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CRADLE OF FILTH – ‘Cryptoriana – The Seductiveness Of Decay’

Leggo sempre le recensioni altrui. Se devo recensire un disco prima leggo tutte le recensioni già presenti. Perché lo faccio? Principalmente per umiltà e modestia, cercando di imparare confrontandomi con altri stimati colleghi. Secondariamente (ma non per importanza) per rispetto nei vostri confronti: perché offrirvi una recensione che vi ripete ciò che avete già letto altrove (e magari scritto decisamente in modo migliore)? Vorrei sempre cercare di attirare la vostra attenzione offrendovi una prospettiva differente. Insomma… ci provo. Ecco allora che in questa disamina della nuova fatica dei Cradle Of Dani… scusate… Cradle Of Filth, non vi riassumerò nuovamente la storia della band così come non parlerò del loro look e di come Mr. Filth si sia giocato le corde vocali. In questa mia recensione di ‘Cryptoriana – The Seductiveness Of Decay’, entrerò a gamba tesa sulla musica. Di (buona) musica in questo disco ce n’è parecchia, ben arrangiata, ben scritta e sopratutto ben suonata. Si, perché pur riconoscendo a Paul Allender un ottimo gusto, questa attuale coppia di chitarristi è tecnicamente la migliore che i Cradle Of Filth abbiano mai avuto. Forti della loro padronanza sulla sei corde, Ashok e Shaw si permettono continue incursioni nel thrash più tecnico, cosa che il sopra-citato Allender faceva in modo molto più estemporaneo e citazionistico. Marthus è per molti il “nuovo” batterista dei vampiri inglesi, ma pochi si rendono conto che suona con la band da ormai 11 anni e nonostante l’ampia parentesi Erlandsson, dobbiamo ammettere che tecnicamente sia il battersita che più si avvicina a “sua mostruosità” Nick Barker. Marthus infila dei pattern fantastici in ogni brano, con dei fill di batteria da manuale, tanto tecnici (e ammettiamolo, roboticamente freddi) quanto di buon gusto. Dopo la blasfema sessualità vampiresca di ‘The Principle Of Evil Made Flesh’ (1994),  del bellissimo EP ‘Vempire Or Dark Faerytales In Phallustein’ (1996) e dopo l’oscura ed elegante epicità di ‘Dusk… And Her Embrace’ (1996) e di ‘Cruelty And The Beast’ (1998) i Nostri tornano a cavalcate maideniane e atmosfere satanicamente seducenti. L’asciuttezza death metal di ‘Damnation And A Day’ lascia qui il posto a influenze classicamente e metallicamente inglesi di un brano come ‘Achinlgy Beautiful’, che alterna epiche galoppate a una sequenza armonica che ricorda l’altrettanto Maiden-oriented ‘The Twisted Nails Of Faith’. Torniamo un attimo alle prime digitali righe di questa review. Le corde vocali di Dani? Si lo so, vi avevo detto che non ne avremmo parlato ma come non sottolineare che il Rob Halford del black, con i suoi screaming ipersonici, ha ridotto drasticamente il suo ampissimo range vocale? Poco male, perché il piccolo pipistrello anglosassone ha ampliato ancor più la sua espressività, parola invero usata pochissimo in ambito estremo. La ripetiamo: espressività. Dani è un attore che interpreta i suoi testi nel migliore dei modi, utilizzando tutte le sue innumerevoli voci per colorare (con diverse sfumature di nero) ogni singolo passaggio di questo splendido lavoro. Molto bella ‘Wester Vespertine’, anche lei figlia bastarda di quel ‘Cruelty And The Beast’ che venne definito da un Shane Embury (uno che di musica pesante qualcosa ne capisce) come “il miglior disco estremo del 1998”. La titletrack è un altro pezzo da 90 e forse, nella carriera della band di succhiasangue, la canzone più influenzata dal gruppo di Steve Harris. Ritmi black metal che si placano solo quando chitarre armonizzate rischiarano il cielo dipinto di nero (metallo). Segnaliamo un finale davvero esaltante e ricco di dettagli che scopriremo solo dopo reiterati ascolti. ‘Vengeful Spirit’ vede la partecipazione (inutile) di Liv Christine, che poco aggiunge a un bel brano che avrebbe interpretato al meglio anche la titolare Lindsay Schoolcraft. La tastierista cantante non si mette mai particolarmente in risalto in questo bel ‘Cryptoriana – The Seductiveness Of Decay’, ma lavora di cesello, rifinendo i brani con gusto e discrezione. Thrash e death metal opportunamente pompato da cinematografica epicità è quello che sentiremo con ‘You Will Know The Lion By His Claw’, dove possiamo goderci dei fantastici assoli e cori gregoriani. Non ci facciamo mancare nulla. Forse il pezzo più guitar-oriented, ricco di ottimi riff e partiture chitarristiche tecnicamente pregevoli. Molto bella anche ‘Death And The Maiden’, dove il piccolo Dracula prova a rinverdire i fasti dei suoi “high pitch screaming”. Nobile e furiosa è invece la splendida ‘The Night At Catafalque Manor ‘, un brano dotato di sangue blue, un canzone con un albero genealogico che la riporta direttamente agli antenati ora sepolti nella cripta di ‘Dusk And Her Embrace’. Piccolo gioiello in regalo: una inaspettata cover di ‘Alison In Hell’, mitico pezzo degli altrettanto storici Annihilator qui reso in modo magistrale e che ben si adatta al modo del disco. Concludendo: potete essere critici quanto volete, potete mettervi il vostro miglior para-occhi, potete prendere in giro il diversamente alto Dani, potete armarvi di tutti i vostri più sciocchi preconcetti, ma se vogliamo parlare sinceramente di musica questo disco è un ascolto obbligato per tutti coloro che amano il metal.

Tracklist:
01. Exquisite Torments Await
02. Heartbreak And Seance
03. Achingly Beautiful
04. Wester Vespertine
05. The Seductiveness Of Decay
06. Vengeful Spirit
07. You Will Know The Lion By His Claw
08. Death And The Maiden
09. The Night At Catafalque Manor (bonus track)
10. Alison In Hell (bonus track)

Line-up:
Dani Filth – voce
Rich Shaw – chitarra
Ashok – chitarra
Lindsay Schoolcraft – tastiera, voce
Daniel Firth – basso
Marthus – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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