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WARCRY – Melodie immortali

I WarCry sono una delle band di punta della scena spagnola. Anche se relativamente giovani – il loro debutto omonimo risale al 2002 – hanno saputo costruirsi nel tempo un following fedele e convinto, che è aumentato con regolarità nel corso del tempo. Tanto che oggi la band di Oviedo è una presenza fissa nei posti di rilievo dei più importanti festival in Patria, oltre che raccoglie migliaia di fan ai suoi concerti, in Spagna e in Sudamerica. Sono anche l’unica band che ha suonato a ogni edizione del Leyendas Del Rock. Abbiamo incontrato il cantante Victor Garcia per farci raccontare qualcosa di più, sulla band e più in generale sulla scena…

Ciao Victor, molti ti conoscono già da quando eri il cantante degli Avalanch: che ricordi hai di quei tempi? Sono più quelli positivi o quelli negativi?
“Col tempo mi sono rimasti solo quelli positivi, che sono stati davvero tanti. Non potrò mai dimenticare che è principalmente grazie alla mia avventura con gli Avalanch che mi è stato possibile dare vita ai WarCry ed imparare un metodo di lavoro ben definito. Tra l’altro il nostro attuale manager ed il road-manager già ai tempi lavoravano per gli Avalanch e tuttora, per gli spostamenti interni, utilizziamo la stessa impresa di pullman.”

Sono passati quasi 15 anni da quando avete registrato il vostro primo album: trovi che i WarCry siano cambiati molto da allora?
“Oggi siamo sicuramente un gruppo più maturo e con le idee ben più chiare. Magari, come è ovvio che sia si perde un po’ la freschezza e la spontaneità degli inizi, dove tutto era molto più impulsivo, ma se ne guadagna in esperienza.”

Pablo Garcia è un grande chitarrista e dirige una scuola di musica e Santi Novoa (tastiere) è il direttore di una orchestra polifonica: conta molto la tecnica nelle composizioni dei WarCry?
“La tecnica è indispensabile, sempre. Un bravo musicista però non deve solo essere capace di suonare le cose difficili ma deve soprattutto essere in grado far sì che le cose semplici suonino al meglio. Stimo a tal punto i miei compagni che preferisco fermarmi qui per non sembrare esagerato…” 

Come nascono i pezzi dei WarCry? E’ un lavoro di squadra o ti occupi tu di tutto?
“Ho l’abitudine di lavorare da solo. Studio, preparo interamente ogni pezzo e lo porto in sala. A quel punto i compagni lo migliorano a livello strumentale e successivamente lo arricchiscono apportando idee e suggerimenti fino ad arrivare al risultato ottimale.”

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Chi sono i tuoi idoli giovanili e quelli attuali? Quali band e quali cantanti ti hanno maggiormente influenzato e ispirato?
“Idoli nessuno, fonti d’ispirazione molte. Cantanti, compositori, strumentisti, personaggi carismatici, ce ne sono stati davvero tanti nella mia vita e nel mio percorso Heavy! In quanto a ispirazione, ascolto di tutto. Non amo particolarmente il growl anche se qualcosina ascolto, diciamo che per convenzione riassumo così le mie principali influenze: Blind Guardian, Manowar e Stryper anche se, ovviamente ce ne sono moltissime altre.”

Ti consideri più un cantante o un compositore? Quale delle due cose ti da maggiori soddisfazione?
“Non mi considero nulla. Sono una persona che si è ritrovata a cantare perchè non trovava un cantante e che compone sempre perchè ama farlo senza avere mai la pretesa di essere un nuovo Pavarotti o Cervantes. In quanto alle soddisfazioni, sono cose molto differenti. Cantare dal vivo ti da la soddisfazione di vedere le reazioni del pubblico, di vederlo cantare insieme a te. Comporre è una cosa molto più personale, rimane molto più una soddisfazione a livello privato, intimo.”

