I Lujuria sono una realtà ben solida della scena metal spagnola. Dove solido va considerato solamente come aggettivo, senza pensare a nessun doppio senso. D’altra parte, fin dalla sua nascita, la band di Segovia (…) ha deciso di dedicarsi a temi per così dire pruriginosi… Ed il sesso, visto in ogni sua variante, è una componente fissa dei testi. Anche se Oscar Sancho, cantante della band, è una persona in grado di toccare mille argomenti, senza per forza fermarsi ai luoghi comuni. Dal punto di vista musicale, la qualità della band è testimoniata dal recente raggiungimento del quarto di secolo di attività, a fronte di un’attività live senza soste e di un successo in lento ma costante crescendo…

Ciao Oscar e complimenti per il traguardo raggiunto, 25 anni di carriera non sono pochi. Raccontaci un po’, cosa ti ricordi degli inizi e che differenza c’è tra i Lujuria di oggi e quella degli inizi?
“Ciao, innanzitutto lasciami salutare tutte le amiche e gli amici di Loud And Proud. Avere una band è sempre stato il sogno della nostra vita, e di quei tempi ricordiamo proprio tutto, nel bene e nel male. Certo, preferiamo ricordarci dei momenti belli e cerchiamo di evitare quelli meno piacevoli ma di sicuro ci ricordiamo tutto. Differenze tra i Lujuria di allora e quelli di oggi? Direi che chiunque, e questo vale per qualunque tipo di attività, abbia passato 25 anni della propria vita senza imparare nulla, migliorare o maturare come persona, significa che non ha vissuto veramente. Noi questa avventura l’abbiamo vissuta intensamente, cercando di fare tesoro di tutte le esperienze, di migliorare e di maturare come musicisti e come persone. Ripeto sempre che maturare non significa addomesticarsi e in effetti noterai che i miei testi sono sempre indomiti e ribelli, certo, sono scritti da uno con 25 anni in più sulle spalle e spero che si noti! Fortunatamente lungo il cammino non ho perso nulla del mio spirito nè ho modificato le mie idee e per questo i miei testi ora posseggono un duplice aspetto: prima erano scritti solo da un ventenne, ora in fase di composizione, l’Oscar ventenne deve fare i conti con l’Oscar cinquantenne che vede allo specchio, ahahah.

E tu da allora come sei cambiato, nel caso in cui tu lo sia?
“Come ti dicevo, è chiaro che anch’io sono cambiato, 25 anni sono davvero tanti. Principalmente, accumuli esperienza che è quella che ti dà nuovi punti di vista che si vanno a sommare alle tue idee di sempre. L’esperienza mi ha insegnato che situazioni che una volta pensavo potessero risolversi in un giorno possono invece richiedere anni; ho imparato che persone che credevo la pensassero come me, e condividessero i miei ideali visto la passione musicale che condividiamo, in realtà avevano idee totalmente opposte alle mie, così come ho imparato che nello stesso mondo del metal, dove tutti diciamo di essere fratelli e sorelle, c’è chi non solo non lo è ma anzi cerca di approfittarsene in tutti i modi. Ho imparato molte cose sulla mia pelle, ma non mi sono mai arreso, ho solo imparato a combattere meglio anche perché dopo tutti questi anni ho visto che le ingiustizie che denunciavo aumentavano sempre più. Ho anche imparato che è assolutamente indispensabile rimanere uniti e che l’intelligenza deve anteporsi alla passione. Riassumendo, ho imparato che la vita è ingiusta, ci dà la forza quando non hai esperienza e quando hai l’esperienza non hai più abbastanza forza: l’unica soluzione è l’unità intergenerazionale dove i più giovani mettono la forza, i più anziani l’esperienza. Solo così potremo essere invincibili e per questo voglio trasformare i Lujuria in un gruppo intergenerazionale. Ci sono gruppi che hanno un pubblico prevalentemente di ventenni e altri che hanno un pubblico più attempato: ecco il mio sogno è che il pubblico dei Lujuria fosse composto da più generazioni, ventenni, trentenni, vecchi rockers…

