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ALESTORM – ‘No Grave But The Sea’

Tornano a farsi sentire quei simpaticoni degli Alestorm, alcolici pirati scozzesi che da qualche anno scorrazzano per i sette mari assaltando i palchi di tutto il mondo. ‘No Grave But The Sea’ è il quinto album del combo britannico ed è anche quell’album fotocopia che i nostri continuano a riproporre uscita dopo uscita. Fotocopia alquanto sbiadita tra l’altro. Sì perché quel mix caciarone di folk, power ed heavy che all’inizio della carriera della band di Mr.Bowes aveva fatto sobbalzare sulla sedia più di un addetto ai lavori, si è trasformato nel tempo nell’apoteosi del “già sentito”. Le tastiere “fisarmonicate” da osteria che si insinuano nelle nostre orecchie ogni due secondi non fanno che mettere in secondo piano le (rarissime) parti più heavy che vanno a completare il sound degli Alestorm. Melodie trite e ritrite e ritornelli ripetitivi ci scortano cortesemente verso la fine di ‘No Grave But The Sea’, senza che la permanenza in questo club di pirati sia stata così spumeggiante come ci saremmo aspettati. Giusto un paio di episodi come la title-track e la incazzatina ‘Alestorm’ ci svegliano da questo torpore, provocato dal dondolio del nostro natante su di un mare fin troppo calmo e primo di scossoni. Ok il rhum, gli ettolitri di birra e le cameriere pronte a soddisfare ogni desiderio degli affamati (in tutti i sensi) clienti di questa taverna metallica…ma la sostanza? E’ rimasta su qualche isola sperduta nel Mar dei Sargassi? Speriamo che le prossime cannonate sparate dal vascello Alestorm risultino un po’ più letali e rumorose. Aahhrrrr!!!

Tracklist:
01. No Grave But The Sea
02. Mexico
03. To The End Of The World
04. Alestorm
05. Bar ünd Imbiss
06. Fucked With An Anchor
07. Pegleg Potion
08. Man The Pumps
09. Rage Of The Pentahook
10. Treasure Island

Line-up:
Christopher Bowes – voce
Máté Bodor – chitarra
Gareth Murdock – basso
Elliot Vernon – tastiere
Peter Alcorn – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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