Loud Reports

Claudio Simonetti’s Goblin – Il report del concerto @ Circolo Colony, Brescia, 31.10.2017

Un altro Halloween sta per arrivare, un’altra notte in cui il confine tra il nostro mondo e quello dei morti si farà più labile che mai. La chiave con cui apriremo i fragili cancelli che separano le due dimensioni sarà questa sera la musica, linguaggio universale che non conosce barriere e distinzioni. Artisti di fama mondiale e affamate realtà underground celebreranno stasera il passato, il presente e – soprattutto – il futuro del rock e dell’heavy metal italiani, due generi musicali che dovrebbero renderci orgogliosi più che mai. Se da una parte avremo Claudio Simonetti coi suoi leggendari Goblin e le immortali colonne sonore che da decenni accompagnano film horror di culto totale, dall’altra troveremo i giovani Deathless Legacy, vera e propria promessa dell’horror metal made in Italy. Andiamo però con ordine. In un Circolo Colony ormai saldamente rinnovato tocca ai laziali Tractors aprire le macabre danze. Il loro metal campagnolo ed agreste è un mix letale di possenti riff power-thrash e goliardici testi, incentrati sull’immaginario campestre del centro Italia. Citiamo testualmente: “protagonisti dei brani sono galli sopravvissuti all’incursione di ladri di pollame che aizzeranno i fattori alla vendetta.” Che altro aggiungere?! Una buonissima band ideale per scapocciare alla grande bevendo qualche (litro) di rinfrescante birra. Calano le tenebre su Brescia ora, grazie al metal gotico dei Diesanera, band toscana molto vicina alla sonorità dei padri del genere, Paradise Lost su tutti. La suadente voce di Valerio guida il pubblico in un oscuro viaggio attraverso le corde dell’anima e dei più claustrofobici meandri della sofferenza umana, prima che una riuscitissima cover di ‘Rebel Yell’ ponga il sigillo su di un’esibizione passionale e sentita. Diesanera, un nome da segnare e da approfondire. Rimaniamo nella regione dantesca coi Deathless Legacy, combo metallico che da un paio di anni a questa parte ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista all’interno della scena nostrana. Gli azzeccatissimi costumi di scena e le teatrali comparsate della performer Anfitrite sono l’ottima cornice del nero quadro sonoro dipinto dai cinque musicisti. L’indiavolata singer Steva ci conduce per mano attraverso sabba demoniaci, cavalieri senza testa e calderoni ribollenti di mefitiche sostanze. Una menzione particolare va all’eclettico tastierista Alex Van Eden, mai pago di travolgerci con cascate di note perfette per ricreare grottesche ed evocative immagini horror. Il sangue scorre a fiotti durante la conclusiva ‘Bow To The Porcellan Altar’, eucaristica benedizione maligna che mette la parole fine ad un concerto adrenalinico e diabolico. Vi elenchiamo ora alcuni titoli: ‘Suspiria’, ‘Profondo Rosso’, ‘Phenomena’, ‘Opera’, ‘Roller’, ‘Zombi’. Dobbiamo continuare o avete già capito di chi stiamo parlando? Esatto, proprio di loro, del Maestro Claudio Simonetti ed i suoi incredibili Goblin. Il sinistro rock progressivo dell’artista romano ha poco a che vedere con il metal a cui tutti siamo abituati, ma credeteci quando vi diciamo che per nemmeno un secondo l’attenzione dei presenti è calata o è stata catturata da altro. Cinque tastiere, la fantasiosa batteria di Titta Tani e le sognanti linee chitarristiche partorite dalla sei corde di Bruno Previtali sono gli essenziali ma efficaci ingredienti che hanno dato vita a un’esperienza mistica, in cui la musica andava a braccetto con le immagini dei film proiettati sullo sfondo. Per un attimo si è avuta quasi l’impressione che una lama affilata spuntasse fuori dal buio, per farci tremendamente a pezzettini e consegnarci in un secondo alla storia. Tutto il mondo ci invidia i Goblin, tutto il mondo trema quando le magiche dita di Claudio si appoggiano sui tasti d’avorio per dare vita ai nostri peggio incubi, alle nostre paure più recondite che pensavamo ricacciate sotto il letto o dentro l’armadio. La tensione si taglia a fette (appunto) e l’adrenalina fa tremare ogni singolo centimetro della nostra pelle. Sinceramente non sapremmo che altro aggiungere per descrivere a parole ciò che abbiamo vissuto in queste due ore di mistica musica. Buon Halloween e buonanotte, sempre che riusciate a dormire…

Foto di Luca Bernasconi

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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