Loud Reports

BASILICATA METAL FEST 2017 – Il report del festival @ Cava Del Sole, Matera – 29.07.2017

Il Basilicata Metal Fest giunge alla sua terza edizione, sempre a Matera ma questa volta nella splendida cornice della Cava Del Sole, un posto davvero incantevole, tra i sassi che hanno reso celebre la città lucana in tutto il mondo. L’ambiente è talmente suggestivo che per un attimo mi è sembrato di rivivere il ‘Live At Pompei’ dei Pink Floyd nel 1972, anche se in realtà non ho avuto la possibilità e la fortuna di vedere quello storico live dal vivo ma solo in DVD. L’apertura dei cancelli tarda di circa 45 minuti, c’è un caldo maledettamente afoso ed il sottoscritto assieme ad una ventina di temerari, presenti fuori dai cancelli da prima delle ore 17.00, inizia a desiderare un bel bicchiere di birra più di qualsiasi altra cosa. Una volta aperti i cancelli, l’assalto allo spillature sarà immediato! Ma veniamo alle band che si esibiranno… in ordine: IMPLODEAD, CANCRENA, TALES OF DELIRIA, ECNEPHIAS, CADAVERIA, CLAUDIO SIMONETTI’S GOBLIN, ULI JON ROTH.

Ore 18.00 circa, la prima band ad esibirsi al BMF sono gli Implodead, band death metal nata recentemente nel maggio 2014 quasi per caso, dalla fusione di due band rinomate nel panorama underground negli anni ’90: i Necromion ed i Feltura. Donatello Mazzone e Gianfranco Stellacci, rispettivamente frontman e bassista della band, in una breve intervista, spiegano ai lettori di Loud and Proud il significato del nome della band: “Il termine nasce dalla fusione di ’Implode’ e ’Dead’, un riflesso della società di oggi che sta implodendo su se stessa portandola alla morte.” Gli Implodead nascono con un sound death’n’roll che man mano si è trasformato in un puro death metal vecchio stampo ma con un impronta personale, un’impronta definita “Biomeccanoide” dai due membri della band. Esibizione granitica la loro, concreta e senza fronzoli… si sentono le influenze di Carcass, Morbid Angel ma a tratti anche Gojira e Fear Factory, in virtù delle loro sperimentazioni. Rimaniamo particolarmente colpiti dalla furia ma anche dalla precisione del batterista Nico Santor, così come da tutti gli altri mebri della band che intrattengono il pubblico, ancora poco numeroso, per una mezz’ora circa. Prossima tappa live di questa band il Rock Metal Fest di Pulsano (TA).
E’ ora il turno dei Cancrena con il loro thrash-groove che tanto ricorda i vecchi Pantera, un poco i Black Label Society e Testament. Si presentano sul palco a petto nudo, pantaloncini ed infradito, un po’ per il caldo afoso, un po’ per la loro vena goliardica che da sempre li contraddistingue. Energici come il loro genere impone, in particolare la chitarra ritmica, nonchè quella solista, sono concrete e massicce. Eseguono i pezzi storici tratte dal loro primo full-lenght ‘Hidden Depravity’ e gli inediti ’Keep Your Mouth Shut’, ’Stressed out’, ‘Holy Write’ che vedremo probabilmente nel loro prossimo full-leght. Stay Tuned!
Terza band ad esibirsi sono i Tales Of Deliria con il loro death/thrash metal, oggi più death rispetto agli esordi di ‘Call From The Abyss’. Assenti dalle scene da settembre 2016, a causa principalmente al cambio di parte della line-up, si presentano al pubblico con un nuovo batterista. Con il loro death melodico, la band ricorda a tratti i primi Dark Tranquillity, i Death ma anche i Nevermore. I TOD presentano una scaletta di sei brani, tutti tratti dal loro ultimo full-lenght ‘Beyond the line’, fatta eccezione per i brani ‘Formalin’, pubblicato sotto forma di singolo nel 2014 ed il nuovo bravo ‘Perception Pain’ che probabilmente faranno parte del nuovo full-lenght in arrivo.
Con la quarta band si interrompe il trittico barese esibitosi sin ora e si fa strada la band lucana Ecnephias. Band dal passato black/death/doom nel corso di vent’anni di carriera è passata sempre più verso sonorità goth-rock. Nel corso di questi anni tale cambiamento di stile, a parere di chi scrive, ha sempre teso verso un ‘’ammorbimento’’ fino a raggiungere venature piu’ dark-pop che goth-rock come si è potuto constatare durante la serata. Eseguono brani a nostro personale parere banali e noiosi, poco compatibili con l’anima metal del festival…
Per fortuna ci pensa Lady Cadaveria a rianimare la serata. Sale sul palco con la grande personalità che la contraddistingue, magnetica senza essere accentratrice, la sua vena artistica si esplica anche più liberamente rispetto a quando militava negli Opera IX. Da sottolineare anche l’assenza dello storico batterista Flegias, sostituito dignitosamente da Frullo degli Extrema. Definiti da pubblico e critica come ’Horror Metal’, il live dei Cadaveria trasuda angoscia ed oscurità, non a caso la stessa Lady Cadaveria sul palco dichiara quanto la città di Matera sia piena di energie, marcando ancora di più il concept esoterico della band, la quale evoca la ricerca esplorativa dell’occulto e del paranormale. La singer esalta le sue doti vocali, mai fini a se stesse, ma ben inserite nel contesto dei brani. Indiscussa regina delle Tenebre del metal nostrano.
