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ADVENT – ‘Transhumanic Hell’

Pesantissime influenze dei Paradise Lost più death metal per i russi Advent, epigoni di quel doom melodicamente asfissiante, pesante ed oscuramente triste. Malinconia ed oppressione sono le sensazioni che i Nostri riescono a suscitarci e sussurrarci tra arpeggi melodrammatici, bei riff su un accordatura ultra-ribassata ed una voce che ricorda davvero una versione più potente di Nick Holmes. Un growl intellegibile, pulito, che insieme ai fraseggi dark delle chitarre si erge a protagonista di questa bella uscita. Una proposta ovviamente derivativa che non inventa nulla e non pretende certo di scoprire chissà quale genere musicale, “limitandosi” invece ad omaggiare quel sound che negli anni 90 segnò in modo indissolubile la storia della musica estrema più emotiva ed evocativa. Bellissime le linee chitarristiche presenti nel brano ‘Time Will Destory Us’, davvero degne di apparire su un album come ‘Icon’. Un album che parte in modo massiccio e che si “rilassa” durante la tracklist, arrivando a suonare – negli ultimi brani – in modo sicuramente più melodico e poetico. Unica pecca le parti vocali “pulite”, dove Lifestealer palesa dei limiti invero piuttosto fastidiosi. La title-track ha l’onere e l’onore di chiudere questo disco più che dignitoso, con gli oltre otto minuti di lunghezza lungo i quali si dipanano moderni (?) pattern di batteria e cambi di umore (che non va comunque oltre il “vorrei morire”). Un disco piacevole, magari non molto longevo e che si limiterà a stazionare nel vostro lettore per un paio di giorni, ma che se ascoltato nel giusto mood non potrà che toglierci qualche soddisfazione. Una piccola e fugace pillola di piacevole tristezza.

Tracklist:
01. The Art Of Recycling
02. The Great Unborn
03. Knee-Deep Purulence
04. Men Made Of Mud
05. Time Will Destory Us
06. Transhumanic Hell

Line-up:
Lifestealer – voce
Gweld Anobaith – chitarra, basso, batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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