Avete una base di fan impressionante e assolutamente fedele. Fan club e pagine Facebook in Spagna e praticamente in tutta l’America Latina: qual’è il vostro segreto?
“Quello di essere persone normali che fanno musica che piace alla gente, nient’altro. Se la tua musica piace e sei una persona normalissima è facile trovarsi bene con la gente e non mi riferisco solo al pubblico ma anche ai promoter, ai giornalisti…”

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Com’è andato il tour in Centro e Sudamerica? Com’è il pubblico da quelle parti e come sono le strutture e l’organizzazione in generale?
“Il tour è andato molto bene, in qualche posto abbiamo avuto maggiore pubblico rispetto a qualche altro ma in generale la risposta è stata sempre molto buona.
I Latinoamericani sono buon pubblico, facile da gestire perché tutti hanno sempre una gran voglia di divertirsi e di partecipare. Per quanto riguarda eventuali differenze tra i vari pubblici (anche se per fortuna troviamo sempre un pubblico coinvolto al 100%), ti posso dire che di sicuro quello del nord della Spagna è un po’ più freddino rispetto a quello del sud così come l’America latina è un posto probabilmente più caloroso ed euforico rispetto al sud stesso della Spagna. Bisogna anche tener presente la difficoltà che hanno da quelle parti nel vederci: quando andiamo lì quindi sono tutti carichissimi e come sai, le cose che fai più fatica ad ottenere sono quelle che apprezzi maggiormente. Per quanto riguarda l’organizzazione, sempre parlando a livello generale, direi che non c’è una grande differenza rispetto alla Spagna, non so rispetto al resto d’Europa. Piuttosto ti dirò che c’è una grande differenza tra come organizziamo noi i concerti e come lo fanno molti organizzatori. Pensa che la maggior parte dei concerti che facciamo in Spagna sono organizzati direttamente da noi e di solito non abbiamo problemi e comunque, quando capitano li risolviamo velocemente. Alcuni organizzatori invece sperano che i problemi si risolvano da soli o che comunque le cose si possano sistemare senza doverci lavorare troppo, per non parlare della pessima abitudine di voler risparmiare sempre e su tutto ottenendo ovviamente pessimi risultati.”

In Spagna e Sudamerica avete già salde radici: avete valutato l’ipotesi di farvi spazio nel resto d’Europa magari anche incidendo un album in inglese?
“L’idea sarebbe quella di arrivare in Europa mantenendo lo spagnolo anche se, al momento, il nostro obiettivo primario resta quello di lavorare nei Paesi dove si parla la nostra lingua, che non sono pochi.”

A che punto siete con il nuovo album e, rispetto a quanto fatto fino ad ora, ce n’è qualcuno che ti ha dato maggiori soddisfazioni o al contrario qualcuno che non ti ha convinto del tutto o che vorresti aver fatto diversamente?
“Il nuovo album è praticamente finito, devo solo completare qualche testo. Noi siamo dei veri perfezionisti, cerchiamo sempre di migliorare e di analizzare tutto quello che non ci ha convinto o che riteniamo non sia venuto come volevamo. Ogni disco ha sempre qualcosa che, a posteriori, avremmo potuto migliorare anche se siamo consci del fatto che conta molto il momento in cui lo hai realizzato: a volte semplicemente non avevamo i mezzi necessari in altri casi si è trattato solo di inesperienza… Quello che è certo è che album dopo album cerchiamo sempre di migliorare.”

Il Festival Leyendas del Rock compie 11 anni e voi non ne avete saltato nemmeno una edizione: è vero amore o solo reciproco interesse?
“Un po’ entrambe le cose. Indubbiamente per noi è molto importante partecipare ogni anno a un festival così importante, c’è però anche da dire che i WarCry attirano sempre moltissimo pubblico e questo va a beneficio anche del festival stesso. Certo è che con gli anni il rapporto si è fatto sempre più stretto e tra noi e l’organizzazione si è creata un’amicizia davvero speciale!”

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Grazie Victor, ci vediamo al Leyendas

 

Foto: Sergio BLANCO

Discografia:
WarCry (2002)
El Sello de los Tiempos (2002)
Alea Jacta Est (2004)
¿Dónde está la luz? (2005)
La Quinta Esencia (2006)
Directo a la Luz (live 2006)
Revolución (2008)
Alfa (2011)
Inmortal (2013)

Line-up:
Víctor García – voce
Pablo García – chitarra
Roberto García – basso
Rafael Yugueros – batteria
Santi Novoa – tastiere

Cesare 'Metalshow' Macchi

Cesare 'Metalshow' Macchi

Da piccolo assieme a Mal e Rita Pavone ascoltavo Suzi Quatro e T.Rex.
Il giorno che scoprii i Deep Purple abbandonai Mal e poco dopo, grazie ai Led Zeppelin, dimenticai anche Rita Pavone. AC/DC e Iron Maiden mi hanno poi dato il colpo di grazia. Amo la scena rock/metal spagnola che seguo da anni e mi appassiona la fotografia.

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