Loud Reports

BATTLE BEAST – Il report del concerto @ Circolo Colony, Brescia – 08.03.2017

E’ una data per amatori quella che va in scena questa sera al Circolo Colony bresciano. Tre band molto differenti tra loro, per stile, approccio musicale e provenienza, per certi versi promettenti ma certo lontane dai livelli di notorietà che garantirebbero loro una buona affluenza di pubblico. E così, complice il mercoledì, l’accogliente locale accoglie un centinaio circa di appassionati, chiamati dalla curiosità oltre che dall’amore per la musica dal vivo. Non male considerando la data, di certo sotto le medie di un tour che sta comunque ottenendo un buon riscontro al di fuori dai nostri confini.
Aprono i giapponesi Gyze, ed è subito chiaro che non si tratta di una band come tutte le altre. Per il look innanzitutto, androgino come solo l’estremo oriente sa essere. Ma anche per la musica, un death metal ipermelodico e ricco di influenze classiche, che spesso e volentieri richiama alla mente i Children Of Bodom. Lunghe, lunghissime parti strumentali, permettono ai tre guerrieri di Hokkaido di mettere in mostra la tecnica, ma anche do dare spazio a un songwriting per nulla banale, che pare far presa sui presenti, ancora relativamente pochi. Breve per forza di cose la loro setlist, che copre l’intera produzione, compreso il prossimo – e non ancora uscito – ‘Northern Hell Song’. E’ in circolazione da pochi giorni invece ‘Rebels’, nuovo lavoro per i tedeschi Majesty che salgono ora sul palco. La prima impressione è davvero negativa, con un suono pessimo – niente chitarre – e un Tarek Maghary in evidente difficoltà. Difficoltà che rimane per tutto lo show della band, mentre i problemi tecnici pian piano rientrano. Opinabile anche la scelta di dedicare metà della setlist a un disco uscito da meno di una settimana, anche se va detto che i brani della band tedesca sono molto lineari ed immediati. Le influenze dei Manowar, evidenti agli inizi, si sono trasformate in sonorità più pulite, non lontane da Sabaton e Powerwolf per intenderci, supportato da un uso massiccio di basi registrate. Strumentalmente restano validi, soprattutto il chitarrista Emanuel Knorr, ma l’impressione è quella di una band ben lontana dalle prime promettenti prove, più impegnata a posare da “true metal warrior” che a puntare su musica di qualità. Impressione che potrebbero dare ad un primo ascolto anche i Battle Beast. Anche i finlandesi infatti puntano su brani semplici ed immediati, quasi elementari nella struttura, ed anche loro fanno un uso massiccio di basi e campionamenti. Però… C’è un però che risponde al nome di Noora Louhimo. La bionda singer si rivela il vero asso nella manica della formazione finnica, sfoderando una prestazione tutta grinta, che coinvolge con grande efficacia il pubblico presente, davvero caldo a supportarli, tra cori, frammenti di pogo e un accenno di trenino (!). Arriva uno spaccato esaustivo sulla produzione della band – mancano solo estratti da ‘Unholy Saviour’ – con pezzi diretti e potenti, eseguiti in modo efficace da una band che è tutto tranne che composta di virtuosi, ma che svolge egregiamente il suo compito di accompagnamento rispetto alla arrembante frontwoman. La cui prestazione è ancor più positiva se si pensa che nel pomeriggio la buona Noora aveva accusato un fortissimo mal di denti. Sul palco però, nessuna traccia di problemi, anzi. Una carica davvero devastante, che rende convincenti anche brani a tratti banali, che però dal vivo si rivelano sorprendentemente efficaci – ‘Bringer Of Pain’, ‘Black Ninja’ e ‘King For A Day’, cantata a gran voce dal pubblico, risultano gli highlight di una serata che può assolutamente dirsi riuscita.

Testo e foto di Sandro Buti

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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