Loud Albums

ATRIUM NOCTIS – ‘Aeterni’

Black metal melodico con arrangiamenti bombastici. “Ve piacerebbe” come direbbero a Roma. Gli Atrium Noctis si presentano subito male, sia nelle foto promozionali che con il pessimo artwork di questo ‘Aeterni’, un disco che onostamente non ci ha entusiasmato per nulla. I tedeschi ci vogliono vendere la loro musica come un black magniloquente, melodico, triste, con spruzzate di folk (che va tanto di moda) e un mood poetico che dovrebbe permeare l’intera opera. Partiamo subito dal folk: prime avvisaglie di questo tentativo le troviamo nella terza traccia: ‘AD I’ alle nostre orecchie suona come una sorta di stornello da sagra dello gnocco fritto, per un risultato che si colloca tra l’orchestra Casadei e un gruppo di amici ubriachi che escono da una birreria bavarese intonando un etilico coro. Se parliamo di black melodico poi, siamo ancora fuori carreggiata. Una voce che ricorda molto quella di Dani Filth nel suo registro medio-alto (ovvero quello che si pone immediatamente sotto il suo “high pitch bat-scream”), si staglia su una doppia cassa continua e su tastiere che coprono davvero il tutto, come una coltre di neve che raffredda ogni emozione. Alcune idee non sono malvagie, come nell’interessante ‘Leviathan’, che cita in diverse occasioni i Dimmu Borgir di Enthrone Darkness Triumphant (Nuclear Blast, 1997), ma è l’intera intelaiatura del brano che non regge, somigliando ad un piatto che viene cucinato con gli ingredienti giusti ma con le dosi ed i modi errati. Chi vi scrive legge il nome della traccia successiva: ‘AD II’. Non sarà ancora un pezzo folk vero? Invece si, e pure strumentale, per un risultato che ricorda la sigla di un cartone animato giapponese anni 80. I Nostri però alzano la testa, una rezione orgogliosa e fiera, dimostrando che in fondo il folk (se si impegnano) lo saprebbero anche integrare nella loro proposta. Ecco allora i quasi 10 minuti di ‘Die Nacht des Falken’, forse il pezzo meglio riuscito del lotto, con linee melodiche convincenti, e un senso di scrittura fluida e spontanea che era mancata fino ad ora. Un buon brano in cui fa capolino anche una bella voce femminile che non va a rendere il tutto stucchevole, ma finalmente arricchisce e migliora. Se tutto il disco avesse mantenuto la qualità di questa traccia, il voto sarebbe stato sicuramente molto alto, e non quel numero striminzito che, avendo sicuramente già sbirciato in alto a destra, potete leggere in questo momento. Ma le sorprese non finiscono qui, perché anche il breve divertissement acustico posto in chiusura del disco, palesa le capacità dei Nostri di scrivere partiture folk sicuramente più interessanti di quelle che ci hanno fatto ascoltare per buona parte di questo disco. In poche parole, due o tre buoni pezzi non bastano per salvare un disco, lasciando altresì l’amarezza di aver perso l’occasione di sentire un potenziale ottimo lavoro. Rimandati.

Tracklist:
01. Datura Noir
02. Zerberons Erwachen
03. AD I
04. Leviathan
05. AD II
06. Die Nacht des Falken
07. ADE

Line-up:
Hein – voce
Kalliope – voce
Sturm – chitarra
Rhadamanthys – chitarra
Tyratus – chitarra
Hydra Gorgonia – tastiere
Nemrod – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

Post precedente

ANNIHILATOR - Guarda il video di 'Twisted Lobotomy'

Post successivo

KING LEVIATHAN - 'Paean Heretica'