evidenza. Ora, è tempo di ospitare sulle nostre pagine digitali una Marta Gabriel grintosa come non mai…

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Come detto, tra ‘Possession’ e ‘Queen Of The Witches’ sono passati ben quattro anni, un record per voi…
“Diciamo che un break del genere non era in programma. Come dici tu, siamo sempre stati una band iperattiva. Tra il 2007 e il 2013 abbiamo pubblicato 5 album in studio, 7 singoli e diverse compilation, oltre ad aver suonato in 15 paesi diversi. Nel 2013 ho avuto un problema serio di salute, non era chiaro se avrei potuto ancora cantare, e abbiamo messo i Crystal Viper in standby. Lo scorso anno mi sono fatta operare, alle seni nasali e facciali, e fortunatamente tutto è andato bene, ma ho dovuto affrontare un percorso di riabilitazione piuttosto lungo. Non c’erano alternative però, la musica è la mia vita, e volevo fare qualsiasi cosa per poter ricominciare a cantare. E finalmente sono qui, con un disco tutto nuovo e pronta a rimettermi in posta con i prossimi concerti!”

‘Possession’ suonava decisamente più cupo rispetto a questo nuovo album, più potente e vario al tempo stesso. Sei d’accordo?
“Assolutamente sì. Non rinnego il lavoro fatto su ‘Possession’, ma devo ammettere che si tratta del disco che amo di meno, perché riflette un periodo abbastanza cupo della mia vita. Come ti dicevo, nel corso delle registrazioni sono usciti quei problemi di salute che poi ci hanno portato a prendere una pausa. Le sessioni di registrazioni non sono state facili. Amici e fan dicono di non trovare grosse differenze, ma io personalmente trovo tante cose che non vanno. Con il nuovo ‘Queen Of The Witches’ è stato esattamente il contrario. Abbiamo avuto un sacco di tempo per prepararci al meglio, io stessa per la musica e i testi. Senza contare che eravamo davvero carichi del fatto di tornare in pista. C’è grande energia sul disco, e si sente chiaramente. E se dovessi indicare una differenza di fondo ti direi proprio questa, l’energia.”

Ma avete curato il songwriting in modo diverso rispetto al passato?
“Quando scrivo musica, tutto viene in modo molto naturale. Non ho pensieri su una direzione da seguire o meno. Ogni album riflette un momento differente della mia vita, ispirazioni diverse e probabilmente anche un’esperienza e capacitò differenti. Come artista, non smetti mai di crescere ed imparare, oltre che cercare nuove fonti di ispirazione che man mano si sentono nella tua musica. Quindi, a parte il fatto di aver avuto molto più tempo per tutto. direi che il processo di composizione non è cambiato.”

Il titolo che avete scelto, ‘Queen Of The Witches’, fa riferimento a te?
“Ehehehe, un certo senso…. Diciamo che ‘Queen Of The Witches’ è un concept album e che tutti i testi sono in prima persona, quindi possiamo forse dire che anche il titolo parla di me…”

Hai parlato di concept… Che tipo di collegamento c’è tra i diversi testi del disco?
“Per semplificare molto, si parla della lotta contro il male che vive in alcuni esseri umani e del tentativo finale di cancellarlo. Non voglio raccontare le singole canzoni e i loro temi, perché rovinerei la sorpresa. Seguire i testi di un disco è come leggere un libro o vedere un film, anche se i singoli pezzi stanno comunque in piedi da soli.”

Come detto, una delle caratteristiche di ‘Queen Of The Witches’ è la sua grande varietà. E’ un aspetto importante per te?
“L’ho già accennato prima, non è qualcosa che pianifico in nessun modo. Non c’è nessun piano di come saranno le canzoni. Ma mi rendo conto che i pezzi finiti su questo disco sono molto differenti tra loro, alcuni sono heavy e rallentati, altri molto veloci, e ci sono anche passaggi molto melodici. Nulla è stato pianificato, però: io scrivo molta musica nel corso del tempo, e quando si tratta di lavorare su un disco in particolare cerco di scegliere le idee migliori. Stavolta il materiale che avevo a disposizione era davvero valido.”

