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CROHM – ‘Umanity’

A 30 anni dalla loro prima uscita discografica tornano i valdostani Crohm, con questo ‘Humanity’ pubblicato intenzionalmente il 21 di marzo. La data dell’Equinozio di primavera è stata infatti scelta dalla band in quanto è il momento dell’anno in cui la vita torna a scorrere sulla Terra e le energie della natura, simboleggiate da un maestoso drago, riprendono a muoversi in giro per il globo. Questo ‘Humanity’ è un viaggio all’interno della mente umana, capace di elevarsi dalle più sulfuree oscurità a incredibili e vertiginose altezze luminose e rivelatrici. Tanta spiritualità e tanto lavoro intellettuale dietro al nuovo nato in casa Crohm, ma musicalmente? Beh, ci troviamo di fronte ad una manciata di canzoni che abbracciano un metal classico che sa essere melodico e potente allo stesso tempo. Purtroppo una produzione (volutamente?) grezza e fin troppo ottantiana penalizza e non poco i brani, lasciandoci un amaro in bocca che non ci soddisfa pienamente. Inoltre la voce di Sergio a tratti risulta poco incisiva e priva del giusto mordente e non contribuisce pienamente ad una giusta riuscita dei brani. Fatte le doverose premesse partiamo con l’ascolto e con ‘Alien’, un’opener azzeccata e bella incazzata che ci introduce nel miglior dei modi alla scoperta di ‘Humanity’. La successiva ‘The Call’ rimane però su territori più “quadrati” e standard e si sente che manca qualcosina rispetto al primo brano del lotto, così come nella doomy ‘The Dark Side’. Continuando con l’ascolto ci imbattiamo nella coinvolgente ‘Insatiable’, una ballad che sfocia dopo un attimo in una indiavolata cavalcata metallica – in cui a farla da padrone sono le chitarre gemelle di Diego e Claudio – e nella variegata ‘Fields Painted Red’, uno degli highlight di ‘Humanity’. Il thrash di ‘The Noise Of Silence’ ci prende violentemente per mano e ci conduce alla fine del disco, il quale rispetta pienamente quanto anticipato in fase di presentazione nel corso di questa recensione. Tanto potenziale, ma un sound ancora troppo “underground” ed una voce a tratti sghemba che non rendono giustizia alla storia ed alla costanza dei Crohm.

Tracklist:
01. Alien
02. The Call
03. The Dark Side
04. Nothing Else
05. Insatiable
06. Lost Soul
07. Fields Painted Red
08. The Noise Of Silence
09. Run For Your Life (The Escape)
10. Town After Town

Line-up:
Sergio Fiorani- voce
Claudio Zac Zanchetta – chitarra
Diego Zambon – chitarra
Riccardo Taraglio- basso
Fabio Cannatà- batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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