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ANCESTRAL – Il Trionfo della Volontà

Tornare dopo un silenzio di dieci anni non è mai semplice. Tornare con un disco di grande valore è ancora più difficile. Ci sono riusciti gli ANCESTRAL con ‘Master Of Fate’, album che li ha riportati attivamente in scena a dieci anni dal debutto ‘The Ancient Curse’. E l’ha fatto nel modo migliore, visto che si tratta di un disco potente e ricco di idee, che non a caso ha fatto il pieno di recensioni positive in giro per l’Europa (qui la nostra). Con Domiziano Mendolia, bassista della band, abbiamo fatto il punto della situazione, parlando del presente, del passato e di un pizzico di futuro…

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Dieci anni tra un disco e l’altro sono un tempo importante. Perché un’attesa tanto lunga?
“(Domiziano Mendolia) Hai ragione, praticamente per noi è come ricominciare da capo. Tuttavia la band non si è mai sciolta e abbiamo sempre lavorato duramente, ciò non toglie che ci reputiamo fortunati se adesso ci troviamo qui a parlare con te. Pochi mesi dopo l’uscita di ‘The Ancient Curse’, nel 2007, abbiamo dovuto affrontare alcuni problemi di line up, che ci hanno portato a dover rinunciare ad alcune importanti occasioni. Come potrai immaginare, non è affatto semplice sostituire cantante e chitarrista, non lo è nemmeno per band internazionali di un certo livello. Siccome la Sicilia, quanto a band e musicisti, non ha proprio niente da invidiare a nessuno, abbiamo avuto la fortuna di trovare in Carmelo Scozzari (chitarra) e Jo Lombardo (voce) due grandi persone oltre che musicisti di valore. Altro fatto importante è che abbiamo preferito lavorare senza scadenze, preferendo la qualità alla quantità.”

In questi anni la formazione è cambiata, l’hai appena accennato. Cosa hanno portato i nuovi?
“Sicuramente molto entusiasmo, grandi idee ed una maggiore preparazione tecnica, ma cosa più importante un solido rapporto di amicizia.”

A livello musicale, quali sono i punti di continuità tra i due dischi?
“Sostanzialmente, la nostra formula, è quella di voler unire, linee vocali melodiche a ritmiche serrate, con riff al limite del thrash, di conseguenza, il punto di unione tra i due lavori è proprio quello. In ‘Master of Fate’ abbiamo voluto approfondire questo discorso e per il momento ci riteniamo soddisfatti.”

Come sono nate le canzoni nuove?
“Di solito, le canzoni, vengono composte singolarmente e proposte, in fase embrionale al gruppo, per poi essere sviluppate ed arrangiate da tutta la band in sala prove.”

Sicuramente ‘Master Of Fate’ è più personale a livello di sonorità. Evoluzione naturale? Sono cambiati i vostri punti di riferimento?
“Grazie del complimento, che fatto da te ci onora veramente. Siamo coscienti di non aver inventato nulla di nuovo e il fatto di saperlo ovviamente ci aiuta, i nostri punti di riferimento non sono affatto cambiati, amiamo band come Blind Guardian, Helloween, Paradox, Megadeth, Iced Earth, Rhapsody dell’era Lione, Helstar, ma anche Labyrinth, Lost Horizont… vabbé mi fermo, perché la lista è lunga.”

Siete meno “classicamente” power metal… Sarà un vantaggio o uno svantaggio?
“Grazie della bella domanda e ancora del “meno classicamente”.. “La moda”, da quasi 20 anni “ci impone” un certo tipo di sound, ricco di elementi sinfonici, cinematografici e di tastiere al limite del pop, ma con un suono più “moderno”. Vanno per la maggiore band come Epica, Amaranthe, Serious Black, Sonata Arctica, Bloodbound, Battle Beast, ecc… neanche loro hanno creato nulla di nuovo, però la moda è questa e le band si adeguano. Attenzione, non voglio farne una polemica, giro in auto con i primi dischi di Nightwish e Rhapsody e ritengo che i Battle Beast abbiano un loro perché. Il fatto è che da fruitore di metal, mi sembra di ascoltare sempre la stessa roba. Tornando alla tua domanda, per noi Ancestral lo svantaggio è quello di essere considerati, da un certo pubblico come un gruppo dal sound vecchio e derivativo, e da un’ altra parte come una vera e propria sorpresa. Direi che la verità sta nel mezzo.”

‘Master Of Fate’ è uscito per la Iron Shield tedesca. Ci saranno forse più possibilità all’estero?
“Dopo aver collaborato per anni con Underground Symphony, nonostante fossimo davvero contenti del lavoro che Maurizio Chiarello ha fatto per noi, abbiamo voluto “osare” e puntare su un’etichetta tedesca in cerca di maggiore visibilità. Fortunatamente abbiamo trovato in Thomas Kalläne una persona davvero interessata al gruppo e che sta lavorando bene a conferma del fatto che le possibilità all’estero sono maggiori.”

Perché la cover di ‘Savage’ – che in fondo è un pezzo “minore” degli Helloween?
“Abbiamo scelto “Savage” proprio perché si tratta di un pezzo appunto “minore” e quindi meno scontato delle solite hit degli Helloween, e poi perché molto affine al nostro sound più aggressivo.”

Come vanno le cose dal vivo? Siete riusciti a togliervi qualche soddisfazione in questi anni? Qualche opportunità interessante in vista?
“Beh, diciamo che vivo va tutto abbastanza da schifo, escluso il fatto che, negli ultimi anni, abbiamo avuto la possibilità, di fare qualche data dal vivo con Fabio Lione, accompagnandolo nelle sue uscite soliste, suonando con lui pure all’Agglutinationt Fest del 2009. Il problema è che siamo tagliati fuori dalla scena, quasi “imprigionati” in Sicilia. Considera inoltre che, in termini di costi, non è semplice far spostare una band proveniente dal Sud. Ad ogni modo, il 17 Marzo, avremo l’onore di aprire al concerto dei Goblin, che si terrà a Catania, e ringraziamo il cielo che esistono ancora organizzatori che si sbattono per creare eventi seri e professionali come questo. Per il resto noi Ancestral ci teniamo a disposizione di chiunque fosse interessato per eventuali date live!!!”


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Line-up:
Jo Lombardo – voce
Alex Olivo – chitarra
Carmelo Scozzari – chitarra
Domiziano Mendolia – basso
Massimiliano Mendolia – batteria

Discografia
The Ancient Curse (2007)
Master Of Fate (2017)

 

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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