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AVATARIUM – ‘Hurricanes And Halos’

Partiamo con una domanda: gli Avatarium sono mai stati una doom metal band? Nel senso più classico del termine, probabilmente no. Hanno avuto atmosfere cupe, questo sì. Ed hanno spesso giocato su cadenze rallentate. Senza contare la presenza in formazione di Leif Edling, che farebbe etichettare come doom metal anche un disco di filastrocche… A pensarci bene, forse gli Avatarium non sono nemmeno una heavy metal band. Da quando sono nati, dal primo EP ‘Moonhorse’ – che resta uno dei loro brani più immediati e coinvolgenti – percorrono una strada personale, tra hard rock, psichedelia, rock progressivo, atmosfere occulte e passaggi di ispirazione metallica. Al centro di tutto, oltre alla mente diabolica di Edling, fino ad oggi compositore assoluto, la chitarra cangiante di Marcus Jidell e la voce calda e avvolgente di Jennie-Ann Smith. Il debutto omonimo era stato acclamato da molti, il successivo ‘The Girl With The Raven Mask’ aveva sollevato qualche perplessità a fronte di maggiori variazioni sonore, che non permettevano più di catalogare la band in modo univoco. Ora, ‘Hurricanes And Halos’ – il fatidico terzo album – ha il difficile compito di mostrare al pubblico l’essenza dei veri Avatarium, di far capire cosa i nostri vogliono fare “da grandi”. Ci riesce? Ancora una volta le opinioni divergeranno, di certo c’è che gli Avatarium hanno allargato ancora i loro orizzonti, creando un disco che spazia su numerosi fronti: dal rock settantiano alle dissonanze progressive, da atmosfere spacey a sonorità calde dal sapore blues, in ‘Hurricanes And Halos’ c’è di tutto. Ci sono cadenze alternative e cori infantili in ‘Medusa Child’, c’è rock corposo e immediato nell’opener ‘Into The Fire – Into The Storm’ e nell’ispirata ‘The Sky At The Bottom Of The Sea’, ci sono echi wave e post-rock in ‘The Starless Sleep’, ci sono melodie dilatate e malinconiche nella ballad ‘When Breath Turns To Air’, e c’è un caleidoscopio di richiami ed influenze nella meravigliosa ‘Road To Jerusalem’, pezzo che fa onore al suo titolo offrendoci un viaggio sonoro di tutto rispetto. Detto che i veri protagonisti del disco sono Marcus Jidell (che sta sviluppando una personalità chitarristica davvero unica) e Jennie-Ann Smith – per la prima volta autori in solitaria di un paio di pezzi – resta il compito non per forza semplice di tracciare un profilo complessivo di un disco che con ogni probabilità polarizzerà. Meno doom e più hard, meno derivativo e più personale, meno immediato e più impegnativo all’ascolto: ‘Hurricanes And Halos’ è tutto questo, e di certo è un disco denso di idee e ricco di ispirazione. Non sono qualità da poco, anche se fatalmente non andranno bene a tutti. Più che un disco, un’ambiziosa opera d’arte. A voi il compito di apprezzarla appieno.

Tracklist:
01. Into the Fire – Into the Storm
02. The Starless Sleep
03. Road to Jerusalem
04. Medusa Child
05. The Sky at the Bottom of the Sea
06. When Breath Turns to Air
07. A Kiss (From the End of the World)
08. Hurricanes and Halos

Line Up:
Jennie-Ann Smith – voce
Marcus Jidell – chitarra
Rickard Nilsson – organo
Mats Rydström – basso
Lars Sköld – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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