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PONTUS EGBERG (KRYPTONITE) – Tra il paradiso dell’AOR e l’inferno di King Diamond

Se vi elenchiamo i nomi coinvolti nei Kryptonite, ennesimo progetto partorito dalle fervide menti dei boss di Frontiers Music Srl, cosa vi viene in mente? Jakob Samuel vi rimanderà ovviamente ai Poodles. Robban Back probabilmente agli Eclipse, la sua ex band, o ai Mustasch, quella attuale. Con Alex Del Vecchio il giochino si fa più complicato, in quanto la lista è pressochè infinita… Ma andiamo avanti: con Pontus Egberg quali band vi vengono in mente? I Lion’s Share? Mmmh… I Poodles? Può darsi, chissà. I Treat? Forse. King Diamond? Probabile, ma non ci giuriamo. Sta tutto qua il motivo per il quale non abbiamo esitato un istante ad individuare in Pontus il personaggio più adatto ai nostri loschi scopi una volta ottenuta la possibilità di intervstare qualcuno di questa nuova all-star band. Era da tempo che i riflettori abbaglianti di Loudandproud.it aspettavano di posarsi su questo personaggio solitamente restio a mettersi in primo piano, nonostante possa vantare una lunga militanza nella scena metal scandinava, militanza equamente divisa fra il versante melodico e quello heavy, nonchè perfetta per soddisfare la nostra cronica sete di notizie. La repentina scalata che la sua carriera ha avuto negli ultimi anni meritava assolutamente di essere analizzata e descritta a dovere, e lo facciamo iniziando proprio da ‘Kryptonite’, ultimo album in ordine temporale sul quale risuonano le note del 48enne bassista svedese…
“(Pontus Egberg) Tutto è partito quando Jakob Samuel è stato contattato dai responsabili di Frontiers Records con questa idea: provare a scrivere un po’ di musica insieme a un grande produttore come Alessandro Del Vecchio e mettersi alla ricerca di un qualche musicista per registrare quel materiale. Detto e fatto: Jakob e Alessandro hanno dapprima iniziato a lavorare su qualche bozza e in seguito mi hanno contattato per suonare il basso sull’album. Più o meno nello stesso momento è arrivato Robban Back ad occupare il posto di batterista ed infine è toccato a Mike Palace per quanto concerne il ruolo di chitarrista. Il grosso del materiale è dunque merito della collaborazione tra Jakob e Alessandro.”

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Ascoltando il vostro debutto mi pare che la direzione musicale prescelta guardi maggiormente alle radici dell’hard rock svedese, Europe e Treat, piuttosto che al melodic rock di più moderna fattura…
“Non era questa la nostra intenzione iniziale. L’obiettivo era quello di comporre e incidere delle belle canzoni di hard rock melodico, ma senza che queste suonassero appositamente come suonavano quelle degli anni ’80. Non posso essere sicuro di cosa avesse in mente Alessandro quando per la prima volta ha trasferito il tutto nella stanza del mixer, ma sono abbastanza convinto che l’album sia venuto fuori in questo modo perchè la produzione e i suoni scelti si adattano molto bene alle canzoni.”

Vista la tua esperienza, che giudizio dai a Michael Palace come chitarrista?
“Sfortunatamente non abbiamo avuto la possibilità di passare molto tempo insieme, anche se in futuro spero di averne di più. Il fatto è che tutti i membri dei Kryptonite hanno rispettivamente inciso le parti finite sull’album in studi diversi e in tempi diversi, così la prima occasione in assoluto in cui tutti quanti ci siamo trovati nella stessa stanza allo stesso momento è stata la scorsa primavera, quando abbiamo girato le riprese per i video di alcune canzoni presenti nel disco. Qualche giorno fa in realtà abbiamo fatto un’apparizione alla radio svedese suonando due canzoni in acustico. Questa è stata la prima vera volta nella quale abbiamo suonato realmente tutti insieme ed è stato un grande momento! In ogni caso per rispondere alla tua domanda posso dire che apprezzo tantissimo la chitarra presente sull’album, Michael ha fatto un lavoro stupendo e inoltre mi è sembrato un ragazzo molto bravo, un tipo interessante e rilassato.”

