Needful Things

CLAUDIO SIMONETTI – ‘Il Ragazzo D’Argento’

simonetti

Autore: Claudio Simonetti, Giovanni Rossi
Editore: Tsunami Edizioni

Libro strano questo di Claudio Simonetti. Un libro che mi ha deluso e un libro che mi ha piacevolmente stupito e spesso davvero destabilizzato. La delusione deriva principalmente dal fatto di essere un uomo ormai da diverso tempo oltre gli “anta”, e per questo appassionato di tutto ciò che da ragazzino mi colpì e sconvolse. I film horror di Dario Argento sono tra questi, insieme alle colonne sonore di John Carpenter o di Jerry Goldsmith. Ecco allora che mi aspettavo una cronaca di quanto accadeva dietro le quinte, speravo in indiscrezioni e curiosità da nerd dell’horror. Tutto questo viene esaudito solo in parte, in quanto il libro si occupa di molto altro. Di chi è la colpa? Mia. Mie erano le aspettative errate. Claudio Simonetti parte da lontano, dalla sua infanzia in Brasile e molto viene detto di suo padre, Enrico Simonetti, apprezzatissimo musicista che dopo aver collaborato con compagnie teatrali (Adolfo Celi e Giuliano Salce) e avere introdotto allo studio della musica classica il futuro compositore di ‘Profondo Rosso’, torna in Italia, iniziando a lavorare per la televisione di stato. Per tutto il libro si parlerà ovviamente dei Goblin e delle successive incarnazioni della band: New Goblin, Goblin Rebirth, Claudio Simonetti’s Project, Claudio Simonetti’s Goblin, Daemonia. Si parlerà di come Claudio abbiamo creato insieme ai suoi “soci” la prima formazione della nota band, e di come quei ragazzi furono così assorbiti e coinvolti nella fulgida scena prog rock, che ebbero l’idea di tentare la fortuna nella capitale mondiale del progressive. Vediamo con gli occhi della mente dei giovani Goblin che partono verso l’Inghilterra in cerca di fortuna, così come li vediamo giungere per una serie di fortunati eventi alla corte di Argento. Claudio ci parla dell’industria discografica, quando vendere milioni (mi-li-o-ni) di dischi era ancora un sogno ma non un utopia. Claudio ci parla come i sogni spesso si scontrano con la realtà e di come la realtà a volte viene completamente stravolta dai sogni che si avverano. Seguiamo gli alti e bassi della band, che passa da vendite assolutamente inaspettate (ma ovviamente sperate) a successive delusioni. Leggiamo di come il nome della band e di Claudio venne associata ai film di Argento, seguendo così in modo simbiotico le fortune e gli insuccessi dei film dell’emaciato regista. Discussioni, separazioni…matrimoni, figli. E Claudio prosegue seguendo le orme del padre, lavorando per la RAI con iconici personaggi televisivi come Magalli o Raffaella Carrà. Poi il mio primo trauma (dal quale non mi riprenderò mai): Claudio Simonetti, la persona che compose le colonne sonore dei miei incubi… è… attenzione… l’autore della parte musicale del noto tormentone anni 80 intitolato ‘Gioca Jouer’ (1981), prodotto da Giancarlo Meo e cantato da Claudio Cecchetto che ne scrisse anche le parole. Il brano divenne anche la sigla del Festival di Sanremo 1981, presentato da Cecchetto (genio) ed Eleonora Vallone, figlia di Raf Vallone e di Elena Varzi. Si parla di figli d’arte no? Tema ricorrente in questo libro in cui Claudio racconta di come abbia sempre tentato in tutti i modi di far vivere il proprio nome di vita artisticamente propria, lontano dall’ingombrante paragone con il genitore. Si parla di industria discografica, si parla in modo molto disilluso dell’evoluzione del mercato musicale e della fruizione della musica. Claudio parla senza peli sulla lingua, parla di tutto e senza freni, esprimendo senza riserve le sue chiare idee. Gli anni passano e si arriva la passato prossimo, quando i Goblin (o una delle numerose incarnazioni guidate da Claudio) sono una band richiesta in tutto il mondo. Com’è scritto questo libro? Bene, ma oggettivamente non in modo molto fluido. Claudio indugia troppo su alcune parti che lui vorrebbe scrivere ma forse non tutti sono interessati a leggere, così come cade spesso in ripetizioni di concetti già largamente ed esaustivamente espressi. Poco male, perché questo “ragazzo d’argento” non solo può essere orgoglioso delle sue radici, ma anche del percorso che ha saputo coraggiosamente intraprendere, consapevole di dover sempre “combattere” contro un ombra ingombrante. Claudio Simonetti è tutt’oggi uno stimato musicista, che passando dal prog alla musica dance e dalle colonne sonore al metal (con il progetto Daemonia) ha saputo sempre e comunque mantenere alta la qualità delle proprie note. Insomma, se gente come Phil Anselmo e Mike Patton si mettono in fila per poterlo salutare… ci sarà un motivo! Vero amici metallari?

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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