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BLACK PHANTOM – Screams In The Night

Sì, il debutto dei BLACK PHANTOM ci ha proprio convinto. Non che ci aspettassimo qualcosa di meno, vista anche la caratura dei musicisti coinvolti. Ma ‘Better Beware!’ (qui la nostra recensione) si è rivelato davvero un disco di spessore, a metà tra Maiden sound ed atmosfere più classicamente americane… E ci ha spinti ad ospitare il bassista Andrea Tito, principale ideatore della band, per approfondire…

BLACK-PHANTOM-band-2017

Quando sono nati i Black Phantom? Li dobbiamo considerare un side project o qualcosa di più?
“La band è nata in effetti come progetto solista del sottoscritto, esattamente nella primavera del 2014. Quel momento veniva al termine delle date suonate coi Mesmerize di supporto all’ultimo disco ‘Paintropy’, ed erano stati un paio di anni decisamente provanti, sotto tutti gli aspetti, compreso quello fisico: tra preparazione, incisione, lancio e promozione del disco, la band aveva proprio bisogno di prendersi una pausa! Ho quindi approfittato di quel momento libero concordato per mettere mano ad una manciata di pezzi che avevo nel cassetto, brani secondo me molto validi, che però per un motivo o un altro non avevano mai visto la luce degnamente: l’idea iniziale era quindi di completare e arrangiare quelle canzoni e farne un disco, tutto lì… senza troppe velleità, sinceramente. In realtà, con l’andare del tempo, ci abbiamo preso gusto così tanto, sia grazie all’amalgama dei 5 componenti del gruppo, sia toccando con mano l’effettivo valore dei brani ed il divertimento a suonarli, che da side project siamo diventati una band vera e propria, in maniera del tutto naturale… Ora siamo lanciatissimi: crediamo moltissimo in questo album, e desideriamo portarlo in giro suonando il più possibile! Inoltre (e so che potrebbe suonare come una “sviolinata”, ma è la pura verità!) in tutto questo è stato ed è tuttora importante l’apporto della nostra etichetta Punishment 18 Records, che ha creduto molto in noi e ci ha investito parecchio… cosa oggigiorno non scontata, nell’attuale panorama musicale!”

Come sono nati i pezzi? vedo che hai composto tutto tu..
“Come ti dicevo, quasi tutti i brani erano già nel mio archivio, talvolta anche da parecchi anni, magari soltanto in forma poco più che embrionale. Da quando sono entrato nei Mesmerize, nel lontano 1994, ho sempre composto e portato alla band vagonate di materiale: una buona parte di esso è finito sui nostri album, ma altrettanto non è stato utilizzato, per motivi anche molto diversi tra loro. Talvolta hai già troppe canzoni per un disco, e quindi non approfondisci alcuni brani che hai iniziato a comporre… come ‘King of Bottom Feeders’, che risale agli albori dei Mesmerize. Altre volte invece lavori, magari anche parecchio, su pezzi per poi accorgerti che il disco è già troppo lungo così com’è, e al momento di entrare in studio quei brani nemmeno ti metti a registrarli! Poi può anche capitare che tu non riesca a far quadrare il cerchio di una canzone: ci sbatti talmente tanto la testa, ti sembra che alla fine non funzioni, e allora la lasci lì nel cassetto… salvo poi riprenderla e “farla funzionare” parecchio tempo dopo! Questo ad esempio è il caso di ‘The Absence’, brano che avevo lì da parte da una ventina d’anni, ma che non ero mai riuscito a chiudere in modo soddisfacente! Ovviamente ci possono anche essere canzoni che non sono di gradimento al resto del gruppo, oppure che non c’entrano molto con la direzione musicale di quel momento della band… come è stato per pezzi come ‘Up is Down, Black is White’ o ‘Less than Zero’. Insomma, queste canzoni sono una parte del lavoro compositivo del sottoscritto degli ultimi vent’anni, ed il fatto che non siano stati utilizzati prima non significa affatto che siano degli “scarti” oppure che abbiano poco valore, anzi! Ci tengo comunque a sottolineare che, nonostante la firma in calce ai pezzi alla fine sia la mia, non è che li abbia arrangiati, suonati e registrati da solo, eh! L’apporto di tutti e 5 i componenti è stato importante e complementare, così come è stata fondamentale la guida di Andrea Garavaglia e tutto il suo lavoro alla console in studio, per creare lo specifico risultato nel sound che abbiamo ottenuto.”

