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AXE CRAZY – ‘Ride On The Night’

La direttrice Polonia-Grecia non è certo una delle più battute nella storia dell’heavy metal. Ma in questo caso si rivela decisamente positiva, non del tutto a sorpresa. Se l’ellenica No Remorse è da tempo tra le etichette più attente all’underground di qualità, gli Axe Crazy rappresentano per certi versi la novità, anche se già nel 2014 avevano pubblicato un interessante EP. ‘Ride On The Night’ segna comunque un bel passo avanti per la formazione polacca, dedita a un heavy metal ottantiano di palese ispirazione britannica. Gli Iron Maiden sono un paragone obbligato per loro, nelle armonie di chitarra innanzitutto, ma non sono di certo l’unico. A tratti le melodie si fanno più lineari ed immediate, a ricordare gli Helloween e la scuola europea – è il caso di ‘Diving Hawkers’ e soprattutto della conclusiva ‘Astral Tales Part 2’. Nulla di nuovo verrebbe da dire, e in fondo è vero. Quello che funziona, e che come sempre fa la differenza, è la capacità della band di essere sempre credibile e soprattutto di costruire pezzi convincenti, a livello di struttura e di melodie. Molto validi sotto il profilo ritmico, gli Axe Crazy possono contare su una coppia di chitarristi – Adrian e Robson Bigos – davvero ispirati, capaci di creare riff dinamici e potenti, ma soprattutto armonie efficaci e melodie vincenti, peraltro rifinite in modo eccellente dalla voce di Michael Skotnicki. Il risultato è che ‘Ride On The Night’ merita il suo spazio sulla scena NWOTHM attuale – che gli Axe Crazy interpretano in modo particolarmente britannico. E questo a noi in fondo piace.

Tracklist:
01. March of the Survivors
02. Ride on the Night
03. Take Control
04. Guardians of the Light
05. Astral Tales Part 1 (Lost in Space)
06. Wheeled Warriors
07. Dying Hawkers
08. Magic Power
09. Halloween
10. Astral Tales Part 2 (Star Force)

Line-up:
Michael Skotnicki – voce
Adrian Bigos – chitarra
Robson Bigos – chitarra
Daniel Czupryn – basso
Andrzej Heczko – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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