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ANCIENT DOME – The cosmic Key!

Direttamente dall’iperspazio saronnese ecco atterrare l’astronave degli Ancient Dome, pronti alla conquista dell’Universo grazie al letale ‘The Void Unending’ (qui recensito), ultimo lavoro in studio della band lombarda e album che è oro colato per gli amanti del thrash metal più pregiato e ricercato. Al chitarrista mastermind Pol e al batterista Joe il compito di prepararci a questo viaggio interstellare e di spiegarci come vanno le cose in casa Ancient Dome in questo prolifico 2017.

Come va col nuovissimo ‘The Void Unending’? Come è stato accolto dalla critica e dai fan?
“(Pol) Uè Martino! Todo bien, grazie innanzitutto per l’intervista! Il nuovo ‘The Void Unending’ ci sta già togliendo parecchie soddisfazioni, sia a livello di critica che di supporter, speriamo di poterlo promuovere a dovere da qui al… prossimo album!”
“(Joe) Esatto! ‘The Void Unending’ si sta spargendo in lungo e in largo, forte di ottime recensioni (ricevute sin ora) e da buoni feedback dai fan!”

Come è nato quindi il nuovo album? Chi si è occupato del songwriting e delle lyrics?
“(Pol) Il nuovo album nasce da una collaborazione proficua fra tutti noi. C’è chi si è occupato insieme al sottoscritto di comporre i brani (e la differenza rispetto ai precedenti, interamente composti da me, si sente eccome!), chi li ha arrangiati per dare la struttura finale. Insomma, un gioco di squadra ben riuscito! I testi sono quasi tutti opera del nostro cantante Jerry, ma anch’io ho messo del mio in qualche brano.”

ancient dome foto band

A proposito delle lyrics… vertono intorno a qualche tematica particolare o ogni brano è un mondo a sé?
“(Pol) Abbiamo proseguito il concept cominciato nel 2009 con la “Human Key saga”, poi ripreso col precedente ‘Cosmic Gateway To Infinity’. Il viaggio dell’astronave Jason e dei suoi Argonauts prosegue a spron battuto, ormai consci della grande verità (o bugia) nascosta dietro la loro partenza alla ricerca di una nuova terra da colonizzare. L’insidia è sempre dietro l’angolo, vuoi per le “regole dell’odio”, vuoi per il loro ideatore, il “generatore di panico”, ma il tutto porterà inevitabilmente ad una “reazione a catena”… Inutile tediare (e magari confondere) il prode lettore che sta avendo il coraggio di leggere questa intervista, quindi vi invitiamo a leggere i testi, magari “ripassando” i precedenti da ‘Human Key’ e da ‘Cosmic Gateway To Infinity’, e darci il suo punto di vista critico…”

Il vostro thrash è molto cerebrale e tecnico, ma mantiene comunque una potenza ed una compattezza che lo rendono molto personale e accattivante. Come definireste la vostra musica? Quali band più vi influenzano? Quali invece sentite più vicine al vostro stile?
“(Pol) Posso sbilanciarmi parlando di prog thrash? Senza ovviamente essere al livello di quelle band che il genere l’hanno forgiato, cercando quindi di seguirne i passi con personalità. I nomi cardine, per il sottoscritto, restano Metallica, Death, Heathen, Coroner, Control Denied, Iced Earth, Paradox… ma potrei citarne innumerevoli altri!”
“(Joe) Personalmente credo che ogni elemento porti una propria conoscenza ed un proprio stile basato sui personali gusti musicali. Nel mio caso specifico, trovo divertente ed anche stimolante il poter immettere passaggi che richiamano il mondo del prog. Sono totalmente influenzato da band quali Dream Theater, Symphony X, Nevermore, Sieges Even…”

Come vanno le cose dal vivo? Ci saranno date di supporto al nuovo album?
“(Pol) direi che non possiamo lamentarci! Le date non sono mai quante vorremmo, probabilmente non calcheremo mai (o difficilmente) palchi importanti, ma stiamo nuovamente risentendo, a piccole e grandi dosi, il calore del pubblico underground. I nuovi brani realizzati live sembrano conquistare anche giovani/vecchi ragazzi/e, il che non può che far piacere… quindi speriamo di suonare il più possibile ed in più contesti diversi, per supportare al massimo ‘The Void Unending’!”
“(Joe) Dal vivo direi che le cose vanno molto bene. L’affiatamento è la chiave per portare sul palco un’armonia tale da trasmettere al pubblico ciò che vogliamo. Le date ci sono state e ci saranno: il prossimo appuntamento è per venerdì 23 giugno al The One di Cassano d’Adda insieme a Extinction ed Hyperblast!”