Come spesso accade, avete ospitato diversi ospiti più o meno noti a partecipare al disco. Come sono nate le varie collaborazioni?
“E’ una specie di tradizione, quella di invitare musicisti di band che amiamo e rispettiamo a partecipare alle nostre registrazioni. Gruppi come Manowar, Venom e Saracen ci hanno influenzato molto in passato, ed è stato un onore invitare Ross The Boss, Mantas e Steve dei Saracen a unirsi a noi. Ancora maggiore è stato l’onore perché tutti hanno accettato. Con Ross e Mantas ci conosciamo da anni, ed è stato facile. Per Steve dei Saracen è stato un po’ diverso perché non ci conoscevamo per nulla, ma è stato altrettanto semplice: gli abbiamo scritto, mandato un demo del pezzo, e lui ha accettato di cantare insieme a me. Avere ospiti sul disco permette di rendere i pezzi più interessanti e di far vedere ai fan dove nasce la nostra ispirazione, oltre dare un tributo meritato a tante band del presente e passato.”

Per l’artwork del disco avete lavorato con Andreas Marschall. Negli anni Ottanta e Novanta le sue copertine erano quasi sinonimo di heavy metal…
“E’ stato uno dei motivi della scelta, ma non l’unico. Certo, amiamo la sua arte e le copertine che ha fatto per Running Wild, Blind Guardian, Kreator ed altri ancora. Il mio primo contatto con lui è stato mentre lavorava al film ‘Masks’ – molti lo conoscono solo come pittore, ma è anche un regista cinematografico. Mi ha chiesto se avrei potuto registrare un pezzo per lui: nel film c’è una scena con un’attrice che canta un brano in polacco, e la voce è la mia. Sono sempre stata una grande fan dei suoi artwork, e quando abbiamo pensato all’idea di una strega seduta su un trono nel quale il nostro marchio fosse riconoscibile, ci siamo detti che sarebbe stata una cover perfetta per lui!”

Ora si parla tantissimo di NWOTHM – anche se voi siete partiti prima di molte band che vengono associate a questo movimento…
“Non so se possiamo parlare di limiti temporali, e in assoluto, ma certo in molti ci considerano tra le prime band di questa ennesima rinascita del metal classico. Abbiamo iniziato nel 2003 anche se il primo disco è uscito nel 2007. In generale, alla gente piace usare termini ed etichette per descrivere la musica. Ed in fondo va bene così. C’è chi ci definisce NWOTHM, altri power metal, altri ancora heavy metal e basta. Questa è la definizione che personalmente preferisco, perché è la più estesa.”

Avete sempre offerto grande potenza on stage, anche se ultimamente vi siete fatti vedere di rado. Tu però hai raccolto qualche esperienza interessante…
“Hai ragione, come Crystal Viper siamo stati quasi 4 anni senza suonare! Ma in questi anni ho suonato spesso in compagna di altri. Con Jack Starr e i suoi Burning Starr ho suonato al Keep It True e ho fatto diverse date europee. Ho cantato con gli Heathens From The North, una tribute band degli Heavy Load, all’Up The Hammers dello scorso anno. E più di recente ho cantato con i Tytan a Sheffield, all’HRH Festival – mi hanno invitato a cantare ‘Women On The Frontline’ con loro, un pezzo che in originale aveva registrato Jody Turner delle Rock Goddess.”

Cosa ci possiamo aspettare ora da voi in termini di attività live?
“Abbiamo già annunciato un tour europeo che sta per partire. Saremo in giro con i Bloodbound, con Thobbe Englund e con i Rexoria, e gireremo diversi paesi in Europa. In estate poi faremo diversi festival, compreso il Bang Your Head tedesco.”

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Line-up:
Marta Gabriel – voce, chitarra, piano
Andy Wave – chitarra
Blaze J. Grygiel – basso
Tomek “Golem” Danczak – batteria

Discografia:
The Curse of Crystal Viper (2007)
The Last Axeman (EP, 2008)
Metal Nation (2009)
Sleeping Swords (2009)
Defenders of the Magic Circle: Live in Germany (2010)
Legends (2010)
Crimen Excepta (2012)
Possession (2013)
Queen of the Witches (2017)

 

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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