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ATLAS PAIN – ‘What The Oak Left’

Tornano i milanesi Atlas Pain e torna il loro epic-folk metal evocativo e battagliero. Vede finalmente la luce il primo full length della band meneghina, già molto attiva sul fronte live da qualche anno. Epic-folk metal dicevamo prima, quindi cosa aspettarci da questo ‘What The Oak Left’? Una produzione cristallina e potente rende meritata giustizia alla tecnica dei quattro musicisti lombardi, che fanno propria la lezione dei maestri del genere Ensiferum. La marcata presenza di parti orchestrali avvicina il sound degli Atlas Pain anche a quanto fatto già dagli Equilibrium, teutonico gruppo che negli anni ha saputo forgiare il proprio stile grazie a molteplici elementi di innovazione. Sinceramente è proprio su questo punto che gli Atlas Pain dovrebbero lavorare di più, in quanto ‘What The Oak Left’ mostra sì una band affiatata e già tecnicamente matura, ma ancora troppo dipendente dai rigidi canoni stilistici dettati dal genere proposto (soprattutto da quanto fatto dai già citati Ensiferum ed Equilibrium). Chiariamoci: questo debut album non è per niente male, le songs sono belle orecchiabili e coinvolgenti, anche quando i quattro guerrieri italici decidono di pigiare per bene sull’acceleratore. ‘To The Moon’ è un esempio lampante di quanto appena detto, così come la maestosa ‘Ironforged’, perfetta colonna sonora in futuro film sulle gesta dei Celti nel nord dello Stivale. Il folk fa capolino nella danzereccia ‘Annwn’s Gate’, sicura killer track nei prossimi show della band, mentre non comprendiamo appieno la scelta di porre in chiusura del disco una traccia strumentale della durata di ben 11 minuti e 29 secondi (!!!). Vabbè, è il primo album e un po’ di inesperienza si può perdonare ovviamente. Attendiamo con ansia quel salto di qualità che possa permettere agli Atlas Pain di scrollarsi di dosso le alquanto opprimenti ed evidenti influenze di act più quotati, per poter ritagliarsi un importante spazio all’interno dell’affollatissima scena viking europea.

Tracklist:
01. The Time And The Muse
02. To The Moon
03. Bloodstained Sun
04. Till The Dawn Comes
05. The Storm
06. Ironforged
07. The Counter Dance
08. Annwn’s Gate
09. From The Lighthouse
10. White Overcast Line

Line-up:
Samuele Faulisi – voce, chitarra, tastiere
Fabrizio Tartarini – chitarra
Louie Raphael – basso
Riccardo Floridia – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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