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BODY COUNT – ‘Bloodlust’

Riascoltare i Body Count fa l’effetto di un viaggio nella macchina del tempo che ci riporta ai primi anni ’90. La scena metal viveva quella fase successiva alla sbornia del successo a 360° degli anni ’80 e si era aperta a contaminazioni con altre sonorità. Tra questi esperimenti, dopo gli sporadici episodi ottantiani alla ‘Walk This Way’, quello di mixare riffoni pesanti con le metriche vocali dell’hip hop diede vita al rap metal. Il sottogenere finì nell’ancor più grande calderone del crossover, termine usato anche per generi come punk, funk, thrash e alternative già negli anni ’80. A tre anni dal buon ritorno discografico di ‘Manslaughter’ Ice-T, Ernie C & co. ci riprovano, e gli riesce ancora piuttosto bene. Il disco contiene partecipazioni illustri come quella di Dave Mustaine, cui spetta il compito di informare la popolazione americana che il Presidente Degli Stati Uniti ha dichiarato la Legge Marziale nell’intro di ‘Civil War’, e quelle di Randy Blythe e Max Cavalera con i loro consueti vocioni. Ma soprattutto ci sono un sacco di bei riffs e di testi acidi e corrosivi. Alcune tracce del disco, quando non arrivano i soliti samples di sirene spiegate della polizia o di spari, sono introdotte da brevi discorsi di Ice-T. In uno di questi il leader ci ricorda che i Body Count nascono dalla sua voglia di creare un progetto che consenta ad Ernie C di sprigionare il suo talento alla sei corde e dall’amore per tre elementi: il doom minaccioso dei Black Sabbath, il punk metal dei Suicidal Tendencies e l’approccio speed violento degli Slayer. Questi ultimi sono omaggiati da ‘Raining Blood/Postmortem 2017′, con vocals che fanno un po’ fatica nelle parti più serrate ma con chitarre piacevoli. Dopo un buon inizio ed una parte centrale un po’ sottotono l’album si risolleva sul finale che contiene alcuni tra i capitoli più significativi del platter. La bella titletrack ‘Bloodlust’ ci ricorda quanto il genere umano sia una razza di bastardi, sempre alla ricerca di sangue e vendetta, gli unici esseri del pianeta ad uccidere per sport mentre il singolo ‘Black Hoodie’ oltre ad essere un gran pezzo mi ricorda che devo trovare una degna erede alle felpe con cappuccio dei Saint Vitus. Alla fine della fiera un disco dei Body Count non è altro che un western ambientato ai giorni nostri e se volete farvi un viaggio in un mondo violento ed a tratti anche grottesco, tra vocals rappate ed un uso smodato del verbo “to fuck”, con un tappeto ritmico sincopato e chitarre heavy di buona fattura, allora Bloodlust si merita la vostra attenzione. E non dimenticate, dal vivo la band spacca.

Tracklist:
01. Civil War (feat. Dave Mustaine)
02. The Ski Mask Way
03. This Is Why We Ride
04. All Love Is Lost (feat. Max Cavalera)
05. Raining Blood / Postmortem (SLAYER medley)
06. God, Please Believe Me
07. Walk With Me… (feat. Randy Blythe)
08. Here I Go Again
09. No Lives Matter
10. Bloodlust
11. Black Hoodie

Line-up:
Ice-T – vocals
Ernie C – lead guitar, backing vocals
Juan of the Dead – rhythm guitar, backing vocals
Vincent Price – bass, backing vocals, lead vocals on “Postmortem”
Ill Will – drums
Sean E Sean – sampler, backing vocals
Little Ice – backing vocals

Editor's Rating

Massimo Incerti Guidotti

Massimo Incerti Guidotti

Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: tre incarnazioni del Sabba Nero in altrettante decadi, il canto di un Dio tra Paradiso (Perduto) ed Inferno, i fiordi ed i Kamelot in Norvegia, lo Sweden Rock Festival, il Fato Misericordioso ed il Re Diamante, il sognante David Gilmour a Pompei, i Metal Gods in Polonia, uno straziante Placido Domingo alla Scala. Sono stato sommerso dal fango in Svizzera per il 'Big 4'... ma sono ancora qui. E tutti quei momenti non andranno mai perduti nel tempo, perchè: "All I Want, All I Get, Let It Be Captured In My Heart".
Modenese, metallaro, milanista, nonostante tutte le sue nefandezze, amo la vita e la possibilità che l'arte (a 360°: in primis cinema, letteratura e fumetti) mi offre di viaggiare con la mente sprigionando la mia fantasia. Basta un disco o un concerto per sentirsi in Finlandia sotto una nevicata, anche se il paese più affascinante e variopinto del mondo rimane la nostra Italia. Doom on!

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