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RAGNARD ROCK FEST – Annullato il festival francese

Gli organizzatori del Ragnard Rock Fest, che avrebbe dovuto svolgersi dal 20 al 23 luglio, hanno divulgato un comunicato stampa in cui annunciano l’annullamento del festival. La triste decisione è stata presa dopo l’ennesima richiesta inapplicabile nei confronti del festival e dopo tre anni di “accanimento” da parte di alcuni media. Piuttosto che far arrivare il pubblico in loco e poi non poter aprire i cancelli, i ragazzi dell’associazione di volontari che ha avuto per tre anni l’onere e l’onore di richiamare sul piccolo paese alpino di Simandre-sur-Suran decine di band di alto calibro, hanno deciso di annunciare 5 giorni prima della data prevista per i concerti  la “morte” del festival permettendo così a tutti di organizzarsi di conseguenza.  Attraverso il comunicato, gli organizzatori si impegnano anche a risarcire chi avesse avuto delle spese ed allo stesso tempo, minacciano azioni legali contro coloro che in tre anni hanno sempre tentato di mettere i bastoni tra le ruote all’organizzazione del festival. Potete trovare informazioni più dettagliate qui.

Queste, le band che dovevano partecipare:

Jar (Poland)
Sowulo (Dutch)
Warbell (Poland)
TAAKE (Norway)
GjeldRune (Russia)
Borgne (Suisse)
Udyr (France/Lyon)
Hordak (Spain)
Arkona (Russie)
Skálmöld (Iceland)
Darkend (Italy)
Aeternus (norway)
Mohrkvlt (France/Bretagne)
Tengger Cavalry (Mongolia/China)
Helheim (Norway)
Saor (Scotland)
Atavisma (France)
GOCOO (Japan)
Arnica (Spain)
Romuvos (Lithuania)
Wolfchant (Germany)
Mor Dagor (Germany)
Uada (USA)
Nytt Land (Russia)
Kzohh (Ukraine)
Harakiri for the Sky (Austria)
Angantyr (Denmark)
Znich (Belarus)
Kawir (Greece)
Heavydeath (Sweden)
Melechesh (Israel)
Acherontas (Greece)
Shibalba (Greece)
Enisum (Italy)

 

Mara Cappelletto

Mara Cappelletto

Il mio nome è quello del demone del sesto cielo dei buddhisti e può essere tradotto dal sanscrito come morte e pestilenza... in alcune lingue indoeuropee la Mara è un incubo. A casa giravano vinili di prog italiano e straniero, ma anche AC/DC, Litfiba, Pino Daniele e Ivan Graziani. Ho passato l’adolescenza, quella triste e solitaria, ascoltando punk e ska. Iniziata al power metal a 16 anni dal mio migliore amico che trafugava dalla macchina di sua sorella Halloween, Savatage e lacca per capelli, poco dopo ho scoperto il magico mondo del death e del thrash e ben presto, sono approdata al black, genere che da allora mi ha sempre accompagnato. Non esco mai senza la mia macchina fotografica e senza lo smartphone. Non è difficile incontrarmi in giro per i boschi del centro Italia. Ho collaborato con diverse webzine sia in veste di fotografa che di recens… rice? Recensitora? Recensitrice? Vabbe, ci siamo capiti.

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