Possiamo dire che sono ancora più “maideniani” rispetto ai Mesmerize?
“Allora… a prescindere dal fatto che oramai i Mesmerize, con la svolta power-thrash dell’ultimo disco, hanno ben poco a che spartire coi Maiden… sarebbe sciocco e poco onesto da parte mia negare la grande influenza che Steve Harris & Co. hanno avuto nella mia formazione musicale: mangio quotidianamente pane ed Iron da quando avevo 14 anni, quindi giocoforza il mio modo di scrivere e suonare ha quell’imprinting, peraltro in modo totalmente naturale e per niente costruito: io compongo in questo modo, e suono in questo modo… non è una “scelta” :) Quindi sì, siamo decisamente maideniani, soprattutto per il modo in cui il basso ha un ruolo portante sia nelle composizioni stesse, che nel volume del mix. Molte recensioni hanno giustamente evidenziato questa nostra caratteristica stilistica, e noi comunque lo prendiamo come un complimento, visto che parliamo di una delle più grandi (se non la più grande) band della storia dell’Heavy Metal!”

In generale mi pare però che l’approccio musicale sia abbastanza ampio – non solo Maiden ma molto altro..
“Ecco, è proprio questo, il punto. Fermarsi a dire “maideniano e stop” è comunque un pò riduttivo. I pezzi del disco dei Black Phantom, proprio in quanto concepiti in momenti diversi e non con l’intenzione di rappresentare un album, sono usciti dalla mia penna in modo totalmente spontaneo e naturale, senza alcuna costrizione stilistica o specifica scelta: in ultima analisi sono una fotografia sincera del sottoscritto, e quindi con tutte le sue sfaccettature del caso. Gli Iron sono sì il mio gruppo preferito, ma ho sempre ascoltato un sacco di cose diverse, anche al di fuori del mio adorato Heavy Metal tradizionale! Personalmente, in alcuni spunti di qualche brano, ad esempio, puoi trovare qualcosa di Soundgarden ed Audioslave (ho amato alla follia le band di Chris Cornell… che perdita per la musica la sua scomparsa!). Diciamo, comunque, che con gli altri membri della band siamo stati bravi a rendere omogeneo l’insieme di pezzi che avevamo, arrangiandoli in maniera coerente, in modo tale da creare un album solido e credibile, nonostante l’approccio musicale ampio.”

Cambia qualcosa scrivere pezzi per Folco Orlandini (per i Mesmerize) o per Manuel Malini?
“In realtà non molto, dato che stiamo parlando di due assoluti fuoriclasse: potrei fargli cantare l’elenco telefonico, e loro sarebbero in grado di farlo comunque diventare qualcosa di speciale… Mi ritengo estremamente fortunato ad avere la possibilità di fare musica con entrambi! Poi, pensandoci bene, l’unica differenza è stata nel coinvolgimento nella scrittura delle linee di voce: di solito nei Mesmerize sono quasi tutte di competenza di Folco, anche quando la musica è scritta da altri di noi. Nei Black Phantom invece quasi tutte le linee erano già state scritte, quindi per stavolta l’apporto compositivo di Manuel è stato circoscritto. Conto peraltro di dargli molto più spazio per il prossimo disco: abbiamo già iniziato a lavorare insieme, io e lui, su diversi pezzi nuovi e le idee che ha iniziato a mettere sul tavolo sono estremamente valide!”

