Loud Albums

ANTICHRIST – ‘Sinful Birth’

Anticristo. Si può essere più espliciti nel nome della band? Certo, ma non troppo… Non è una sorpresa il fatto che questi Antichrist suonino old school thrash metal, andando a pescare nelle radici del genere, ridestando l’energia fuori controllo di una band seminale come i Possessed. Più sorprendenti invece, almeno per il sottoscritto, i riscontri positivi che la formazione svedese continua ad ottenere in giro. Ho avuto modo di vederli all’opera dal vivo, al Metal Assault di quest’anno (qui la recensione del festival), ricevendo un’impressione non proprio positiva, soprattutto – ma non solo – per la pochezza delle parti vocali. Ovviamente, su disco il buon Steken risulta più ascoltabile, ma non è certo il tipo di vocalist che aggiunge valore ai pezzi. Musicalmente, gli Antichrist non sono nemmeno male: il loro thrash è grezzo e senza fronzoli, ma è così che deve essere – oltre ai Possessed ricordano in certi passaggi i Destruction della primissima ora… Le otto tracce del disco scorrono via nel segno della violenza incontrollata, condotte su ritmiche indiavolate ma davvero poco memorizzabili a livello melodico: l’unico pezzo che spicca decisamente sugli altri è la lunga strumentale ‘Chernobyl 1986’, in cui gli Antichrist mostrano non solo di saper suonare, ma anche di saper creare atmosfere davvero sinistre ed inquietanti, senza perdere nemmeno per un istante la loro indiscussa energia thrash. Il resto non è allo stesso livello, qualsiasi cosa dica il resto del mondo. ‘Sinful Birth’ è un disco diretto e potente, senza dubbio, ma nella sostanza anche piuttosto anonimo. La classe, la vera classe, è altra…

Tracklist:
01. Instruments Of Sadism (intro)
02. Savage Mutilations
03. The Entity
04. Under The Cross
05. The Black Pharaoh
06. Sinful Birth
07. Burned Beyond Recognition
08. Chernobyl 1986
09. Fall Of The Temple Of Salomon

Line-up:
Steken – voce
Filip Runesson – chitarra
Gabriel Forslund – chitarra
Gobbe Henningsson – bassso
Sven Nilsson – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

Post precedente

SCANNER - 'The Galactos Tapes'

Post successivo

WIND ROSE - Guarda l'intero show al Bloodstock Festival 2017