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BOOZE CONTROL – ‘The Lizard Rider’

Sì, hanno scelto un nome oggettivamente infelice. Ma i Booze Control sono tutt’altro che male, anzi. La band di Braunschweig, Bassa Sassonia, raggiunge con ‘The Lizard Beast’ l’importante traguardo del terzo album, e lo fa in modo più che apprezzabile. I ragazzi sono giovani, le foto parlano chiaro. Ma il loro heavy metal guarda al passato, senza per forza essere tradizionalista. E senza perdersi nei formalismi old school che altre band portano a volte fino all’eccesso. Hanno una base classica, non troppo lontana dai Maiden, apertamente citati in alcune progressioni melodiche, ma non disdegnano sonorità più tipiche delle loro parti – a tratti, complice la voce pulita di David Kuri, saltano fuori i vecchi Stormwitch, come nell’azzeccata ‘Vera’. Come pure i vecchi Judas Priest, forse omaggiati nella conclusiva ‘Exciter’, che non è una cover ma richiama le sonorità più antiche della band di Birmingham, oltre a presentare classici acuti Halfordiani. Dei Booze Control piace la semplicità – i ragazzi non si perdono dietro a esperimenti di alcun tipo, fanno quello che sanno fare e lo fanno bene. Così ci offrono una manciata di pezzi freschi ed immediati, senza essere per forza scontati. E danno l’idea di essere spontanei, di fare esattamente quello che piace loro. Il risultato è un disco fresco e coinvolgente, perfetto per passare quaranta minuti all’insegna di un valido heavy metal melodico. Promossi.

 

Tracklist:
01. The Wizard
02. Vile Temptress
03. Lead the Trail
04. Nevermore
05. Rats in the Walls
06. Gravelord
07. Metal Frenzy
08. Vera
09. Fury Road
10. Exciter

Line-up:
David Kuri – voce, chitarra
Jendrik Seiler – chitarra
Steffen Kurth – basso
Lauritz Jilge – batteria

 

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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