Avete già avuto il battesimo del fuoco live? Come è andata?
“Sì, abbiamo già esordito dal vivo, e devo dire che è andata veramente molto bene! Peraltro non ne avevo il minimo dubbio, visto che stiamo parlando di musicisti che calcano la scena Metal nostrana da 25 anni, desiderosi ed “affamati” di portare in giro un album in cui credono tantissimo! Abbiamo fatto il release party del nostro disco presso il Rock’n’Roll di Rho (MI), la mia città natale, dove tra l’altro abbiamo un discreto seguito, ed è stata una serata estremamente piacevole, tanto che adesso non vediamo l’ora di iniziare a suonare in giro nella maniera più estensiva possibile! Questa estate parteciperemo a tre festival qui nel milanese, poi a partire da Settembre inizieremo a fare concerti più allargati, girando un po’ tutto il Nord Italia. Abbiamo già parecchie date fissate, e questo è un altro soddisfacente successo personale, visto e considerato che organizziamo tutto da soli, senza l’appoggio di alcuna agenzia esterna! Sveleremo le date di questi concerti poco alla volta, quindi vi invito a tenere d’occhio la nostra pagina Facebook  per avere tutti i dettagli del caso!”

Il confronto coi Mesmerize sarà abbastanza obbligato. Che possibilità avranno in più i Black Phantom?
“Il confronto sarà inevitabile, lo so… ma ora come ora tra le due band c’è proprio un abisso stilistico, come ti dicevo prima. I Mesmerize adesso hanno una proposta musicale più dura ed estrema, mentre i Black Phantom nascono e restano Heavy Metal tradizionale al 100% (per quanto suonato in chiave moderna). Quindi, già sotto l’aspetto della musica, dei suoni e degli arrangiamenti, stiamo parlando di due entità completamente differenti tra loro. La possibilità che avranno in più i Black Phantom secondo me risiede nella “fame” e nei programmi a breve termine: oggettivamente al momento i Mesmerize, al di là di fare quel paio di concerti all’anno, non hanno grossi progetti nell’immediato… Al contrario, i Black Phantom sono in un momento estremamente fervido sia dal punto di vista delle attività (lancio del disco, parecchi concerti e tanta voglia di fare) che sotto l’aspetto compositivo: nel tempo che è trascorso dalla fine delle registrazioni di ‘Better Beware!’ al momento della sua pubblicazione, in pratica ho già preparato tutto il materiale, stavolta nuovo di zecca, per il secondo disco! Credo inoltre che la proposta musicale della band, ben definita, credibile e coerente, possa giovare creando i presupposti per fare un ottimo lavoro e divertirsi parecchio anche nei prossimi mesi!”

Che riscontri iniziali ha ottenuto la band, in particolare dall’estero – se ce ne sono stati?
“Guarda, sono rimasto molto sorpreso io stesso da tutte le recensioni positive e dai feedback entusiastici degli ascoltatori: devo ammettere che in tutta la mia carriera non avevo mai riscosso consensi così unanimi sulla bontà di un mio album… e di questo non posso che esserne estremamente contento ed euforico! Come ti dicevo, credo che alla fine la genuinità del nostro disco sia evidente e percepibile: non ci sono “strizzate d’occhio” a questo o quello, per accontentare qualcuno o accodarsi a qualche trend vendere due copie in più… e questo ci viene riconosciuto chiaramente. Alla fine l’onestà e la coerenza pagano sempre, anche in campo musicale! Poi, per rispondere alla tua domanda, la stragrande maggioranza dei riscontri iniziali provengono dall’Italia, mentre dall’estero sono ancora numericamente circoscritti, pur essendo altrettanto positivi. La cosa ci sta bene, anche perché per i prossimi mesi (perlomeno fino alla fine dell’anno) abbiamo in programma di fare concerti esclusivamente sul suolo italico… poi nel 2018 si vedrà: non ti nascondo che uno dei nostri principali obiettivi del medio periodo è quello di arrivare a partecipare a qualche Festival estero dedicato al nostro genere musicale! Da parte nostra, lavoriamo sodo ed incrociamo le dita… siamo fiduciosi!”

Discografia:
Better Beware! (2017)

Line-up
Manuel Malini – voce
Luca Belbruno – chitarra
Roberto Manfrinato – chitarra
Andrea Tito – basso
Andrea Garavaglia – batteria

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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