Com’è la situazione attuale del metal in Spagna? Gode di buona salute?
“Direi di no. In Spagna, come credo in Italia, tutto ciò che viene dal popolo non gode di buona salute. Questa vecchia Europa continua a fare leggi per i soliti quattro ricchi e a noi spetta giusto qualche briciola come contentino… Cerco di darti un’idea analizzando la situazione attuale del panorama metal in Spagna:
Pubblico: Quello di oggi non ha nulla a che vedere con quello di un tempo. Quando Baron Rojo e Obus registravano i loro dischi dal vivo il Palazzo dello Sport del Real Madrid si riempì completamente per due giorni, oggi sarebbe impensabile per qualunque gruppo spagnolo; Qualità: Per quanto mi riguarda credo che la qualità sia abbastanza simile, se allora avevamo Baron Rojo o Ñu ora abbiamo gli Angelus Apatrida o i Crisix che spaccano davvero. E qui siamo in parità; Numero di gruppi: Qui vince nettamente l’attualità, oggi ci sono tantissime band.
Tirando le somme, direi che oggi la qualità del metal spagnolo è la stessa di un tempo, il numero dei gruppi raddoppiato ma il pubblico dimezzato e questo non va bene. Neanche un solo gruppo che suona metal deve scomparire ma affinché accada è necessario che il pubblico torni a crescere. Soluzioni? Io è da tempo che sostengo che se l’hip hop o il punk rock hanno avuto tutto questo grande successo di pubblico è perché i giovani si identificano in questi messaggi; il giorno in cui il metal ha abbandonato la strada per occuparsi di draghi e principesse ha cominciato a morire…siamo ancora in tempo comunque, la strada ci aspetta, dipende solo da noi!”

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Trovo che il concetto del vostro recente tour “Pago en Diferido” (Pagamento in differita) sia unico nel suo genere e geniale: come funziona esattamente e come vi è venuta l’idea?
“L’idea è semplice: in Spagna la disoccupazione giovanile supera il 54% ossia, un giovane su due non ha lavoro. Quindi non ha soldi. Molti vorrebbero andare a un concerto ma non possono permetterselo. Ci abbiamo pensato e abbiamo deciso di provare a suonare senza far pagare l’entrata. Ovvio che anche una band ha non poche spese da sostenere: furgone, benzina, vitto, alloggio, noleggio della sala… Quindi come si fa? Abbiamo messo due urne a ogni concerto chiedendo alla gente che ne avesse la possibilità di lasciare qualcosa. Il messaggio è stato recepito perfettamente e ti assicuro che abbiamo visto anche biglietti da 50 euro. Il concetto non è che i Lujuria ti invitano gratis al concerto, sono le sorelle e i fratelli del metal che lo fanno! Se un ingresso può costare 10 euro, chi ne ha lasciati 50 ha invitato quattro persone che nemmeno conosce ma che grazie a lui si sono divertite e hanno potuto godersi un concerto. Lo abbiamo fatto due volte e in dicembre ripeteremo. Fino ad ora siamo riusciti a coprire tutte le spese e tutti hanno potuto assistere ad un nostro show. Siamo felici dell’idea e soddisfatti del risultato.”

Alcuni gruppi spagnoli hanno iniziato a fare tour regolari in Sud America e so che anche voi ci avete suonato. Com’è la situazione da quelle parti?
“Fenomenale! Per spiegarmi meglio mi rifaccio all’analisi fatta prima circa la situazione in Spagna. La situazione dell’America Latina (preferisco chiamarla in questo modo perché voglio includere il Centro America e la popolazione latina del Nord America) è la seguente:
Pubblico: Tantissimo. Praticamente tutta la gioventù latina è metallara salvo qualche eccezione (si trova anche qualche bestia rare che balla il reggaeton, ma il mondo è bello perché è vario, ahahaha!); Qualità: Già negli anni 80 ce n’era molta (V8, Gillman, Kraken, Luzbel…) e oggi pure. C’è davvero una grandissima qualità tanto che tra i miei gruppi preferiti più del 50% vengono da qui; Quantità: Il giusto, non c’è una sovrappopolazione come in Spagna.
Per questo direi che hanno tutti i parametri adeguati affinché la scena metal funzioni a meraviglia. E così è, in America Latina il metal è legge!”

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Tutti conoscono il tuo impegno nel sociale. Credi sempre ch la musica possa essere uno strumento utile per promuovere o appoggiare battaglie sociali?
“Non ho alcun dubbio. Dico sempre che un ragazzino o una ragazzina di 15 anni non possono votare ma possono sempre prendere una chitarra e dire la loro e in migliaia possono andare a un concerto e ascoltare. Pensa che in Spagna fino a pochissimo tempo fa i minori di 18 anni non potevano andare ai concerti (abbiamo dovuto lottare molto per questo) mentre potevano invece assistere, ad esempio, alla corrida, uno “spettacolo” che molti spagnoli, ovviamente me incluso, sognano di vedere abolito quanto prima. Questo perché non si voleva che i giovani potessero partecipare concerti rock e ascoltare verità spesso scomode. Ma la musica non può essere fermata, è il linguaggio universale della gioventù. Le parole di Halford, di Doro o di Dee Snider arrivano sicuramente a più giovani rispetto a quelle di Angela Merkel.”

