Loud Reports

ANVIL – Il report del concerto @ The Underworld, Londra (GB) – 06.02.2018

Il tour de force europeo degli Anvil, che li vedrà impegnati da questa parte del globo fino a primavera inoltrata, ha il suo esordio in terra di Albione proprio a Londra, in quell’iconica e cavernosa location qual è l’Underworld, nel cuore di Camden Town. Una ‘March Of The Crabs’ suonata da Lips in mezzo ad un pubblico completamente fuori di testa è decisamente un buon esordio e ci fa subito intendere quale tipo di toni prenderà la serata. Da qui inizia un bilanciato “zapping” tra brani storici (‘666’, ‘Ooh Baby, Baby’) e più recenti, tra cui molti tratti proprio dal nuovissimo ‘Pounding The Pavement’. ‘Doing What I Want’ descrive bene l’attitudine di questa band nel 2018, che dopo più di 35 anni di carriera tra alti e bassi, non è mai scesa a compromessi. Ci sono anche delle dediche: una strepitosa ‘Winged Assassins’ per il produttore Chris Tsangarides, ricordato con molta commozione e ‘Free As The Wind’ per Lemmy. ‘On Fire’ va menzionato come uno dei brani più riusciti della serata: la band non è molto compatta nelle esecuzioni e spesso Lips se ne va un po’ per la tangente rispetto alla sezione ritmica, ma durante questo brano i tre si bilanciano molto bene. Siparietto comico da parte di Lips nell’introduzione a ‘This Is Thirteen’, in cui ricorda ai presenti che fin dai tempi del documentario ‘Anvil! The Story Of Anvil’ non è più dovuto tornare a fare un lavoro “normale”, come la consegna dei pasti vista proprio nel documentario. Chiaramente non può mancare l’acclamato solo con il vibratore durante ‘Mothra’ e finalmente Lips ci svela chi è la ‘Bitch In The Box’: “Sapete, quando siamo in tour con il furgone, la signorina del navigatore ci fa sempre finire in posti assurdi o anche giù dalle scogliere!”. Altro omaggio questa volta lo fa Robb Reiner ai grandi batteristi delle big band, citando specialmente Buddy Rich e Gene Krupa: ‘Swing Thing’ esplode in un clamoroso solo di batteria, in cui Reiner può scatenare la sua furia come una sorta di Animal dei Muppets del metal (ma sempre mantenendo la sua inconfondibile impostazione traditional delle bacchette). In chiusura l’immancabile ‘Metal On Metal’ cantata dal tutto il pubblico. I nostri addirittura sforano la curfew e ci deliziano con una sfiziosa cover (Lips: “Per tutta la mia carriera mi sono rifiutato di suonare cover, ma mi diverto davvero tantissimo a suonare questa canzone scritta da Mars Bonfire, nostro connazionale!”) di ‘Born To Be Wild’.

Foto di Jessy Lotti


Giulia Mascheroni

Giulia Mascheroni

"I know I don't belong/And there's nothing I can do/I was born too late/And I'll never be like you" potrebbe essere la summa della mia adolescenza solitaria, passata ad imparare a memoria album, biografie e testi.
Dal 2013 vivo a Londra e, a parte sopravvivere, tutta la mia vita ruota attorno alla musica dal vivo, dalle vecchie glorie del passato alle band più underground.
Dal 2014 collaboro con Rock Hard Italia e Classic Rock Lifestyle e la mia missione personale è cercare di far scoprire anche al pubblico italiano cosa è "in" o "out" da queste parti.
Nel tempo libero suono la batteria, ma questa è tutta un'altra storia.

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