Avvertivi la mancanza di condividere una band con Jakob Samuel?
“Eh, qua si va molto indietro…Io e Jakob ci conosciamo da quando eravamo teenager, negli anni abbiamo trascorso alcuni grandi momenti insieme sia sul palco che fuori, oltre ovviamente alla militanza nei Poodles. Così, quando mi ha chiamato per chiedermi se fossi stato interessato a far parte di questo progetto, ho riflettuto su quanto sarebbe stato bello fare di nuovo qualcosa con lui, considerato anche che l’ultimo album che abbiamo registrato insieme è stato ‘Tour De Force’ dei Poodles nel 2013. Comunque questo nuovo disco è venuto fuori davvero bene, vedremo un po’ cosa succederà in futuro.”

Ma dicci la verità Pontus, un giorno quel posto nei Poodles tornerà tuo? Possiamo considerarlo come “riservato”?
“Ahah… Non penso. Chi può sapere cosa succederà…In ogni caso non esiste questa cosa del posto riservato, loro hanno un nuovo ragazzo ora, Germain, con il quale so che stanno registrando del nuovo materiale, e ho sentito che sta andando alla grande.”

Volevo spostare il mirino su di un altro membro dei Kryptonite, il batterista Robban Back: sei a conoscenza del motivo per cui ha lasciato una band in forte ascesa come gli Eclipse?
“Non ho idea del perchè Robban sia uscito dagli Eclipse, non ne abbiamo mai parlato. Il gruppo con cui adesso suona principalmente, i Mustasch, sta andando molto forte, si tratta di una band importante in Svezia. Vedo comunque che Robban ed Erik Martensson continuano a lavorare insieme nei W.E.T., quindi non penso che ci siano dei dissapori o cose del genere tra loro.”

Bene, passiamo ad una delle grandi bands di cui sei entrato a far parte in questi ultimi anni, i Treat: come è avvenuto il tuo ingresso nella band di Robert Ernlund?
“Due anni fa, era circa l’inizio primavera del 2015, ho ricevuto una telefonata da Anders Wikstrom (chitarrista-mastermind dei Treat, ndA), in cui mi diceva che stavano lavorando ad un nuovo album e che erano alla ricerca di un bassista. Per un po’ di tempo hanno suonato con un altro ragazzo, ma immagino non si sentisse veramente pronto per assumere l’impegno in modo stabile, così Anders mi ha chiesto se fossi stato interessato a quel posto. Non posso dire di essere mai stato un grandissimo fan dei Treat in passato, ma ho amato il loro penultimo album ‘Coup De Grace’. Inoltre le nuove canzoni che Anders mi sottopose erano talmente buone che gli dissi che mi sarebbe piaciuto tantissimo suonare sull’album, e se i miei impegni già presi in precedenza con King Diamond l’avessero permesso, anche andare in tour con loro. Così da allora abbiamo registrato ‘Ghost Of Graceland” ed anche suonato un po’ in giro.”

E quali sono i tuoi impegni attuali con loro?
“Proprio in questo periodo stiamo iniziando a lavorare su alcune canzoni in vista di un nuovo studio-album. Ma immagino che questa sarà un’altra intervista…”

Si, meglio affrontare questo argomento a tempo debito e con la dovuta cura, anche perchè oggi ci sono argomenti altrettanto urgenti da affrontare circa la tua lanciatissima carriera, per esempio King Diamond: da quanto tempo fai parte della sua band oramai?
“Ad oggi sono tre anni che sono con loro. Era il Luglio del 2014 quando mi fu chiesta la disponibilità a raggiungerli per suonare alcuni concerti. Non so bene cosa fosse successo, ma erano in procinto di iniziare un tour ed improvvisamente si erano trovati senza un bassista. Così sono sceso in Danimarca e per una manciata di giorni ho provato con loro. Eravamo alla vigilia del primo show, il quale si tenne a Stoccolma, la mia città natale. La cosa mi rese piuttosto nervoso, ma alla fine andò tutto bene e al termine dell’estate mi chiesero se volevo entrare stabilmente nella band. Da allora abbiamo girato un bel po’ in tour: Europa, Stati Uniti, Sud America, un po’ tutti i posti…Ed è stato grandioso!”

