Loud Reports

BELPHEGOR – Il report del concerto @ Circolo Colony, Brescia – 19.10.17

Serata di sacrosanta (?) blasfemia al Circolo Colony di Brescia, ancora più attivo nel proporci nomi di assoluto rilievo. Una vera messa nera questa sera, una celebrazione di arti oscure e musica maligna che impregnerà l’aria in modo mefitico e pestilenziale. La mia fissazione per la puntualità tedierà per tutto il viaggio il caro amico al volante, il quale (con una guida che definire sportiva è ben poco!) riuscirà nell’arduo compito di farmi entrare nel club alle ore 20:00 spaccate. Peccato che le note della prima band si sono già diffuse nell’aria, con i brasiliani Nervochaos a scaldare un audience pressoché ancora assente. Schedulati per le 20:15 (davvero troppo presto!) i nostri musicisti estremi si sono ritrovati a suonare estremamente presto la loro musica. Peccato perché la la band non è certo alle prime armi: formati nel 1996 e forti dell’ultimo album ‘Nyctophilia’ (Greyhaze Records) i carioca sanno come investirci con il loro sound fortemente debitore verso un death metal primigenio e quel proto-black largamente ispirato ai prime-mover della scena. Un ottimo Lauro Nightrealm alla voce e chitarra coinvolgerà i pochi presenti, mentre Cherry alla chitarra non si metterà granché in evidenza. Partono le prime bestemmie al microfono per arrembare la folla, e già capiremo dove si andrà a parare per le prossime ore. Speriamo di rivederli presto in una situazione a loro più congeniale. Salto di qualità con gli Hate, che sicuramente aiutati da un pubblico più corposo e coinvolto riusciranno a esaltarci con il loro death metal potentissimo e diretto. Pavulon alla batteria (già sul palco con Vader e Decapitated) è una garanzia, un terremoto satanico. Adam “The First Sinner” cerca di convincere tutti che loro non sono solo il rimpiazzo dei Destroyer 666, ma bensì una band valida, professionale ed altrettanto distruttiva. Altre bestemmie amplificate e tonnellate di ottimi riff per un gruppo che quando rallenta riesce a essere davvero letale. Riflettori (o candele) che illuminano l’ultimo ‘Tremendum’ (Napalm Records), un disco non imprescindibile, ma che dal vivo (come spesso succede) ha sicuramente una marcia (funebre) in più.
Una buona prestazione che inizia a scaldare gli animi fino all’ingresso in scena degli Enthroned. Vi posso assicurare che di concerti di musica estrema ne ho visti molti, ma vedere Nornagest posizionarsi davanti al microfono è un esperienza da vivere almeno una volta nella vita. Mi trovo vicino al backstage quando, mentre il palco si riempie di fumo e parte la malefica intro, sento una voce assolutamente disumana provenire da dietro una tenda. Complici le birre e i Montenegro ingollati sino a quel momento, devo dire che i brividi che mi hanno percorso la schiena non sono stati pochi. Lo screamer della band si sta scaldando prima della sua “apparizione”, e una volta che lo vedo calcare le assi del Colony i miei brividi si moltiplicano. La sua figura imponente si piazza subito al centro della scena e dei nostri incubi, con un pesante warpaint che enfatizza le sue pose da posseduto, i suoi occhi riversi all’indietro e la sua gestualità rituale e teatrale. L’impressione di assistere ad una messa satanica è inizialmente davvero forte, ed è solo quando il black metal della band ci investe che ci destiamo dal nostro torpore indotto dall’ipnotico leader. Quella degli Enthroned è oggettivamente l’unica band puramente black metal della serata, ma la loro presenza e posizione nel bill è assolutamente una boccata d’aria (infernale) in una serata che rischiava di annoiare per l’eccessiva omogeneità delle proposte. La band è una scheggia impazzita e passa agevolmente tra sfuriate ritmiche a momenti di maggior empatia satanica con il pubblico, grazie a rallentamenti ed arpeggi atmosferici. La sensazione di inquietudine che l’istrionico frontman ci ha trasmesso sfuma velocemente, lasciandoci però la convinzione di aver assistito ad un ottimo concerto. Siamo in attesa dei Belphegor. Palco delle grandi occasioni, carne e ossa appese alle aste dei microfoni, incenso a profusione. Helmuth Lehner si presenta sul palco con la sua imponente presenza, il suo facepainting che simula ferite aperte su un volto bianco cadaverico. La band è musicalmente spaventosa, ma l’impressione che suonino con il pilota automatico è davvero oppressiva. Mi sento schiacciato dall’idea che una musica “raw” e selvaggia come il metal estremo segua uno schema precostituito, sicuro del fatto che se avessi assistito allo show della sera precedente (o di quella successiva) avrei visto lo stesso, esatto spettacolo. Quindi? Quindi un concerto assolutamente divertente, con riff monolitici, vecchi cavalli di battaglia come ‘Lucifer Incestus’ e tanti estratti dall’ultimo ‘Totenritual’ (Nuclear Blast Records). ‘Bleeding Salvation’, ‘ Stigma Diabolicum’, ‘Baphomet’, si susseguono dopo le presentazioni di Helmuth che, dopo un primo inquietante impatto, sfiorano spesso la parodia. Intendiamoci, i Belphegor hanno offerto un grande show, con un palco agghindato ad HOC e suoni ai limiti della perfezione. Ho guardato incantato il loro tecnico, al mio fianco con un tablet dal quale – con un software dedicato – pilotava in remoto il mixer, spostandosi per la sala (con me al seguito in modalità stalker) e modificando i parametri in tempo reale. Quello che mi ha personalmente fatto pensare è spesso quell’aurea artefatta che i gruppi estremi si portano dietro, impegnati a interpretare un ruolo, non impregnati di vera aurea maligna. Poco male, si parla di musica e stasera abbiamo assistito ad un ottima serata di musica estrema e diabolica. Ottimo bill, ottima (e ormai famigliare) location e ottimi suoni. Birra & Bestemmie. Hail Satan!

Si ringrazia Ermanno Zani.

belphecolony

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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