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AIR RAID – ‘Across The Line’

Cambiare cantante non è per forza facile. Non si tratta solo della voce, ma in un certo steso dell’immagine stessa della band. Dal loro ultimo ‘Point Of Impact’ di tre anni fa, gli Air Raid non hanno cambiato solo il cantante, ma anche uno dei due chitarristi. Ma non si sono persi d’animo e, guidati dall’altro chitarrista Andreas Johansson, hanno rimesso in piedi una line-up solida per questo nuovo ‘Across The Line’, uscito come il precedente per la tedesca High Roller. Le differenze ci sono, e sono evidenti, anche sempre di heavy metal tradizionale si parla. Complice la voce calda del nuovo arrivato Fredrik Werner, gli Air Raid di oggi suonano più classicamente heavy metal e meno power, nel senso scandinavo del termine. ‘Across The Line’ suona decisamente ottantiano (vedi la saxoniana ‘Hell and Back’), ma si apre a tratti anche verso sonorità hard rock, senza dimenticare una componente chitarristica assolutamente di primo piano – evidente nella strumentale ‘Entering The Zone Zero’, ma ricorrente lungo tutto l’arco del disco. Johansson e il nuovo Magnus Mild danno vita a scontri chitarristici di alto livello, mettendo comunque la loro anima da guitar hero al servizio di brani che mediamente convincono già al primo ascolto, per poi svelarsi nei dettagli passaggio dopo passaggio. Con ‘Take Me Back’, gli svedesi piazzano poi un pezzo davvero sopra le righe, e forse non è un caso che porti lo stesso titolo del capolavoro dei Riot V… Più variegati rispetto al loro recente passato, gli Air Raid riescono con ‘Across The Line’ a convincere ancora una volta.

Tracklist:
01. Hold The Flame
02. Line Of Danger
03. Aiming For The Sky
04. Cold As Ice
05. Entering The Zone Zero
06. Hell And Back
07. Northern Light
08. Raid Or Die
09. Black Dawn

Line-up:
Fredrik Werner – voce
Andreas Johansson – chitarra
Magnus Mild – chitarra
Robin Utbult – basso
David Hermansson – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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