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BLAZE OF PERDITION – ‘Conscious Darkness’

“Emanazioni black metal”. Questo ho letto nella biografia della band allegata al promo. Invidia tremenda. Che stupenda parafrasi… “emanazioni black metal”. Avrei voluto scriverlo io. Tra parole per descrivere perfettamente questo ritorno dei polacchi Blaze Of Perdition, una realtà molto interessante che non dovrebbe sfuggire agli amanti del metallo più estremo e meno conservatore. Effluvi avant-garde (suona bene quanto: “Emanazioni black metal”? Sinceri) e reminiscenze classic black si possono percepire in questo ottimo ‘Conscious Darkness’. Il trio concepisce un full length composto da 4 lunghe suites, disturbanti e mesmerizzanti. Trovo ipnotico il modo tutt’altro che abusato e scontato di utilizzare le percussioni e gli arpeggi, qui sempre presenti pur in modo a volte subliminale. Non mancano momenti puramente black, come l’attacco frontale di ‘Ashes Remain’, con fill di batteria sentiti mille volte, ma qui utilizzati consapevolmente in modo citazionistico. Bellissimo lo screaming di Sonneillon, legato a doppio filo (spinato) alla tradizione più estrema, senza sconfinare nelle grida dolorose del post-black. Per una volta mi trovo a mio agio, mi piace ascoltare un disco che pur facendo parte della nuova generazione black, non mira ad essere solo e unicamente disturbante e inquietante. Chitarre “aperte” e sprazzi di melodia illuminano questo lavoro, che coniuga disperazione e speranza (ma non troppa!). Riescono ad essere anche epici i Blaze Of Perdition, con una potentissima ‘Weight Of The Shadow’ che mette insieme post-qualcosa con i Belphegor o i connazionali Behemoth. Non aspettatevi quindi solo dissonanze, arpeggi sinistri e contaminazioni hardcore. Questo è black metal moderno.

Tracklist:
01. A Glimpse Of God
02. Ashes Remain
03. Weight Of The Shadow
04. Detachment Brings Serenity

Line-up:
Sonneillon – voce
XCIII – chitarra
Vizun – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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