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BLAAKYUM – ‘Line Of Fear’

Non devono per forza avere vita facile i Blaakyum nella loro evoluzione musicale. Prima di tutto perché arrivano da Beirut, capitale del Libano e notoriamente non il posto più sicuro del mondo. E poi perché mescolano tante influenze diverse, dal metal classico al death, passando per il metalcore ed il folk delle loro terre martoriate – hanno pure in formazione un percussionista, anche se solo come session. Nonostante questo, nonostante tutto, i Blaakyum arrivano con ‘Line Of Fire’ al loro secondo disco in una carriera ormai quasi ventennale, pur se interrotta almeno una volta. Lo scorso anno sono arrivati alle finali mondiali della Wacken Metal Battle ed in questa seconda parte del 2016 avranno la possibilità di visitare l’Europa in compagnia degli Onslaught. Musicalmente, non sono la band più semplice di questa terra, viste le diverse anime sonore di cui si cibano. Al centro della scena, i fratelli Deaibess – Bassem alla voce e chitarra ritmica, Rabih alla solista. Il primo ha un timbro abbastanza classico, che può richiamare un Joey Belladonna, anche se ogni tanto sfora nello scream più estremo, il secondo ha un chitarrismo molto moderno, difficile da catalogare e per questo ancor più interessante. I titoli rispecchiano un certo impegno sociale, non a caso la conclusiva ‘Riot Against Riot’ è dedicata alle proteste per la libertà di pensiero che negli ultimi mesi hanno attraversato il paese medio orientale. Dal punto di vista musicale, gli amanti del thrash più elaborato ed estremo, alla Vektom, tanto per intenderci, ma anche dell’eclettismo dei Voivod, troveranno materiale interessante tra le righe di ‘Line Of Fear’, un disco senza dubbio degno di nota…29

Tracklist:
1. Crossing
2. The Line Of Fear
3. Wicked Revelation
4. Destined To Rise
5. Baal Adon
6. Religion Of Peace
7. Freedom Denied
8. I Am Who I Am
9. Riot Against Riot

Line-up:
Bassem Deaibess – voce, chitarra
Rabih Deaibess – chitarra
Pierre Le Port – basso
Hassan Kheder – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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