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ANATHEMA – ‘The Optimist’

Con ‘The Optimist’ gli Anathema proseguono la loro carriera seguendo quel filone più soft ed etereo già intrapreso da qualche anno, come già avevano fatto intendere in apertura agli Opeth a Wembley lo scorso ottobre, dove hanno concluso il loro set eseguendo per la prima volta dal vivo ‘Springfield’. La band riprende il racconto sviluppato nel loro lavoro del 2001, ‘A Fine Day To Exist’, sulla cui copertina vediamo il primo piano di un cruscotto di un’auto ferma a pochi passi da una spiaggia. Questo luogo viene rievocato proprio dall’intro ‘32.63N 117.14W’, il cui titolo riporta le coordinate di Silver Strand Beach nella baia di San Diego. Il rumore del mare, i passi e il respiro di un uomo che affanosamente si siede in macchina, la mette in moto e sintonizza la radio preparano l’atmosfera per ‘Leaving It Behind’, uno dei brani (con ‘The Optimist’, ‘Can’t Let Go’, ‘Wildfires’ e ‘Back To The Start’) in cui Vincent Cavanagh è la voce principale. Questa volta ogni singolo brano è affidato individualmente a Vincent o Lee, invece dell’usuale schema in cui le due voci si spartiscono le strofe e armonizzano sui ritornelli. Insieme a ‘Endless Ways’ e ‘The Optimist’ non ci distacchiamo bruscamente dalle sonorità del precedente ‘Distant Satellites’, ma le cose iniziano a farsi interessanti su ‘San Francisco’: brano strumentale che fonde elementi richiamanti la tarda discografia tutta gilmoriana dei Pink Floyd e suoni elettronici che strizzano l’occhio ai Depeche Mode. Da citare assolutamente anche ‘Springfield’, un crescendo che esplode nella seconda parte del brano, in cui la voce eterea di Lee Douglas e il pianoforte sono controbilanciati dal dramma creato da chitarre quasi black-ambient e dalla situazione presentata dal testo (‘How did I get here? I don’t belong here’). Le tracce proseguono agilmente una dietro l’altra, proprio come se fosse una colonna sonora. ‘Close Your Eyes’ ha i toni rassicuranti di una ninna nanna ma, al tempo stesso, qualcosa di sinistro. ‘Wildfires’ è un altro dei brani che ben illustra le sonorità della band nel 2017, sempre più ricche di elettronica. L’inno carico di speranze ‘Back To The Start’ viene inizialmente fatto risuonare dall’autoradio del protagonista, ancora una volta in sosta vicino al mare. Gli arrangiamenti degli archi sembrano citare i Beatles di ‘Hey Jude’ e cancellano del tutto quella patina di angoscia che ha afflitto tutta la storia raccontata finora e anche il testo (‘The more we’re made to suffer, the more we’re made to care’) sembra proprio rimarcare il fatto che la sofferenza non sia altro che un rito di passaggio che ci arricchisce come esseri umani e ci permetta di farci riapprezzare il piacere della vita. In questo lavoro la musica degli Anathema infonde un senso di tensione, ma una tensione confortante, che si trasforma in speranza: si tratta della tensione creata dai problemi, più o meno gravi, che ognuno di noi deve affrontare durante la propria esistenza a cui, in un modo o in un altro, riusciamo a dare una soluzione. E il viaggio che questo ottimista intraprende ne è il simbolo.

Tracklist:
01. 32.63N 117.14W
02. Leaving It Behind
03. Endless Ways
04. The Optimist
05. San Francisco
06. Springfield
07. Ghosts
08. Can’t Let Go
09. Close Your Eyes
10. Wildfires
11. Back To The Start

Line-up:
Lee Douglas – voce
Vincent Cavanagh – voce, chitarra, tastiere
Daniel Cavanagh – chitarra, tastiere, voce
Jamie Cavanagh – basso
John Douglas – percussioni elettroniche e acustiche
Daniel Cardoso – batteria/tastiere

Editor's Rating

Giulia Mascheroni

Giulia Mascheroni

"I know I don't belong/And there's nothing I can do/I was born too late/And I'll never be like you" potrebbe essere la summa della mia adolescenza solitaria, passata ad imparare a memoria album, biografie e testi.
Dal 2013 vivo a Londra e, a parte sopravvivere, tutta la mia vita ruota attorno alla musica dal vivo, dalle vecchie glorie del passato alle band più underground.
Dal 2014 collaboro con RockHard Italia e Classic Rock Lifestyle e la mia missione personale è cercare di far scoprire anche al pubblico italiano cosa è "in" o "out" da queste parti.
Nel tempo libero suono la batteria, ma questa è tutta un'altra storia.

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