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ATROX – ‘Monocle’

Dopo uno iato di nove anni, tornano gli Atrox con il loro oscuro mix di industrial e prog metal. Gli inserimenti elettronici e i riff catchy mitigano molto le dimostrazioni di bravura, alleggerendo l’ascolto. La voce di Rune Folgerø, che da due album si è trovato a dover sostituire la storica cantante Monika Edvardsen, è l’anello mancante tra Mike Patton, Snake dei Voivod e Russel Allen dei Symphony X, con i quali la band condivide anche l’approccio progressive molto groove e atmosferico. Questo è un album ben lavorato in studio ( dallo stesso chitarrista della band Rune Sørgård) le cui canzoni risultano scarne e lineari mentre gli arrangiamenti hanno strutture  complesse e i suoni sono studiati nei dettagli. L’album si apre con ‘Mass’, pezzo aggressivo e diretto, ’Vacuum’  e la finale ‘Target’ sono pezzi pieni di energia, veloci e taglienti mentre ‘Heat’ e ‘Finger’ rallentano in favore di un groove sostenuto da chitarre “ciccione” e potenti. L’influenza dei Meshuggah e di tutto quel death metal in cui gli Atrox affondano le radici è sempre presente, mitigata però da un prog (abbracciato anche dai conterranei Leprous) arrangiato in chiave molto heavy. Un album per certi versi più oscuro rispetto alle precedenti produzioni degli Atrox, aggressivo e dinamico che potrebbe ricordare (con le dovute proporzioni) Devin Townsend.

Tracklist:
01. Mass
02. Vacuum
03. Heat
04. Finger
05. Suicide Days
06. For We Are Many
07. Movie
08. Target

Line-up:
Rune Folgerø: voce
viNd: chitarra
Rune Sørgård: chitarra
Erik Paulsen: basso
Tor Arne Helgesen: batteria

Editor's Rating

Mara Cappelletto

Mara Cappelletto

Il mio nome è quello del demone del sesto cielo dei buddhisti e può essere tradotto dal sanscrito come morte e pestilenza... in alcune lingue indoeuropee la Mara è un incubo. A casa giravano vinili di prog italiano e straniero, ma anche AC/DC, Litfiba, Pino Daniele e Ivan Graziani. Ho passato l’adolescenza, quella triste e solitaria, ascoltando punk e ska. Iniziata al power metal a 16 anni dal mio migliore amico che trafugava dalla macchina di sua sorella Halloween, Savatage e lacca per capelli, poco dopo ho scoperto il magico mondo del death e del thrash e ben presto, sono approdata al black, genere che da allora mi ha sempre accompagnato. Non esco mai senza la mia macchina fotografica e senza lo smartphone. Non è difficile incontrarmi in giro per i boschi del centro Italia. Ho collaborato con diverse webzine sia in veste di fotografa che di recens… rice? Recensitora? Recensitrice? Vabbe, ci siamo capiti.

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