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CIRCUS MAXIMUS – ‘Havoc In Oslo’

Circus Maximus. Ok, la recensione è finita. Arrivederci a tutti. Vabeh, spendiamole due parole su quella che – a detta del sottoscritto – è una delle band più clamorosamente clamorose uscite negli ultimi anni. La semplicità con cui il gruppo norvegese spazia da un genere all’altro è disarmante, così come l’eccelsa tecnica che dimostrano i musicisti che la formano durante i loro intensi live. Sparano degli assoli a velocità disumane – assoli sempre composti con gusto e testa – e saltano da un tempo all’altro con la stessa facilità con cui noi accendiamo il gas per cucinarci un piatto di pasta. Questo ‘Havoc In Oslo’ (doppio cd + DVD/Blu-Ray) è quindi un album-manuale su come si dovrebbe suonare prog (e molto altro) metal nel 2017, anzi… su come si dovrebbe suonare in generale! I Circus Maximus sono quella band che ci sentiremmo di consigliare alla mamma quando ci chiede “ma non è tutta uguale quella musica lì che ascolti? Madonna, ma fanno solo rumore…” o al ragazzino proveniente da altri background musicale che vuole avvicinarsi con cautela al metallo. Così tante sono le influenze che convergono nella musica dei Nostri che potremmo dedicare due fogli A4 solamente a questo. L’ultimo full-lenght ‘Havoc’ ci ha fatto capire quanto sottile sia il confine tra il personalissimo metal dei Circus Maximus e il rock alternativo di complessi come i Muse, una tra le influenze che più spiccano all’interno dei solchi dell’album. Rock alternativo?! In una recensione metal?! Nooo… e adesso?? Niente paura dai, non succederà mai più ve lo promettiamo. Ma intanto se volete provate a immergervi tra le note di questo eccezionale live vedrete che forse forse non abbiamo nominato quel genere così commerciale (alternativo forse lo era 20 anni fa) a caso. I Circus hanno registrato un memorabile show a casa loro, in Norvegia e più precisamente tra le mura del Rockefeller Club di Oslo, catturando ogni singolo momento di un concerto in cui sono stati proposti – oltre ai nuovi arrivati – tutti quei brani che in pochissimi anni hanno scaraventato la band scandinava dritta dritta nel firmamento metallico del nuovo millennio. Un sound caldo e avvolgente ha il merito di trasportarci direttamente tra le prime file del locale e di farci respirare l’essenza live che dona a brani come la ruffiana ‘Namaste’ o la coinvolgente ‘The One’ una nuova veste, ancora più intima e passionale. Michael Eriksen è un cantante praticamente perfetto: ha espressività, potenza, estensione, presenza scenica. Solamente nella tiratissima ‘Abyss’ lascia trasparire un po’ di umanità, sforzandosi a più non posso per raggiungere note veramente inarrivabili… ma cazzo, sarà una persona come noi anche lui no? Eh, magari è veramente un alieno, così come il chitarrista Mats Haugen, una delle più geniali menti musicali contemporanee. Insieme al tastierista Lasse Finbråten va a creare delle atmosfere dilatate e sognanti che pervadono come un abbraccio sonoro la nostra anima – ‘Architect Of Fortune’ e ‘Chivalry’ (pelle d’oca assicurata qua) – e che sfociano quando serve in energici passaggi “in your face” come in ‘Sin’ e nella già citata ‘Abyss’. Ovviamente sappiamo che la potenza è nulla senza controllo, e quindi ecco che a mettere ordine tra le intricate trame strumentali ci pensano il bassista Glen e l’impetuoso batterista Truls, due veri e propri metronomi umani che scandiscono come orologi svizzeri ogni momento di questo live. La perfezione non esiste, certo… ma fidatevi quando vi diciamo che ‘Havoc In Oslo’ ci va molto, molto vicino. Lectio magistralis di musica.

Tracklist:

CD1
01. Forging
02. Namaste
03. The One
04. The Weight
05. Highest Bitter
06. Architect Of Fortune
07. Arrival Of Love
08. Loved Ones
09. Sin

CD2
01. Havoc
02. Pages
03. Abyss
04. I Am
05. Chivalry
06. Game Of Life

Line-up:
Michael Eriksen – voce
Mats Haugen – chitarra
Glen Møllen – basso
Lasse Finbråten – tastiere
Truls Haugen – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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