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ALTER BRIDGE – ‘Live At The O2 Arena + Rarities’

Prima o poi capita a tutti di dover fronteggiare i propri demoni, di dover prendere atto di ciò che più ci spaventa e preoccupa e aprire finalmente gli occhi per tentare di guardare le cose sotto una diversa luce. Il sottoscritto ha vissuto purtroppo per molti anni schiavo dei pregiudizi – soprattutto musicali – che orbitavano intorno a persone, luoghi e, in questo caso, band. Giudicare senza conoscere è sempre stata la routine, così come parlare solo perché si aveva la bocca (come diceva qualcuno in qualche film unnico). Gli Alter Bridge sono state una delle vittime preferite del vostro caro recensore con la passione per la Spagna. Per troppo tempo, infatti, il gruppo americano è stato preso di mira, ghettizzato in quanto “troppo moderno” o tacciato di essere “una band di fighetti per fighetti”… e tutto questo avendo ascoltato forse una o due canzoni! Col senno di poi capiamo quanto infantile e immaturo sia stato questo comportamento e ci sono voluti anni prima che riuscissimo a capire la vera grandezza della creatura musicale di Tremonti & Co. Abbiamo preso parte ad alcuni festival in cui gli Alter Bridge l’hanno sempre fatta da padrone, sbaragliando critiche e concorrenza grazie ad esibizioni live perfette che ci hanno fatto rimangiare quanto di negativo detto e sputato su di loro. Il nuovo ‘Live At The O2 Arena + Rarities’ è perciò la metallica cenere con cui ci cospargiamo il capo, dopo esserci fustigati per bene con le corde d’acciaio della chitarra del buon Mark. Dalla Florida i Nostri sono partiti alla conquista del mondo del rock e delle classifiche di tutto il globo, riuscendo a conquistare legioni di fan album dopo album e giorno dopo giorno. Prendiamo quindi questo live, il terzo targato AB, come la celebrazione di tutto quanto fatto di buono dai quattro musicisti. Due cd più un terzo contenente alcune rarità e bonus tracks ci raccontano l’incredibile notte del 24 novembre del 2016, davanti all’entusiasta pubblico che gremiva la storica O2 Arena di Londra. Per noi che abbiamo capito da poco il dorato valore degli Alter Bridge sembra di tornare bambini, quando entravamo con 5.000 lire in un negozio di caramelle. E’ tutto così nuovo, così gustoso e così invitante da farci urlare di gioia. La voce di Myles Kennedy, i virtuosismi mai fini a sé stessi del già citato Mark Tremonti e la solida sessione ritmica targata Marshall-Phillips sono gli ingranaggi che creano tesori come le potenti ‘The Writing On The Wall’ e ‘Come To Life’ o le accattivanti ‘Addicted To Pain’ e ‘Open Your Eyes’. Certo, non mancano i momenti più emozionali come la commovente versione acustica di ‘Watch Over You’ – brano conosciuto pensiamo anche su Marte ormai – e la opprimente ‘Blackbird’. Il percorso di purificazione è giunto al termine quindi, siamo usciti dal purgatorio disfandoci del pesante fardello del preconcetto e dei tabù. Due parole veloci anche sul terzo disco che completa questa release. Si tratta di brani usciti per le varie edizioni giapponesi o bonus tracks, adatto ai collezionisti più accaniti. Si tratta infatti di canzoni molto cadenzate e chi strizzano l’occhio al rock alternativo da classifica, anche se non mancano certi episodi più “spinti” come la sognante ‘Never Say Die (Outright) e la conclusiva ‘Symphony Of Agony (The Last of Our Kind)’, impreziosita da un ottimo riffing e da un incedere orientale che ci farà scapocciare non poco. Conclusione: gli Alter Bridge sono una band della Madonna, non importa se sono “commerciali” o “non fanno metal” (ahahah). La qualità non si discute, così come la passione che riversano in ogni singolo show in giro per il mondo. Bravissimi!

Tracklist:
CD 1
01. The Writing On The Wall
02. Come To Life
03. Addicted To Pain
04. Ghost Of Days Gone By
05. Cry Of Achilles
06. The Other Side
07. Farther Than The Sun
08. Ties That Blind
09. Water Rising
10. Crows On A Wire
11. Watch Over You

CD 2
01. Isolation
02. Blackbird
03. Metalingus
04. Open Your Eyes
05. Show Me A Leader
06. Rise Today
07. Poison In Your Veins
08. My Champion

CD 3
01. Breathe
02. Cruel Sun
03. Solace
04. New Way To Live
05. The Damage Done
06. We Don’t Care At All
07. Zero
08. Home
09. Never Borne To Follow
10. Never Say Die (Outright)
11. Symphony Of Agony (The Last of Our Kind)

Line-up:
Myles Kennedy – voce, chitarra
Mark Tremonti – chitarra, voce
Brian Marshall – basso
Scott Phillips – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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