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CARACH ANGREN – ‘Dance And Laugh Amongst The Rotten’

Horror e heavy metal, si sa, sono sempre andati a braccetto. I Carach Angren si presentano (da sempre) come menestrelli che sadicamente ci terrorizzano con storie “di paura”. Seregor, Ardek e Namtar (e già solo dicendo i loro nomi mi identifico in Ash, che nel mitico film ‘L’Armata Delle Tenebre’ evoca il Male, pronunciando una formula nel modo scorretto) aiutati da Nikos Mavridis al violino e Patrick Damiani alle chitarre e basso approdano al loro quinto disco, intitolato ‘Dance And Laugh Amongst The Rotten’. I Nostri si affidano al mixaggio di Peter Tägtgren ed i suoi Abyss Studio. Cover art di Costin Chioreanu. Dimentichiamo qualcosa? Si, la musica. I Carach Angren suonano un horror metal che altro non è che un sinfonico e melodico (e pomposamente borioso) black metal. Primo e maggior paragone che ci balza all’orecchio? Pensate ad una ‘Her Ghost In The Fog’ (Cradle Of Filth, ‘Midian’ 2000) ancor più epica e sinfonica… ci siete? Ecco, queste sono le coordinate sulle quali si muove questo bel disco. Parti parlate, sussurrate, urlate, riffing black metal, pianoforte, violini, pianti di infanti, melodie magistralmente dolci ma sinuosamente sinistre. Brividi. Un disco molto eterogeno dove a variare è solo l’intensità della “cattiveria” e la quantità di melodia. L’insieme è volto a risultare comunque più catchy ed orecchiabile rispetto alla prove precedenti, dando maggior forma alle canzoni, donando loro strutture più snelle, arrangiamenti pomposi e magniloquenti ma assimilabili dopo pochissimi ascolti. Un disco che si lascia ascoltare tutto d’un fiato, anzi… in apnea, trattenendo il respiro come bambini mentre ascoltano una storia del terrore. Diverse le escursioni nel death metal melodico e sinfonico, ma la linea guida resta un black che tanto deve alle band di Dani Filth (Cradle Of Filth e Devilment) e ai Dimmu Borgir. I musicalmente colti coglieranno anche citazione dei mitici e mai troppo amati Devil Doll, maestri che hanno insegnato a tutti cosa vuol dire raccontare una storia, fare teatro con la musica dark e fare musica dark con il teatro. Un disco potente, evocativo. Una splendida fiaba nera, un testo maligno in grado di evocare antiche malvagità. Com’era? “Klaatu verata… nike… netta, nettare, nichel… oh Dio! Come è questa parola? Come faccio a non ricordarla? Di sicuro cominciava con la N… Klaatu verata ni… emh… ehm… rvana”.

Tracklist:
01. Opening
02. Charlie
03. Blood Queen
04. Charles Francis Coghlan
05. Song For The Dead
06. In De Naam Van De Duivel
07. Pitch Black Box
08. The Possession Process
09. Three Times Thunder Strikes

Line-up:
Seregor – voce, chitarra
Ardek – tastiere, orchestrazioni
Namtar – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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