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ADIMIRON – ‘Et Liber Eris’

Terzo disco per questa band che lo produce insieme al noto Stefano Morabito nei suoi 16th Cellar Studio, a Roma. Terzo lavoro dopo il primo ‘K’ (Bakerteam Records, 2011) e il successore intitolato ‘Timelapse’ (Scarlet Records, 2014). Loro si chiamano Adimiron e propongono un potentissimo progressive metal dai vaghi sapori extreme. La band sembra un fortunato connubio tra gli ultimi Fates Warning e la versione meno cupa e introversa di Ihsahn, passando dal math core, dal djent e dal death metal moderno. Quello che sbalordisce è la quantità di dettagli che la band riesce a infilare nella propria musica: stratificazioni, ragnatele di note che si incastrano l’una sull’altra, l’una nell’altra con una continuità disarmante. Sami El Kadi, il cantante della band, è davvero il fiore all’occhiello di un gruppo che pare non avere punti deboli. Una sezione ritmica algebrica, costituita dal Cecilia Nappo e da un tentacolare Federico Marangoni ci martellerà per tutta la durate del disco, sollecitando il nostro cervello con equazioni musicali che non ci permetteranno mai di perdere la concentrazione durante l’ascolto. Nonostante tutto… non aspettatevi una band fredda e sterile come un bisturi: ascoltate la bellissima ‘The Unsaid’, una canzone che pur sepolta da assoli, parti vocali strappa-applausi e una ritmica psicotica, riesce a non stancare. Un continuo sali-scendi emozionale, un alternanza di luci e ombre per un gruppo davvero incredibile che, per chi vi scrive, tocca l’apice nella conclusiva ‘Zona Del Silencio’. Citiamo anche la seconda traccia, una violenta ‘Zero-Sum Game’, con uno splendido assolo del bravissimo Alessandro Castelli. Alessandro sarà presente per tutto il disco con dissonanze, riff violentissimi, codici binari messi in note e assoli di gran pregio. Cos’altro dire? Se avete il mal di testa non ascoltate questa band. Se non amate usare il cervello quando ascoltate musica, fuggite verso quello scaffale… si! Quello! Dove ci sono CD dei Rancid, dei Green Day, degli Anal Cunt e dei Pegazus australiani. Se vi piace la musica diretta, che non deve essere capita e scoperta, allora davvero, gli Adimiron non fanno per voi. Per coloro invece che amano i dettagli e apprezzano scoprire un disco nuovo dentro un disco già sentito (ma non ascoltato), allora questo stupefacente ‘Et Liber Eris’ è caldamente consigliato. Ora mi prendo una tachipirina però.

Tracklist:
01. The Sentinel
02. Zero-Sum Game
03. Joshua Tree 37
04. The Coldwalker
05. As Long As It Takes
06. The Unsaid
07. Stainless
08. Zona Del Silencio

Line-up:
Sami El Kadi – voce
Alessandro Castelli – chitarra
Cecilia Nappo – basso
Federico Marangoni – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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