L’anno scorso avete fatto uscire un EP e immagino che stiate lavorando sul full length. Puoi anticiparci qualcosa? Sarà sempre heavy al 100% o cambierà qualcosa?
“Fratello, se non è Heavy non è Lujuria! Siamo già a buon punto ma vogliamo lavorarci ancora un po’ su. Non possiamo né vogliamo entrare nell’ottica del disco ogni anno, proprio no. Lo abbiamo fatto in passato ma ora non facciamo uscire un album se non ne siamo pienamente soddisfatti. Abbiamo 25 anni di carriera e molti ci considerano un riferimento, per questo quando esce un nuovo disco dei Lujuria deve essere un Signor disco.”

In un pezzo del vostro ultimo album “Sexurrección” tra i vari ospiti compare il mitico Udo Dirkschneider. Come è nata questa collaborazione?
“Non so se sai che Udo da un po’ di tempo vive in Spagna, nelle isole Baleari. Nonostante ciò, ha imparato solo qualche parola di spagnolo (“voglio un’altra birra”). Allora abbiamo pensato di sfidarlo invitandolo a cantare per la prima volta in castigliano e ha accettato. Devo dire che per noi è stato fantastico ma per lui ancora di più: ora il suo vocabolario si è molto arricchito e oltre a saper dire “voglio un’altra birra” conosce un sacco di termini “lussuriosi” davvero spassosi, ahahaha!”

Quest’anno si celebra la undicesima edizione del Leyendas del Rock nel quale i Lujuria, a parte la primissima edizione, sono sempre stati presenti. Cosa mi dici del Festival e del rapporto che vi lega?Luj4
“Semplicemente amiamo il Leyendas. Crediamo sinceramente che sia stato il festival che ha rivitalizzato la scena spagnola e che ha dato prestigio alla sua storia dando modo alle nuove generazioni di conoscerla e riportando grandi band inattive da tempo nuovamente sul palcoscenico. E in più ha portato alla ribalta moltissimi nuovi gruppi. Tutto ciò è stato importantissimo per la nostra scena. Ora il festival si è internazionalizzato e questo è positivo oltre che essere un’evoluzione logica. Non dimentica le sue radici ma aspira a crescere sempre più e ci riuscirà perché il segreto del Leyendas è che non è il portafoglio a comandare ma il cuore, e la gente lo capisce. Il Leyendas per quei tre, quattro giorni diventa la patria di tutte le metallare ed i metallari ispanici e questo, nonostante tutti i festival che stanno nascendo e crescendo (e di cui sono felice), rimane patrimonio unico del Leyendas. Leyendas, fino alla morte!!!
Grazie Oscar, ci vediamo a Villena! Grazie a voi e lascia che vi saluti con il grido di guerra dei Lujuria: Por el puto rock and roll”

Foto di Andres Horrillo

Discografia:
Cuentos para mayores (1995)
República popular del coito  (1997)
Sin parar de pecar (1999)
Enemigos de la castidad (2001)
El poder del deseo (2003)
…Y la yesca arderá (2006)
Licantrofilia (2008)
Llama eterna (2010)
Sexurrección (2012)
Esta noche manda mi po**a (EP, 2015)

Line-up:
Oscar Sancho – voce
Jesus “Chepas” Sanz – chitarra
Nacho de Carlos – chitarra
Ricardo Minguez – tastiere
Santi Hernandez – basso
Maikel “El Tanque” – batteria

Cesare 'Metalshow' Macchi

Cesare 'Metalshow' Macchi

Da piccolo assieme a Mal e Rita Pavone ascoltavo Suzi Quatro e T.Rex.
Il giorno che scoprii i Deep Purple abbandonai Mal e poco dopo, grazie ai Led Zeppelin, dimenticai anche Rita Pavone. AC/DC e Iron Maiden mi hanno poi dato il colpo di grazia. Amo la scena rock/metal spagnola che seguo da anni e mi appassiona la fotografia.

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