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VANDENBERG’S MOONKINGS – ‘MK II’

I Moonkings di Adrian Vandenberg tornano con il loro secondo disco a confermarci che il chitarrista olandese è definitivamente tornato “tra noi” dopo i molti anni passati sotto silenzio, durante i quali molti lo hanno creduto auto speditosi in pre-pensionamento. Forse la pittura (secondo grande amore di Adrian) non gli bastava più, o forse doveva imbattersi nella grande voce di Jan Hoving, ugola plantiana fra Chris Cornell ed il nostro Jacopo Meille, per riaccendere dentro di sè quella fiamma che evidentemente non si era del tutto sopita. Un gruppo vero e non un progetto solista questi Moonkings, che come sull’esordio di tre anni fa vede l’accoppiata sopra menzionata spargere riff e vocalizzi in puro, semplice e classico hard rock-style, trainata da una sezione ritmica pulsante e compatta. Classic hard rock dunque, un genere che può essere coniugato in diversi modi, per esempio mixando con un bilanciamento perfetto AC/DC, Led Zeppelin e primi Whitesnake, quelli dove Adrian non ha suonato, essendo entrato nella band 10 anni dopo per afferrare il successo (inter)planetario seguito a ‘1987’, ma che in realtà sono quelli che lui ama di più, come dimostrato in seguito su ‘Restless Heart, dove riuscì a liberare la passione per l’hard blues che covava in lui. Tra le varie ‘Tightrope’, ‘Reputation’ e ‘Hard Way’ troviamo riff che suonano già sentiti e familiari senza per questo risultare troppo banali, anche se è chiaro che di brani destinati a diventare dei classici si farà fatica a trovarne, trattandosi comunque di una proposta che è derivativa per definizione. Da sempre maestro nell’arpeggio, Adrian ne sortisce uno molto bello su ‘Walk Away’, e ci viene da dire che solo l’abilità sugli assoli ha risentito dell’apparente inattività degli ultimi 20 anni, tradendo come nel disco precedente parecchie incertezze al riguardo. ‘Angel In Black’ si avvicina ai The Cult di ‘Sonic Temple’, mentre ‘What Doesn’t Kill You’ ricalca gli episodi più melodici dei Whitesnake di ‘Good To Be Bad’ e ‘Forevermore’. Tanto per rendere l’idea parliamo dei brani più “moderni” del lotto, e se per qualcuno questo dovesse spingersi troppo oltre il concetto di “classico”, il riff alla Jimi Hendrix di ‘All Or Nothing’ rimette le cose al proprio posto. Questo ‘MK II’ piacerà immediatamente a chi ha già apprezzato il primo episodio del gruppo capitanato dall’ex partner di David Coverdale, così come piacerà a chi sta cercando 45 minuti di carica rock senza troppi pensieri o pretese, un rock che segue in modo ortodosso gli insegnamenti che i gruppi di riferimento sopra menzionati hanno elargito tanti anni fa.

Tracklist:
01.Tightrope
02. Reputation
03. Angel In Black
04. The Fire
05. Walk Away
06. All Or Nothing
07. What Doesn’t Kill You
08. Ready For The Taking
09. New Day
10. Hard Way
11. Love Runs Out
12. If You Can’t Handle The Heat

Line-up:
Jah Hoving – voce
Adrian Vandenberg – chitarra
Sem Christoffel – basso
Mart Nijen Es – batteria

Editor's Rating

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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