Siete attivi ormai dal 2000. Ci sono stati molti avvicendamenti all’interno della band, uno su tutti l’arrivo del bravissimo Jerry alla voce, con Pol tornato ad occuparsi unicamente delle chitarre. Cosa ha portato a questa scelta? Quali sono i vantaggi di una formazione a 5 rispetto alla (classica) formazione a 4?
“(Pol) Poter mettere da parte il pensiero di dover cantare e suonare in contemporanea è stata una delle più grandi liberazioni immaginabili per il sottoscritto. Il fatto di potersi concentrare solo sullo strumento ha permesso nel tempo di migliorare la resa chitarristica, perché se anche è vero che non siamo professionisti e la riuscita di un live potrebbe non doverci preoccupare particolarmente, resta il fatto che offrire la miglior prova possibile è sempre stato e sempre resterà un punto focale per la band. Alla fine ho cominciato e proseguito a cantare fino al 2011 per pura necessità, ma l’idea primigenia è sempre stata quella di aggiungere una voce che rendesse merito ai brani; direi che l’ingresso di Jerry ha favorito tutto ciò, cosa chiedere di più?”

Siete una delle punte di diamante dell’underground italiano. Cosa manca a molte band tricolore per emergere (oltre a un pubblico numeroso che spesso latita) a livello nazionale ed internazionale?
“(Pol) non posso che ringraziarti per il pensiero, al sottoscritto da 17 anni a questa parte ormai basta qualche incoraggiamento e qualche dimostrazione di stima come la tua per proseguire su questa strada, condita da tantissima passione… per quanto riguarda la tua domanda, non ho una risposta convincente da darti. Per me moltissime band meriterebbero di “farcela”, ma vuoi appunto la provenienza geografica e la nostra cultura musicale profondamente incentrata sulla musica “popolare”, difficilmente riescono nell’intento. Stima profonda ne confronti di chi ha raggiunto certi livelli, ma dirti cosa manca a molte band forse più valide delle poche “arrivate”, è davvero difficile a dirsi.”

La scena lombarda, soprattutto nella zona Varese-Busto Arsizio è molto attiva, con molte band dedite a generi diversi ma sempre pronte a collaborare tra loro. C’è qualche band della zona a cui siete particolarmente legati musicalmente e personalmente? Qualche nome che si sta facendo notare e che consigliereste ai nostri lettori?
“(Pol) Beh, quei giovani virgulti degli Ignorance Flows meritano certo una menzione d’onore, insieme ai vegan thrashers Total Death, ai più milanesi Forged In Blood, agli Ultimate Holocaust del nostro ex bassista Dave, ai deathsters Soul Rape, a quei pazzi dei MadHour ed ai loro “blood brothers” Sidhe. Sono, come hai “richiesto”, band a cui siamo legati e della zona, ma la lista non è di certo esaustiva…”

Grazie mille! Lascio a voi i saluti finali…potete concludere questa intervista come meglio credete. Alla prossima!!
“(Pol) Come sempre, urge ricordare che… Cosmic Thrash is the law! Seguiteci su www.ancientdome.com.”

Discografia:
‘Human Key’ (2009)
‘Perception Of This World’ (2010)
‘Cosmic Gateway To Infinity’ (2014)
‘The Void Unending’ (2017)

Line-up:
Gerardo “Jerry” De Feo – voce
Paolo “Pol” Porro – chitarra
Marco Colombo – chitarra
Giorgio “Gio” Mina – basso
Giorgio “Joe” Alberti – batteria

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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