Loud Reports

AIRBOURNE – Il report del concerto @ Live Club, Trezzo Sull’Adda (Mi) – 09.12.2016

Ancora una volta il Live Club offre uno splendido colpo d’occhio, ad accogliere l’unica data italiana degli australiani Airbourne, questa volta in veste di headliner. Il venerdì intra-festivo non ha impattato sull’affluenza, anzi la curiosità di vedere in azione su un palco tutto loro una band che ha fatto dell’energia il suo trademark vincente è tanta.
Prima degli headliner, tocca però ai Leogun, band a me finora perfettamente sconosciuta. E non credo che approfondirò troppo la conoscenza di questi inglesi, forti di due EP e un album intero in una carriera ancora relativamente breve. Non sono male, e affrontano bene il palco, anche se lo spazio a loro disposizione è davvero minimo, ma la loro musica è davvero derivativa, tanto che a tratti sembra di ascoltare una cover band dei Led Zeppelin. Che sono un ottimo termine di paragone, ci mancherebbe, ma non mi pare proprio che il trio di Londra abbia molto altro da offrire, almeno per il momento. Al pubblico del Live non dispiacciono comunque, e qualche applauso lo portano a casa…
L’atmosfera si fa subito calda non appena si libera il palco degli Airbourne. Ed è un boato ad accogliere l’ingresso in scena dei quattro australiani, che partono immediatamente con l’energia incontenibile di ‘Ready To Rock’. Al centro della scena, a petto nudo come al solito, un Joel O’Keefe carico come sempre, che interagisce in continuazione col pubblico. Non solo, ma ripete un suo vecchio numero, quello della lattina di birra sbattuta in testa fino a schizzare di schiuma su se stesso e sulle prime file. Arrivano una manciata di piccoli classici, come ‘Too Much, Too Young, Too Fast’ e ‘It’s All For Rock’n’Roll’, con David Roads e Justin Street che si scambiano in continuazione i lati del palco. A chiudere gli occhi, sembrerebbe davvero di avere davanti gli AC/DC, tanta è l’energia che i quattro rocker mettono nella loro musica, che non dimentica accenni personali. ‘Breakin’ Outta Hell’ e ‘No Way But The Hard Way’ si rivelano inni dalla potenza devastante, che il pubblico accoglie con cori, grida ed applausi continui, prima che la band si congedi sulle note di ‘Stand Up For Rock’n’Roll’. Ma è solo per qualche minuto, finché non risuona una sirena d’allarme, ad introdurre ‘Live It Up’. Manca poco alla fine dello show, solo il classico ‘Runnin’ Wild’ che scatena un’ultima volta il pubblico presente, con il suo ritmo indiavolato e l’accenno di ‘Let There Be Rock’ che gli Airbourne regalano al pubblico come ultima chicca della serata.
Applausi, grida, foto di rito, un pubblico completamente appagato di fronte a una band che ha mostrato per l’ennesima volta di essere tra i più credibili alfieri della scena rock mondiale. Gli Airbourne sono rock fino alle budella, oggi se ne sono accorte anche le pareti del Live Club.

Foto di Sandro Buti

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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