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BAD BONES – ‘Demolition Derby’

Ritornano a farsi sentire i piemontesi Bad Bones e ritorna il loro hard rock stradaiolo figlio di Motorhead e Thin Lizzy!
Che dire di questo nuovo ‘Demolition Derby’? Una produzione di alto livello (un “certo” Roberto Tiranti ha curato personalmente il lavoro di registrazione delle voci) ed una copertina veramente cazzuta fanno da contorno ad una scaletta che profuma di sudore, asfalto e Jack Daniel’s. La prima ‘Me Against Myself’ è una tonante traccia che richiama (come già accennato) i Thin Lizzy più melodici, non tralasciando qualche incursione motociclistica nell’AOR americano. La successiva ‘Endless Road’ si apre con il martellante basso di Steve, preludio ad un riff di chitarra fangoso che ci porta con la mente sulle infinite autostrade americane, circondate da immensi deserti. Si rimane negli USA con ‘Some Kind Of Blues’, sensuale song che richiama a sprazzi gli ultimi Whitesnake, grazie anche ad una eccezionale prestazione vocale di Max: song adattissima ad un audace rimorchio al bancone del bar, armati di Jack & Cola e faccia tosta! Il mid-tempo ‘Stronger’ ci fa sbattere la testa come ossessi, brandendo una air guitar e saltando sul letto come se ci trovassimo di fronte ad una folla di fan scatenati… l’accattivante ‘Rambling Heart’ fa invece trasparire il lato più western delle “Ossa Cattive”, con il suo mood bonjoviano ed una chitarra impolverata, che striscia tra le note come un serpente a sonagli. Si torna a pestare forte sull’acceleratore con ‘Rusty Broken Song’, dove a farla da padrone è ancora una volta la fantasiosa chitarra di Sergio, mai pago di regalarci riff a profusione e soli ispirati. Il tutto prima che la ballad ‘Red Sun’ – in taluni passaggi vocali richiama il compianto Steve Lee dei Gotthard – e la discreta ‘Perfect Alibi’ riportino un po’ di calma tra i solchi di questo disco. Ci avviamo al termine di ‘Demolition Derby’ con ‘Shoot You Down’, brano che non avrebbe affatto sfigurato in uno degli ultimi, eccezionali lavori degli Europe. ‘The Race’ è palesemente un pezzo figlio dello sleaze metal californiano e sicura bomba ad orologeria pronta a scoppiare on stage, nei prossimi live della band. Si chiude con la title-track, altro saggio di chitarra hard rock e che guarda a quanto fatto nei primi ’90 dagli Skid Row. Canzone sensuale e che ci inietta il suo veleno come un cobra dal quale non vorremmo mai scappare. Segnaliamo infine, a suggellare questa recensione, un magistrale lavoro di mixing e mastering ad opera di Simone Mularoni (DGM) ai Domination Studio.

L’hard rock dei Bad Bones è più vivo che mai e noi, figli della Terra dei Cachi, dovremmo esserne più che orgogliosi, magari smettendo una volta per tutte di guardare solo ed esclusivamente a ciò che arriva da Svezia, Germania e USA: bands come questa se ne trovano poche in giro… GRANDI!!

Tracklist:
01. Me Against Myself
02. Endless Road
03. Some Kind Of Blues
04. Stronger
05. Rambling Heart
06. Rusty Broken Song
07. Red Sun
08. Perfect Alibi
09. Shoot You Down
10.The Race
11. Demolition Derby

Line-up:
Max Bone – voce
Sergio Bone – chitarra
Steve Bone – basso
Lele Bone – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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