Terminata la sua esibizione Lady Cadaveria lascia il palco ad una vera e propria icona del Rock Progressive Made In Italy: i Goblin. Piu’ precisamente si tratta dei Claudio Simonetti’s Goblin, formazione che vede sul palco solo il maestro Claudio Simonetti come membro originale, accompagnato dagli ex Deaemonia Titta Tani e Bruno Previtali – rispettivamente batteria e chitarra – visti dal sottoscritto un paio d’anni fa a Bari accompagnati dai Phenomena. I Nostri presentano per il BMF il loro repertorio di gradi successi e grandi classici con una piccola chicca: tutti i pezzi sono suonati e rivisitati in chiave hard rock, dando quindi una maggiore sferzata di energia a brani che hanno caratterizzato la storia delle colonne sonore di pellicole thriller e horror. E così che quindi la band ci propone pezzi come ‘Suspiria’, ‘Demoni’, ‘Phenomena’, ‘Tenebre’ o la più recente ‘Non Ho Sonno’. Toccante il momento in cui il maestro Simonetti decide di ricordare ed omaggiare il regista George Romero, recentemente scomparso, con i pezzi ‘Dawn of Dead’ e ‘Zombi’. C’è spazio anche per ‘Roller’, pezzo utilizzato come colonna sonora del film ‘Wampyr’ del 1977, sempre del maestro Romero. E per ‘Death Dies’ un pezzo che raramente viene eseguito dal vivo come lo stesso Simonetti dichiara dal palco. La chiusura avviene con la punta di diamante della band ‘Profondo rosso’, autentica gemma che ha reso celebre i Goblin in tutto il mondo, facendole conquistare il disco d’oro nel 1975.
Il momento clou della serata atteso da tutti è giunto: sale sul palco un mostro sacro della storia dell’hard n’ heavy che risponde al nome di Uli Jon Roth. Militante della storica band Scorpions nel periodo anni ’70, padre fondatore dello shredding e del metal sinfonico, eseguirà dal vivo in modo magistrale tutto ‘Tokyo Tapes’ …ovvero il primo disco live degli Scorpions, tratto dai live eseguiti in ‘Sun Plaza Hall’ a Tokyo tra il 24 ed il 27 aprile del 1978 e che ottenne il disco d’oro in Francia. Il pubblico è in fermento ed emozionato, in particolare il sottoscritto che ha già avuto modo di vedere e ammirare l’artista in tutta la sua grandezza al Keep It True di due anni fa. Si nota in prima fila un fan un poco in là con gli anni con un look old school e reca anche in fronte la bandana come il suo idolo. Agita con vigore e tanta passione un vecchissimo Lp di ’Tokyo Tapes’ logorato dal tempo, innalzandolo verso il cielo quasi come fosse il calice del Santo Graal. Mr. Roth si presenta sul palco con eccellenti ‘’compagni di viaggio’’ i quali eseguono i brani di ‘Tokyo Tapes’ in modo impeccabile: da sottolineare in particolare le eccezionali linee vocali del frontman Piero Leporale, singer di livello davvero superiore. Durante l’esecuzione dei brani ‘All night long’, ‘In trance’ e ’Fly to the rainbow’ il pubblico va in estasi. Uli incanta l’intera platea quasi fosse un pifferaio magico… sfrutta ogni centimetro del suo strumento con grande maestria, i virtuosismi non si sprecano ma mai cadono nella ridondanza e nella spocchiosità. A chiudere la performance la storica cover, ‘All Along The Watchtower’ di Jimi Hendrix, icona dell’intero movimento musicale anni ’70 e cantata dallo stesso Roth.

Un plauso ed un ringraziamento speciale da parte del sottoscritto e da tutto lo staff di Loud and Proud Italy all’Associazione Astarte, al presidente Daniel Canonico ed i suoi collaboratori Costantino CimmarustiNunzio MartinoLuca CirelliAndrea Iacovone, che hanno reso possibile questo bellissimo evento al sud Italia ed alla Morrigan Promotion che portato artisti del calibro di Claudio Simonetti’s Goblin e Il boss Uli Jon Roth. Ci vediamo alla prossima edizione!

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Valerio Latartara

Valerio Latartara

Nato a Taranto il 22/07/1981, professione infermiere e appassionato di cinema e rock, hard rock e metal vecchia scuola anni '70/'80. Generi preferiti: Rock anni '70, NWOBHM, Speed e Thrash metal. Purtroppo on the road solo dal 2005... anno in cui - laureatomi e trovato un lavoro stabile - raggiungo l'indipendenza economica. Ho cercato di recuperare gli anni persi andando a centinaia di concerti locali, nel resto dell'Italia e all'estero: acquisendo così esperienza e recuperando gli anni persi. Festival preferiti: Keep It True, Rock Fest Barcellona, Bang Your Head!

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