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Ma sei consapevole del fatto che almeno la metà dei bassisti della scena metal mondiale avrebbe ucciso per ottenere quel posto vacante?
“In realtà non ero per niente cosciente di tutto ciò quando ho iniziato a suonare con King. E ad essere onesti non ho mai ascoltato molto la loro musica, così come non sentivo una vera sintonia con quello che suonavano. Dopo aver fatto parte della band per tre anni, sono comunque diventato consapevole dello status di cui gode King Diamond e della reputazione che vanta tra i fans di tutto il mondo e tra un vasto numero di altri artisti e musicisti. Non sto troppo tempo a riflettere sopra queste cose, ma sono veramente grato di avere la possibilità di fare tutto ciò, di suonare questa musica e viaggiare in tour a tali livelli. Comunque la cosa che mi fa venire veramente i brividi è suonare con una band fantastica come la King Diamond band, un piacere che si ripete ogni volta, perchè Matt, Mike, Andy e ovviamente lo stesso King sono dei ragazzi semplicemente iper-talentuosi. Inoltre c’è un grandissimo livello di professionalità in tutte le persone coinvolte nell’intera produzione.”

Ma ti aspettavi questa esplosione di date live, specialmente negli Stati Uniti?
“No, per niente, non sapevo davvero a cosa sarei andato incontro. Da quanto mi hanno detto inoltre, in questi tre anni che coincidono con il mio ingresso, la band ha suonato dal vivo molto più frequentemente rispetto ad un periodo passato lungo parecchi anni, e questo penso sia una grande cosa. Prima di entrare nei King Diamond non ero mai stato in tour negli Stati Uniti, è stato veramente eccezionale avere avuto la possibilità di essere parte di una tale esperienza. E lo stesso vale anche per altri posti, il Sud America per esempio.”

Pontus, tre aggettivi per definire il King Diamond musicista…
“Unico, professionale, intransigente verso i compromessi.”

…e come persona?
“Socievole, altruista, affascinante.”

E da ragazzo quali erano le band di cui sognavi di far parte?
“I miei eroi da adolescente, ma lo sono ancora oggi, erano band come AC/DC, Led Zeppelin, Aerosmith, Van Halen, giusto per nominarne qualcuno. Avrei ucciso per far parte di una qualsiasi di quelle band.”

Siamo giunti in conclusione, volevo tornare al volo ai Kryptonite per chiederti cosa vedi nel futuro di questo progetto.
“Non lo so davvero. Spero che ci sia la possibilità di mettere fuori la testa per suonare almeno qualche concerto. Vedremo cosa succederà, immagino che tutto dipenderà dal modo in cui questo nuovo progetto si incastrerà con il calendario degli impegni che vede coinvolto ciascuno di noi. Sotto il profilo logistico potrebbe sembrare un incubo visto che siamo tutti molto impegnati con un mucchio di roba diversa, ma spero arrivi l’opportunità di combinare qualcosa insieme.”

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Bene Pontus, non c’è molto da augurarti visto che si può tranquillamente dire che la cima l’hai già ampiamente raggiunta. A questo punto la prima occasione per “rivedersi” sarà il live DVD preannunciato da King Diamond da ormai troppo tempo…
“Da quello che so il DVD è agli stadi finali di mixing e di editing, quindi penso che la casa discografica stia mirando per un’uscita ad inizio 2018.”

Una grande notizia che fa il paio con quella sui Treat. Grazie Pontus, un arrivederci da Loudandproud.it…
“Grazie Al, è stato un piacere. Un saluto a tutti.”

Discografia:
Kryptonite (2017)

Line-up:
Jakob Samuel – voce
Michael Palace – chitarra
Alessandro Del Vecchio – tastiere
Pontus Egberg – basso
Robban Back – batteria

 

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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