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PRONG – ‘Zero Days’

Incredibilmente prolifici negli ultimi anni, gli statunitensi Prong tornano con ‘Zero Days’ ad un anno dall’uscita di ‘X (No Absolutes)’ e il percorso sembra essere sempre sugli stessi binari del crossover/hardcore che ha sempre caratterizzato il gruppo. Immancabile la presenza del fondatore Tommy Victor, che sembra guardare meno a quell’industrial che lo aveva portato alla corte di Al Jourgensen e dei Ministry di ‘Rio Grande Blood’, e più verso l’hardcore più moderno, con massicce incursioni di punk. I tredici –quattordici con la bonus track- pezzi che compongono il disco, nulla aggiungono alla carriera della band e l’attenzione non riesce a rimanere alta per tutti i 47 minuti di durata, ma l’impatto e il livello qualitativo dei brani riescono in ogni caso a risultare importanti. Ciò che colpisce maggiormente è la grande varietà di influenze che si trovano in questo lavoro, con un Victor che fa davvero gli straordinari dietro il microfono, sperimentando e spingendosi in terreni poco battuti di solito dalla band. Un suono che arriva sempre crudo, grezzo, senza troppi orpelli, è il tratto distintivo e positivo dell’album, anche se la violenza sonora e il muro compatto di aggressività che non si muove di un millimetro durante tutto l’ascolto, a lungo andare macina nella sua corsa anche gli spunti, a volte davvero brillanti, che l’eterogeneità regalava a questo lavoro. La tripletta iniziale è perfetta: ‘However It May End’, ‘Zero Days’ e ‘Off The Grid’ alzano davvero le aspettative per il resto del disco, che non si assesta però tutto sullo stesso livello. Alcuni episodi sono comunque ben piazzati, come ‘Blood Out Of Stone’ e ‘The Whispers’, ma sembra mancare quella scintilla di originalità e ferinità che ci si aspetta invece da un gruppo con l’esperienza dei Prong. Un buon disco in ogni caso, dove spicca naturalmente il grande carattere di Victor, ma si gode anche dell’ottima amalgama di Longworth e di Cruz, che seguono fedelmente la via indicata dal carismatico frontman. I fans della band non avranno difficoltà ad assegnare anche un punto in più a ‘Zero Days’, chi si è entusiasmato per gli ultimi lavori del gruppo troverà qui un degno successore, per tutti gli altri, un buon lavoro che non rientrerà tra le punte di diamante della discografia della band.

Tracklist:
01. However It May End
02. Zero Days
03. Off The Grid
04. Divide and Conquer
05. Forced Into Tolerance
06. Interbeing
07. Blood Out Of Stone
08. Operation Of The Moral Law
09. The Whispers
10. Self Righteous Indignitation
11. Rulers of the Collective
12. Compulsive Future Projection
13. Wasting of the Dawn
14. Reasons to Be Fearful (bonus track)

Line-up:
Tommy Victor – voce, chitarra
Mike Longworth – basso
Art Cruz – batteria

Editor's Rating

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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