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BEYOND FALLEN – ‘As The Spires Fall’

Basta uno sguardo alle foto della band per capire che i Beyond Fallen non sono dei novellini. La band della Pennsylvania ha però una storia piuttosto recente alle spalle, con due dischi a metà della scorsa decade e una lunga pausa, ora interrotta con questo ottimo ‘As The Spires Fall’. Disco uscito autoprodotto lo scorso anno, oggi più facilmente reperibile grazie alla label tedesca Underground Power. Ed è un bene, perché i Beyond Fallen hanno davvero tutto per piacere a tutti amanti del più classico US metal. Un guitar riffing robusto, non lontano dagli Iced Earth per cominciare. Un gusto melodico tendente al cupo, che può far venire in mente i vecchi Savatage. E un cantante, Joe Karavis, che per grinta e personalità ricorda molto Mike Howe. Termini di paragone più che impegnativi, che ricorrono lungo le dieci tracce che compongono il disco, ma che non fanno per nulla sfigurare i Beyond Fallen. La title-track sarebbe un anthem per ognuna delle band citate, ‘Seven Scorpions’ mescola melodie e aggressione con la classe che solo le migliori band a stelle e strisce anno, ‘The Lifeless Grin’ aggiunge un pizzico di frenezia Overkill-iana, la power ballad ‘The Great Distance’ avvolge e coinvolge, prima di piazzare un chorus davvero memorabile. E sono solo esempi di un disco valido dalla prima all’ultima nota, che è davvero un piacere ascoltare e riascoltare. Alla faccia di chi dice che la scena underground sta perdendo colpi. Con dischi del genere, Heavy Metal Will Never Die diventa una frase quasi scontata…

Tracklist:
01. The Arrival
02. Return Of The Sky Gods
03. As The Spires Fall
04. Bodybreaker
05. Destroying Reality
06. Seven Scorpions
07. The Lifeless Grin
08. The Great Distance
09. Razor Wire Halo
10. Hatecrown

Line-up:
Joe Karavis – voce
Steve Jasuilewicz – chitarra
Randy Bobzien – chitarra
Chuck Donahue – basso
John Jesuele – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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