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ALFAHANNE – ‘Det Nya Svarta’

Gli Alfahanne non solo una semplice band ma un concetto, un genere musicale… sono la forza bruta alla quale non ci si può opporre. Essi stessi si definiscono “alfapocalyptic rock” ovvero: facciamo quello che ci piace, come ci piace e quando ci piace. Per i più puntigliosi potremmo dire che il loro è un post-punk-dark-black-goth, ma incasellarli in un genere ben definito non è realmente possibile se non un tentativo ridicolo. La voce inconfondibile di Pehr Skjoldhammer, che si accomoda quasi parlando sulle melodie accattivanti, e la struttura semplice e al contempo geniale delle canzoni fanno sì che molte tracce rimangano in testa già dal primo ascolto. Il cantato in svedese poi, sebbene possa sembrare inizialmente un punto a sfavore, fa sentire tutta l’aggressività e il “fanculo al mondo” che Pehr mette nelle parole che pronuncia. Come nei precedenti due album anche su ‘Det Nya Svarta’ sono molte le guest vocals: David Lindh degli Soot & Flood su ‘Avgrundsgravitation’, Dolk dei Kampfar su ‘Satans verser’ e Sanrabb dei Gehenna su ‘Dödsmaskin’. Il loro legame con il black metal si fa infatti più evidente nelle amicizie degli Alfahanne piuttosto che nella musica stessa: delle loro origini infatti è rimasto ben poco se non l’oscurità e l’alienazione di essere nati in un posto che da ben poche speranze per il futuro. Tornando al disco la produzione manca leggermente di quella forza dirompente che di sicuro la band ha in sede live: basta farsi un giro su You Tube per rendersi conto della magia che creano, dell’affinità con il pubblico, dell’energia, dell’esuberanza e della spavalderia con le quali irrompono sul palco e che purtroppo ascoltandoli su disco risultano smussate e indebolite. Anche l’aspetto visivo fa la sua parte nel gioco degli Alfahanne e quindi via ad un look sporco e oscuro a metà tra i Rammstein (ai quali potrebbero essere accostati anche per la scelta di cantare in lingua madre) e i 69 Eyes. Un po’ industrial e un po’ punk. ‘Det Nya Svarta’ non sarà il disco della consacrazione degli Alfahanne ma la firma del contratto con la Indie Recordings e la qualità indiscutibile della proposta li farà conoscere presto anche qui da noi.

Tracklist:
01. Satans Verser
02. Stigmata
03. Avgrundsgravitation
04. Dödsmaskinen
05. Klubb 27
06. Mitt Mörker är Mörkare än Ditt
07. Även Hund Har sin Dag
08. Svarta Får
09. Det Nya Svarta

Line-up:
Pehr Skjoldhammer – voce, chitarra
Fredrik Sööberg – chitarra
Jimmy Wiberg – basso
Niklas Åström – batteria

Editor's Rating

Mara Cappelletto

Mara Cappelletto

Il mio nome è quello del demone del sesto cielo dei buddhisti e può essere tradotto dal sanscrito come morte e pestilenza... in alcune lingue indoeuropee la Mara è un incubo. A casa giravano vinili di prog italiano e straniero, ma anche AC/DC, Litfiba, Pino Daniele e Ivan Graziani. Ho passato l’adolescenza, quella triste e solitaria, ascoltando punk e ska. Iniziata al power metal a 16 anni dal mio migliore amico che trafugava dalla macchina di sua sorella Halloween, Savatage e lacca per capelli, poco dopo ho scoperto il magico mondo del death e del thrash e ben presto, sono approdata al black, genere che da allora mi ha sempre accompagnato. Non esco mai senza la mia macchina fotografica e senza lo smartphone. Non è difficile incontrarmi in giro per i boschi del centro Italia. Ho collaborato con diverse webzine sia in veste di fotografa che di recens… rice? Recensitora? Recensitrice? Vabbe, ci siamo capiti.

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