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ASSASSIN’S BLADE – ‘Agents Of Mystification’

Vi siete mai chiesti che fine ha fatto Jacques Belanger? L’ombroso singer canadese, già voce degli Exciter, torna in pista con gli Assassin’s Blade, band in verità svedese per i restanti tre quarti. Con lui ci sono ex membri di Void Moon, Portrait e Cross Bow, anche se le note che accompagnano l’esordio ‘Agents Of Mystification’ insistono nel parlare di una vera e propria band. Vero o no, lo dirà il tempo. Quello che si può già affermare è che a livello musicale la sostanza non manca di certo, all’insegna di un classico heavy metal dalle tinte oscure, che potrebbe essere accostato agli Helstar più atmosferici, senza ovviamente il chirurgico guitarwork della formazione texana. Gli Assassin’s Blade insistono su compatti mid-tempo, arricchiti da ritmiche piuttosto variegate, e solo a tratti – la vorticosa ‘Transgression’ – escono richiami allo speed metal degli Exciter. Il cantato di Jacques Belanger è ovviamente inconfondibile, ma i punti di riferimento sono altri, dai classici alla Priest e Maiden fino ai maestri dello US metal, già citati Helstar in primis. ‘Agents Of Mystification’ non è un disco immediato, tutt’altro. E la scelta di partire con la title-track, di certo il brano più ripetitivo nel suo svolgimento, non aiuta. Ma il resto del disco è molto più vario, e anche decisamente convincente, con i picchi rappresentati dalla convincente ‘Dreadnought’ e dall’anthemica ‘Crucible Of War’. Come detto, non un disco spettacolare, ma un solido esempio di heavy metal classico, oltre che il comeback di una delle voci migliori della nostra scena.

Tracklist:
1. Agents of Mystification
2. Herostratos
3. The Demented Force
4. Dreadnought
5. Autumn Serenade
6. Transgression
7. Nowhere Riders
8. Crucible of War
9. Frosthammer
10. League of the Divine Wind
11. Prophet’s Urn

Line-up:
Jacques Belanger – voce
David Stranderund – chitarra
Peter Svensson – basso
Marcus Rosenkvist – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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