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CELLADOR – ‘Off The Grid’

Perché? Che senso ha? Buttare via quello che potrebbe essere un capolavoro per adeguarsi ai trend (power) del momento, preferendo la “plasticosità” e la iper tecnica alla genuinità… perché?? I Cellador, definiti “Kings Of American Power Metal” (vabbè…), partono alla grande in questo ‘Off The Grid’ con la micidiale opener ‘Sole Survivors’, song che effettivamente rispetta i canoni imposti dallo US metal più veloce e potente. Anche la successiva ‘Break Heresy’ si lascia piacevolmente ascoltare, anche se già si iniziano a intravedere quei punti deboli che purtroppo comprometteranno la riuscita dell’album. Motivo? I Cellador suonano come se dovessero essere i nuovi Dragonforce, puntando su riff e soli sparati alla velocità della luce e su cori asettici che annoiano dopo due secondi. Un fortunato slogan sentenziava che “la potenza è nulla senza controllo”…ecco, potremmo parafrasare questa frase e soffermarci su quanto una tecnica troppo ostentata lasci il tempo che trova, se a mancare è un’anima che dia corpo e sostanza ai brani. Le 10 canzoni contenute in questo ‘Off The Grid’ si lasciano ascoltare, chiaro… però già ad una più attenta analisi si fa largo quell’assenza di identità a cui abbiamo più volte accennato nel corso di questa recensione. E’ un peccato, veramente, perché una band così musicalmente dotata avrebbe potuto partorire un’opera magna, un disco di cui avremmo parlato per molto tempo… purtroppo le cose non sono andate in questo modo. I fan del power metal più moderno e “pulito” apprezzeranno sicuramente ‘Off The Grid’, ma noi passiamo e ci rifugiamo in qualcosa suonato magari peggio, ma con il cuore.

Tracklist:
01. Sole Survivors
02. Break Heresy
03. Shadowfold
04. Wake Up The Tyrant
05. Off The Grid
06. Swallow Your Pride
07. Shimmering Status
08. Good Enough
09. This Means War
10. Running Riot

Line-up:
Chris Petersen – voce, chitarra
Eric Meyers – chitarra
Diego Valadez – tastiere
Nick McCallister – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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