Loud Albums

5 STAR GRAVE – ‘The Red Room’

Un logo che mette insieme ‘I Mercenari” con il mitico e perseguitato (povero!) Jason Voorhees, una proposta che mette insieme Death SS, Murderdolls e Wednesday 13. Si parla quindi di metal moderno e dal forte impatto punk? Yes. Si parla di tematiche horror? Yes. La band arriva dalla bella Cuneo e ci spiazza con un disco che, contrariamente alla proposta, si dimostra molto più profondo e stratificato di quello che ci aspettavamo. Bene, molto bene. Si inizia con un attacco punky e stradaiolo con l’immediata ‘Hic Sunt The Mothersfuckers’, baciata da un ritornello ficcante e appiccicoso. Già dal secondo brano intitolato ‘Eat You Alive’ si inizia a scavare più a fondo nel sound della band piemontese, con tastiere che aggiungono un tocco moderno e un ottimo Domenico Fazzari alla batteria, che inietta un po di sano metal. Bello l’assolo di chitarra. La band inserisce un pizzico di industrial nella propria proposta, fortemente ancorata, come dicevamo, al binomio riff/ritornello acchiappante. Con questa chiara idee nelle loro menti, i ragazzi focalizzano al meglio le proprie intenzioni in arrangiamenti funzionali, snelli e mai snervanti o snaturanti. Forse un brano come ‘The Ballad Of The Vampire’ non è tra i più riusciti, mischiando hardcore punk californiano con i Death SS. Ancora in primo piano le tastiere di Hervè De Zulian nel brano ‘Alice’, un bel pezzo dal mood Pop, ben interpretato dall’ugola scartavetrata di Claudio Ravinale, un singer in grado di controllare il suo cantato nicotinico e (di)sgraziato grazie alla premiata coppia intonazione & intenzione. Anche la scheggia impazzita ‘He Never Died’ è un brano usa e getta, da ascoltare mentre si fa skate, si corre in moto o si fa sesso da ubriachi. Non lascia nulla ma è tremendamente divertente. Ci stupisce l’incipit di ‘Hell On Heels’, un pezzo che mescola pop, punk rock e… Volbeat. La band suona decisamente bene, ha le idee chiare e un atteggiamento professionale. Curano ogni dettaglio questi 5 Star Grave e i risultati si vedono. Un disco fresco che presenta immediatezza e al contempo spessore. Dicevamo qualche riga digitale sopra? Bene, molto bene.

Tracklist:
01. Hic Sunt The Mothersfuckers
02. Eat You Alive
03. Once Upon A Time
04. The Ballad Of The Vampire
05. Alice
06. Through The Eyes Of The Monster
07. He Never Died
08. Hell On Heels
09. For Better Or Worse
10. There Is No Heaven

Line-up:
Claudio Ravinale – voce
Thierry Bertone – chitarra
Alessandro Blengino – chitarra
Hervè De Zulian – synth
Andrea Minolfi – basso, voce
Domenico Fazzari – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

Post precedente

ANCIENT VVISDOM – ‘33’

Post successivo

DANIEL CAVANAGH – ‘Monochrome’