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COMANIAC – ‘Instruction For Destruction’

Comaniac… Mmm, non c’era un vecchio pezzo degli Artillery che si chiamava così? Non c’entra, anche se pure qui si parla di thrash metal old school. I Comaniac sono svizzeri, hanno esordito nel 2015 con il buono ‘Return To Wasteland’ e ci riprovano ora con questo secondo album. Differenze rispetto al passato? Abbastanza poche, anche ‘Instruction For Destruction’ guarda in modo evidente all’epoca d’oro del thrash metal, a band come Kreator e Testament, mettendo un accento abbastanza forte sulla componente tecnica – in fondo sono Svizzeri, qualcosa dai Coroner potrebbero aver preso, no? Un altro punto di riferimento potrebbero essere i sopravvalutati Vektor, anche se i Comaniac restano più fedeli alle loro origini, evitando di perdere il filo del discorso a vantaggio di una pura esibizione tecnica, ‘Instruction For Destruction’ si lascia ascoltare, mette in mostra diverse buone idee – su tutte la carica dell’opener ‘Coal’ e della trascinante ‘Bow Low’ – ma presenta un paio di problemi di fondo: una certa omogeneità nelle ritmiche, che di certo non aiuta la tradizionale prima impressione, abbinata a una monotonia di fondo delle parti vocali – Jonas Schmid fa il suo, ma non è l’atout che valorizza appieno le sonorità della band. Per farla breve, il ritorno dei Comaniac è un disco solido, a tratti piacevole, ma non è un lavoro di quelli che ti cambiano la vita. Per amanti del genere, questo sì…

Tracklist:
01. Coal
02. Suborned
03. Bow Low
04. Guarding Ruins
05. How To End It All
06. Self Control
07. Shattered
08. Heart Of Stone
09. Forever More
10. Instruction For Destruction

Line-up:
Jonas Schmid – voce, chitarra
Valentin Mössinger – chitarra
Raymond Weibel – basso
Stefan Häberli – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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