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BLISS OF FLESH – ‘Empyrean’

La musica è ciclica. Un ciclo che non è dettato dalla mode ma che assume connotati quasi mistici, naturali, come le maree, le estinzioni. La musica è come un animale che si sposta cercando territori ricchi di prede, come un uomo che cerca terreni fertili. La musica estrema sta emigrando, lo fa in branco, come i lupi che tanto sono stati osannati dalla seconda ondata black. La Francia, signori, è la nuova terra promessa dell’estremo e dobbiamo spostare le coordinate: dai ghiacci della Scandinavia fino a Calais e Poitiers, citta del centro/nord francese. I Bliss Of Flesh non sono certo tra gli esponenti più naif del black metal transalpino, ma ci propongono un death metal nero opaco, marziale ed epico. Come dite? Behemoth? In parte. I Francesi hanno una loro identità musicale ben delineata, pur mantenendo molti punti in comune con la band di Nergal, ma che si voglia o meno, se si vuol fare questo tipo di musica non si può che pagare almeno un piccolo dazio a Adam Michał Darski. Dov’è il black metal qui? Nei temi a sfondo religioso sopratutto (facciamo finta di non sentire le ennesime parti declamate in latino), e nel tremolo picking che disegna sinistre melodie, supportato da accordi potenti e di stampo death metal, mentre la batteria passa da toni marziali ad accelerazioni furibonde, tipicamente “blacky”, raramente seguita dalle chitarre, lasciata sola a formare un tappeto violento e sconquassante. Molto bella e strutturata la titletrack suddivisa in due capitoli (‘Last Kingdom’ e ‘Miserere Mei’), dove i Nostri sfoderano forse il loro lato più black metal, contrapposto con rallentamenti dalle intenzioni mistico-evocative. Notevoli le parti di chitarra di Sikkardinal e di Pandemic, veloci, melodiche, armonizzate, taglienti. Il secondo capitolo della titletrack sopratutto, palesa un significante cambio nell’andamento della tracklist, concepita in modo sicuramente oculato e mirato. Da ‘Empyrean (Miserere Mei)’ infatti, il gruppo diventa una compagine militarmente musicale, compatta, potente, pachidermica. Nonostante diverse impennate sono i riff monolitici e i tempi dilatati a far da padroni, e non possiamo non pensare alla battaglia di Poitiers (o battaglia di Tours, 11 ottobre 732), dove Carlo Martello guidò i suoi Franchi contro l’esercito arabo-berbero musulmano. I francesi riuscirono ad arginare l’avanzata araba e solo pochi anni dopo, nel descrivere questa battaglia il monaco lusitano Isidoro Pacense usò per la prima volta l’aggettivo “europei” per identificare il collettivo di guerrieri che fermò il tentativo di incursione dell’esercito medio-orientale guidato da عبد الرحمن بن عبد الله الغافقي. Cosa dire allora se non che la musica dei Bliss Of Flesh è “europea”? Lo è sino al midollo, con una splendida traccia finale chiamata ‘Renunciation’, dove il vento della battaglia è accompagnato da una melanconica chitarra acustica e da un bravissimo Necurat che canta con voce pulita e sofferta, prima dell’ultimo, sanguinoso scontro musicale, chiuso dall’ennesima splendida partitura di chitarra solista, palesemente influenzata dal metallo più classico. Un disco da ascoltare se si vuol capire dove si trova, ora, la roccaforte del metallo estremo in Europa.

Tracklist:
01. Ascension
02. Penitent
03. Agnus Dei
04. Empyrean (Last Kingdom)
05. Empyrean (Miserere Mei)
06. Apostasy
07. Exercitus Caelorum
08. Renunciation

Line-up:
Necurat – voce
Sikkardinal – chitarra
Pandemic – chitarra
J. Poizon – basso
Fleshstigma – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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