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ASTAROTH INCARNATE – ‘Omnipotence – The Infinite Darkness’ EP

Gli Astaroth Incarnate sono una band canadese di blackened extreme metal che incorpora nella propria musica tutto ciò che si può appunto classificare come estremo. Black metal, death metal, doom e chi più ne ha più ne metta. Peccato che ciò che la band vede come un plus valore, per noi è purtroppo un grosso problema; non certo per la vastità delle influenze, ma quanto perché in questa ricerca morbosa del brano perfetto, si finisce con il non riuscire a mantenere una qualità omogenea all’interno dello stesso brano. Si passa così, durante le lunghissime canzoni della band, ad entusiasmarci per un riff thrash metal ben riuscito e subito dopo abbatterci per una soluzione assolutamente fuori luogo. Ecco che allora dopo l’intro strumentale di 3:22 minuti (dove ci sono oltre due minuti di nulla), si parte con il primo brano, intitolato ‘Curse Of The Black Plague’, che non sarebbe per nulla male, forte di una grande tecnica individuale e di un riffing thrashy davvero riuscito. Peccato che i Nostri decidono di strafare inserendoci una parte brutal/slamming che ricalca semplicemente il main riff, con uno stile diverso. Ecco allora un cantato gutturale e chitarre ipercompresse che prendono il posto di scream black metal e riff maggiormente old school. E non ho scritto che sia una cosa buona, anzi, per nulla. ‘Unfleshed’ unisce il death tecnico con il Testament, il tutto tinto di metallo nero. Finale in un crescendo epico e marziale che ricorda non poco i Behemoth. Pronti per i 9 (nove!) minuti (e mezzo!) di ‘Sanctum Of Torment’? Io no. Ma è il mio sporco lavoro e qualcuno dovrà pur farlo. Un bella traccia, in cui sono ben udibili passaggi classic metal (in mezzo a tutto il resto). Complessivamente un buon brano, anche se ci chiediamo del perché di una durata tale. Onestamente i contenuti (pur vari) non giustificano un contenitore simile. Interessante l’ultima canzone, una ‘Re-Creation’ che spazia ancora dal thrash (indubbiamente il genere in cui la band eccelle e sul quale dovrebbe concentrarsi) fino al death metal tecnico di ultima freddissima generazione. Insomma la band è brava, suonano bene e i pezzi sono anche ben più che discreti ma quando leggiamo sul loro profilo Facebook che le loro influenze sono: Belphegor, Dying Fetus, Mayhem, Watain, Death, Gojira, Dark Funeral, Behemoth, Immortal, King Diamond, Cannibal Corpse, Dimmu Borgir, Slayer, Carcass, Iron Maiden, Emperor, Hypocrisy, Cradle of Filth, Opeth, Dissection… diamine… non significa che debbano metterle dentro tutte nello stesso brano! Scherzi a parte, il gruppo di Toronto pecca nel voler piacere a tutti i metallari e a tutti i costi, mettendo spesso troppa carne al fuoco. Quando il gruppo si concentra su quello che sa fare meglio i risultati si vedono. Si vedono eccome. Citiamo la bella copertina ad opera di Dee Gozali per un EP riuscito solo in parte.

Tracklist:
01. Obscurity
02. Curse Of The Black Plague
03. Unfleshed
04. Sanctum Of Torment
05. Re-Creation

Line-up:
Astaroth (Sam) – voce
Pablo Sagastume – chitarra
Ric Galvez – chitarra
Sergio Moyano – basso
Emile Giordan – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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