Needful Things

GRAEME THOMSON – ‘Cowboy Song – la biografia autorizzata di Philip Lynott’

Autore: Graeme Thomson
Editore: Tsunami Edizioni

Pochi personaggi hanno interpretato in modo credibile e completo l’intera parabola della rockstar come Phil Lynott. Il leader dei Thin Lizzy, scomparso nel 1986 a soli 36 anni, ha vissuto il suo personaggio fino alle estreme conseguenze, tanto da non riuscire a liberarsene nemmeno quando forse avrebbe voluto. La sua band ha lasciato un’impronta indelebile sulla scena rock mondiale, tanto da essere considerata ancora oggi un’influenza fondamentale da tante formazioni di peso, e non solamente in ambito heavy metal. In particolare, le armonizzazioni di chitarra che hanno fatto grandi gli Iron Maiden discendono direttamente da quanto i Thin Lizzy avevano iniziato a fare dalla metà degli anni Settanta, e sono gli stessi Maiden ad ammetterlo senza problemi. Scritto dall’esperto giornalista Graeme Thomson, ‘Cowboy Song’ ci offre uno spaccato quanto mai esauriente della vita di Phil Lynott, coprendo sia il musicista che l’uomo, con tutte le sue debolezze e contraddizioni. Il libro è documentato e ricco di citazioni, ma non perde mai di vista l’aspetto umano, riuscendo a rendere quanto mai concreto il percorso quanto mai peculiare di quello che sarebbe diventato il musicista più famoso ed influente del suo Paese, l’Irlanda appunto. Da ‘Cowboy Song’ si capisce quanto Lynott abbia significato per la scena rock irlandese degli anni Ottanta – Bob Geldof e i Boomtown Rats, ma anche gli U2 hanno avuto forti legai con lui a inizio carriera – e come lui stesso sia stato capace prima di crearsi il personaggio della rockstar affascinante e tenebrosa, poi di perdersi completamente in esso, cancellando di fatto la propria esistenza nel segno dell’alcol e della droga. Molto intenso, a tratti toccante, il ritratto della sua infanzia e adolescenza, passate senza un padre e con una madre lontana e di fatto assente, a sviluppare un legame fortissimo con la nonna materna. Nella Dublino degli anni Sessanta, il nero Lynott appare quasi un predestinato, una sorta di alieno in una società particolarmente conservatrice ma non per forza chiusa rispetto al diverso, anzi… Il libro esplora i legami che Phil Lynott riesce a creare e distruggere nel corso della sua vita, con tutte le contraddizioni del personaggio – capace di accumulare avventure su avventure, ma estremamente geloso e protettivo nei confronti delle sue donne, oltre che tanto legato alle tradizioni da far nascere le figlie in Irlanda e farle educare secondo la tradizione cattolica – nonostante vivesse ormai da tempo in Gran Bretagna. I Thin Lizzy giocano ovviamente un ruolo importante in ‘Cowboy Song’, con la loro evoluzione da immatura garage band a impeccabile macchina da guerra, soprattutto in sede live. E qui sta il vero merito di Graeme Thomson, quello di aver trovato il giusto equilibrio tra l’aspetto umano e quello artistico, senza per forza sacrificare uno a vantaggio dell’altro. Le quasi 300 pagine di ‘Cowboy Song’ ci raccontano Lynott in modo diretto, a volte crudo. Descrivono la sua inarrestabile vena creativa, la sua ambizione, il desiderio di lasciare un segno e, alla fine, l’incapacità di rassegnarsi ad un successo ormai in fase calante, e soprattutto la debolezza mostrata rispetto a chi fino alla fine ha vissuto sulle spalle della sua fama, aiutandolo di fatto a perdersi. Nella sua continua alternanza tra cronaca musicale e vicende personali, ‘Cowboy Song’ è un libro di grande fascino, capace non solo di tratteggiare il ritratto pubblico e privato di una vera rockstar, quanto di scavare nella profondità della sua psiche, senza mai risultare né invasivo, né all’opposto superficiale. Libro intenso e coinvolgente, non solo per gli appassionati delle biografie rock.

 

 

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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