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CANKER – ‘Earthquake’

Granada, Andalusia, anno 1994 i Canker pubblicano (dopo due demo) il primo full length intitolato ‘Physical’ per l’etichetta Escila (no, non è un suggerimento, è proprio il nome della casa discografica). ‘Exquisites Tenderness’ nel 1997 e solo ora, dopo 20 anni, tornano con questo discreto “terremoto”. Dunque… da dove cominciare? L’estrema eterogeneità musicale proposta dalla band è così spiazzante che ci lascia un attimo interdetti. Un disco a volte confuso, altre volte discreto e spesso derivativo (ai limiti della clonazione). ‘Whale Hunt’ è un bel pezzo death metal old “skull” con riff non certo originali ma un approccio ignorantemente senza compromessi che non può che piacerci. Stacchi mutuati dai primi Death e un suono becero come solo i buoni vecchi svedesi sapevano essere. Peccato che già al secondo brano vengono mischiate le carte in tavola: un suono punk e un approccio a metà tra Motörhead e Judas Priest è quello che si presenta alle porte delle nostre orecchie, e sinceramente cozza un po con l’idea che ci eravamo fatti della band. Problema nostro, ovviamente, se non fosse che con ‘Leyla Island’ viene fatto un copia/incolla dei Sepultura più tribali. Non parliamo solo delle percussioni (delle quali la band di Andreas Kisser non ha certo il copyright) ma anche di un particolare arrangiamento e sopratutto di un “certo” riff che sul finale fa davvero gridare allo scandalo. Tastiere e un po (tanto) dei Fear Factory di ‘Obsolete’ sul finire di ‘Bedout’. Blackened death metal con ‘Ravenous’ e chitarre acustiche che vengono fatte brillare dagli artificieri quanto è il momento di esplodere con tutta la violenza death metal di ‘The Ghosts Of Past’, un brano che esplora il lato maggiormente progressive della band (aspetto assolutamente da non trascurare). Molto bella ‘Black Star’ e la conclusiva ‘Inquisition’. Insomma, se i Nostri avessero mantenuto le coordinate su un blackened death metal di stampo prog, sicuramente sarebbe stato un bel disco: violento, tecnico, affascinante. Troppe “intrusioni” esterne hanno finito per inficiare sul prodotto finale, forse per colpa di una certa ansia da prestazione dovuta al desiderio di fare un ritorno con il botto, accontentando tutti. Un bellissimo disco mancato.

Tracklist:
01. Whale Hunt
02. Earthquake
03. Hand Of God
04. Biosfear
05. Leyla Island
06. Bedout
07. Ravenous
08. The Ghosts Of Past
09. Black Star
10. Inquisition

Line-up:
Leo Gonzalez – voce
Miguel Hernández – chitarra, voce
Yohe Herranz – chitarra
Antonio León Garrido – basso
Eduardo Cervera – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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