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VULTURE – ‘The Guillotine’

Facciamo un salto nel 1984 o giù di lì, per recensire un album che arriva direttamente dal 2017. Confusi eh? Beh, un po’ anche noi, perché una volta schiacciato il tasto play di questo ‘The Guillotine’ ci troviamo catapultati all’interno della fervente scena speed/thrash metal della prima metà del dorato decennio degli anni Ottanta. Ci crediate o no, i Vulture sono una band a noi contemporanea, nata pochissimi anni fa nella “teteska” Vestfalia. Ed è veramente così, nonostante una batteria che sembra registrata in qualche garage canadese all’insaputa di due genitori troppo bigotti, o una voce rabbiosa e incazzata che sembra arrivare direttamente dal tunnel che ci aspetta un attimo prima di lasciare questa vita terrena. I Vulture definiscono il loro stile come “high speed metal” e, se dovessimo paragonarli a un altro gruppo che è andato a ripescare la nostalgica velocità metallica di tre decadi fa, i primi a venirci in mente sarebbero i belgi Evil Invaders. Aggiungiamoci però un pizzico di oscurità in più e una registrazione abbastanza cavernosa che ancora una volta ci fa dubitare dell’effettiva provenienza spazio-temporale dei Nostri ed ecco che siamo pronti a buttarci nelle vorticose profondità di ‘The Guillotine’. L’opener ‘Vendetta’, con un inizio tastieristico degno del miglior Esorcista, mette subito le cose in chiaro: riff sparati a 300 Km/h, un rullante che ci trita i timpani per tutta la durata del brano e la già citata voce di L. Steeler che si insinua con i suoi acuti lancinanti direttamente nelle nostre membra lacerate. Però oh… che figata! Nonostante una produzione volutamente old school gli strumenti suonano ben definiti e differenziati l’uno dall’altro, esaltando così i numerosi duelli e le preziose armonizzazioni disegnate dalle due chitarre. Questi suonano, e mica male (sentitevi la successiva ‘Clashing Iron’ e ci direte)! Ci si muove su queste coordinate praticamente per tutta la durata del disco, che scorre via come una goccia di sangue che velocemente percorre il corpo martoriato dell’incauto ascoltatore. Tanta aggressività, molti rimandi al bel metal che fu, poca eterogeneità, ok (ma chissene…) e nessuna traccia di noia, nemmeno dopo numerosi ascolti. Bene e benissimo, no?!

Tracklist:
01. Vendetta
02. Clashing Iron
03. Triumph Of The Guillotine
04. Electric Ecstasy
05. Adrian’s Cradle
06. (This Night Belongs) To The Dead
07. Paraphiliac
08. Cry For Death

Line-up:
L. Steeler – voce
M. Outlaw – chitarra
S. Genozider – chitarra e batteria
A. Axetinctor – basso

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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